Per imparare a “leggere e scrivere”, affermano candidamente, bisogna “leggere e scrivere”. Non come esercizio meccanico, ma come attività autentica, quotidiana, personale.
Non erano parole da inserire in un compito. Erano esperienze. Erano memoria. Erano ferite e scoperte. Erano arte, Shoah, perdono, inclusione, fantasia, impegno civile.
L’omicidio di La Spezia non è una questione di sicurezza (men che meno di scarsa sicurezza nelle scuole, vi prego), ma la spia di un’emergenza educativa la cui soluzione non si può più rimandare.
Fu, per noi, un Natale in tono minore, perché il vuoto che il dottore ha lasciato nella nostra vita familiare è stato incolmabile
Siamo stati controllati, abbiamo potuto spendere i cinquecento euro solo per ciò che lo Stato imponeva.
O, peggio, non può lasciare che i ragazzi si convincano che Trump è davvero un mediatore di pace o che la guerra, a Gaza, sia finita.
La scuola che abbraccia i fragili e che si apre ad un nuovo rapporto con loro e con tutti gli studenti è oggi, a Quarrata, una realtà,
Un invito alla vitalità e creatività in una delle forme più belle: la solidarietà.
Alle delusioni che ti riservano “gli educatori”, fa da contraltare – ancora una volta – la bellezza degli “educandi”, prepotentemente,
