L’etica psicoanalitica (di una certa psicoanalisi) muove da presupposti diversi: vive nell’impossibilità di un intervento diretto su quel Reale neurologico, e deve per necessità e per scelta credere ed agire dentro una dimensione Simbolica che possa entrare in tensione con il soggetto nella sua complessità

Crediamo che partendo da quella apertura e dalla necessità dell’ accoglienza in quanto valore centrale per chi opera nel campo sociale si possano e si debbano costruire percorsi di inclusione rispettosa dell’Altro, che è e resta soggetto portatore di valori non totalmente assimilabili.

La Verità, che è quella cosa che non si può dire direttamente, ma solo costeggiare (come direbbe Lacan, altro maestro attento a non cadere nelle trappole della retorica). Le marginalità sono potenziali momenti di critica dell’esistente, e i dispositivi sociali operano direttamente (e talvolta con le migliori intenzioni: si sa di cosa è lastricata la strada per l’inferno!)

Affiancare, dunque, non come tentativo di correggere, ma come chi affronta un pezzo di strada insieme, con la speranza di creare un nuovo modo di guardare alla vita che possa rompere la ripetizione infernale e l’esclusione.

La reintegrazione sociale e lavorativa sono i ritornelli che ascoltiamo spesso, e data la loro inattaccabile solidità appaiono come totem delle buone prassi. Non tutti i giorni mi capita però di incontrare pazienti “reintegrabili”; si tratta dunque di una selezione a monte? Chi può essere riabilitato e chi no? Cosa possiamo immaginare per “gli altri”?

Non si può accondiscendere alla tendenza romantica che descrive la relazione come naturalmente terapeutica quando riesce a corrispondere all’idea di un risarcimento da donare al paziente in virtù delle carenze emotive e relazionali subìte. Fare accoglienza e cura significa, al contrario, valutare e temperare le tendenze assistenzialistiche, il volontarismo romantico, la tecnica e la teoria, sviscerando quelle che sono le malattie istituzionali

Si è soliti considerare la cura come una caratteristica materna, del materno in quanto categoria ampia che contiene elementi quali il calore, la presa in carico, l’empatia, la comprensione. Anche

Così come per ogni altra operazione terapeutica, anche l’ingresso nel dispositivo riabilitativo di comunità avviene a causa di uno o più sintomi che segnano l’esistenza del soggetto (il grado di

Con gli articoli dei mesi precedenti si è inteso dare un quadro della funzione, del ruolo, degli obiettivi e delle contraddizioni interne alla comunità terapeutica, sempre partendo dalla considerazione della