Con la crisi strutturale del modello capitalistico-globale urbanocentrico, campagne e piccoli centri possono essere laboratorio di nuove forme economiche, sociali e politiche.
DIPENDE DA NOI. Intanto le elezioni ci diranno se la regione vuole arrendersi al suo destino o se vuole reagire e adottare una strategia di innovazione e di sviluppo sostenibile
La partita non è definitivamente compromessa e in Italia esisterebbero ancora le condizioni per una rinascita di una coalizione democratica e di sinistra, ma sarebbe necessario ben altro di ciò che oggi passa il convento dei partiti grandi e piccoli che vengono dalla tradizione della sinistra italiana. Il problema dei problemi dei nostri giorni? Il futuro della democrazia e della sinistra nell’epoca della globalizzazione
La rabbia dei diseredati porta al governo i ricchi, questo è il paradosso con cui fare i conti, prima che sia troppo tardi. Si parla molto di Gramsci nell’ottantesimo anniversario della sua morte e proprio dalle sue riflessioni ci può venire un prezioso aiuto: la sua intuizione della rivoluzione come processo sociale che nel suo farsi cambia la società; cultura, sapere e conoscenza come via maestra per l’emancipazione delle classi subalterne
La domanda è doverosa: cosa resta ancora oggi di quelle ricorrenze che segnarono il vero spartiacque nella storia d’Italia? Quel 2 giugno i molisani, attraverso la loro preferenza, si espressero in maniera plebiscitaria a favore della Monarchia.
Uno dei punti sui quali maggiormente si sta cercando di dare risposte concrete riguarda la possibilità per i minori di rintracciare le famiglie anche all’estero perché possano ricongiungersi il più in fretta possibile, ma questo sarà realizzabile solo se si agisce a livello sovrannazionale, superando le differenze normative dei Paesi che dovranno agire in base a direttive comuni.
Infine, sospendendo il giudizio sulle capacità riformatrici del governo ellenico guidato da Alexis Tsipras, ancora alle prese con perenni richieste di aiuti e parallele politiche di tagli interni, una menzione va fatta alla vicenda irlandese, dove il conflitto tra unificazione ed indipendenza assume contorni atavici.
In questo marasma, chi ne esce davvero sconfitto è l’essere umano in generale, gli europei in particolare. Se in decenni di scelte condivise, questi si erano ritagliati un ruolo di primo piano nell’economia mondiale, ora rischiano di tornare un terreno di conquista per le grandi potenze.
E vengo a quella che per me è la questione fondamentale, ignorata dal circo Barnum della politica e sulla quale la mia distanza da Renzi è abissale. Vengo da un seminario di grande interesse tenuto a Procida dalla Città della Scienza di Napoli, su temi decisivi come l’internazionalizzazione dell’ economia, il contributo della Scienza allo sviluppo economico, l’Iran, la Cina e tanto altro.
