La legge citata prevedeva il termine di un anno dall’entrata in vigore della normativa, per l’adozione dei piani, termine che è stato ignorato quasi nella totalità del territorio nazionale. La cosa è assolutamente sconcertante in quanto il fine ultimo dei PEBA è quello di garantire la libertà di movimento e l’autonomia delle persone con disabilità.

Prima di tutto, occorre prendere atto che le leggi da sole non bastano. Purtroppo non bastano neanche le idee, che pure sono il sale del cambiamento. Prima di tutto occorre avere una visione su come attuare concretamente il cambiamento.

Purtroppo è lo stesso germe dell’ indifferenza, spinto all’estremo e coltivato quotidianamente, che porta a calpestare la vita dei bambini di Aleppo, ed il loro diritto al gioco, allo studio, alla crescita e dei cittadini siriani. L’indifferenza è il vero concime dell’odio.

Non da ultimo, inclusione significa sostenere la persona con disabilità anche quando la sua famiglia viene meno, perché possa continuare a vivere con piena dignità nella società, senza timore di venire ghettizzato in un istituto. Significa sostenere la cd. vita indipendente, strumento attraverso il quale la persona con disabilità motoria e/o cognitiva viene sostenuta in un percorso di autonomia, con il necessario aiuto pubblico, allo scopo di continuare a vivere nel proprio contesto domestico.

Spesso parliamo di etica psicoanalitica, ma altrettanto frequentemente dimentichiamo di chiarirne i termini, scadendo nella retorica della lotta di civiltà: altro non è, questa etica, che un modo di prendere posizione, non già la somma degli interventi di natura psicoanalitica. La Comunità terapeutica è il luogo delle scelte

In questi ultimi giorni, il regista ed attore Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif, è sceso in campo contro il governatore siciliano Crocetta per pretendere l’assistenza alla persone con disabilità, dopo diversi mesi di inerzia del governo regionale.

La storia ci ha insegnato che le rivoluzioni si innestano sul divario sociale, prima che economico. Gli uomini non hanno paura della povertà, quanto dell’assenza dei diritti. Proprio per questo, la strategia delle oligarchie moderne è quella di dividere e settorializzare gli interessi. Occorre pertanto tenere ben presente che l’altro è sempre una risorsa, con la sua storia ed il suo bagaglio di esperienze, e che ognuno di noi, con la sua guerra personale, è parte di un grande messaggio universale, che è espressione del diritto a vivere nella piena dignità.

Nel Primo e nel Secondo Libro delle Cronache (detti anche Paralipomeni) si racconta il tempo del popolo di Dio dall’inizio della storia dell’umanità fino alla chance offerta dall’editto di Ciro di un nuovo inizio dopo la catastrofe dell’esilio. Troviamo qui la storia dei re, da Davide fino all’esilio babilonese

I bambini non conoscono le divisioni, non conoscono le differenze. Per un bambino l’apertura al mondo è una condizione naturale quanto respirare. Se un bambino non può camminare, per gli altri è naturale spingere la sua sedia a rotelle. Se un bambino non può vedere, per gli altri è naturale fargli toccare gli oggetti per farlo partecipare ai giochi. I bambini hanno una sensibilità sociale innata. Eppure non sappiamo imparare da loro..