iorio tiene famiglia
18 Aprile 2010 Share

iorio tiene famiglia

 

Il Piano di Rientro della Sanità, firmato tra Stato e Regione il 27 marzo scorso, impedisce secondo l’esterno assessore al ramo, Ulisse Di Giacomo, la stabilizzazione dei medici del 118, non consente l’assunzione di anestesisti, costringe al precariato infermieri e ausiliari, lascia scoperti posti di guardia medica e rinvia ogni ipotesi di riorganizzazione della pianta organica. Però è possibile la consulenza al Prof. Mario Verrecchia per 84 mila euro annui. Aumentano ulteriormente collaborazioni singolari con figure provenienti da fuori regione. Viene aperto un nuovo reparto ospedaliero a Isernia con la nomina a primario del fratello del Presidente della Giunta Regionale. Persistono disfunzioni amministrative e carenze di controlli sulle prestazioni e sulla spesa. Il gran carrozzone ASReM non si capisce cos’è. Le vecchie ASL, trasformate in zone, continuano ad essere autonome nella gestione e nella rendicontazione finanziaria. Ognuno fa quel che gli pare. I bilanci vengono approntati con ritardi inenarrabili e sulle voci di spesa c’è un caos infernale. Si pensi alle dichiarazioni del Manager dell’ASReM che ha sostenuto di aver chiuso i conti del 2006 con un modesto attivo di 254 mila euro. Ed invece il collegio dei revisori nella seduta dell’8 giugno scrive che il 2006 si chiude con un’esposizione di 156 milioni e ottocentomila euro. Tutto nero su bianco e già inserito in specifiche interrogazioni all’Assessore Di Giacomo. In un simile marasma, l’On. Angelo Michele Iorio, con un colpo d’ala nomina il nuovo Direttore Generale dell’Assessorato alla Sanità, il dott. Roberto Fagnano, già noto perché negli ultimi anni è stato il Manager del Comune di Termoli durante la gestione dell’On. Remo Di Giandomenico. Sappiamo i problemi intervenuti per via dell’inchiesta Black Hole, l’arresto dell’On. Di Giandomenico e del prof. Mario Verrecchia, Direttore della ASL del Basso-Molise. Nulla da eccepire sul piano formale e nessun rilievo professionale al dott. R. Fagnano, ma questa nomina era la più appropriata e opportuna? Purtroppo si sono valicate tutte le colonne d’Ercole dell’etica pubblica che è altra cosa rispetto alla responsabilità penale.

Se non fossimo intervenuti con determinazione a bloccare il maxi-incentivo all’esodo di 273 mila euro del Consorzio Industriale all’Assessore Vitagliano, probabilmente non ci sarebbero stati estremi da codice penale, ma perbacco è moralmente lecito intascare l’equivalente di 22 anni di stipendio di un operaio FIAT per lasciare un’attività svolta solo per pochi mesi? Non è mica un reato sostenere la propria sorella alle elezioni comunali di Isernia, ma è eticamente ammissibile che la famiglia Iorio controlli con parenti e affini, reparti ospedalieri, strutture private, cariche istituzionali locali e regionali? Se n’è accorto anche il cognato di Michele Iorio, il Dott. Sergio Tartaglione, marito del neo-assessore comunale, prima eletta di Forza Italia, che preferisce ultimamente accompagnarsi a Ernesto Giannini nella denuncia sulle condizioni indicibili dei malati ricoverati nel suo reparto di Psichiatria, sempre a Isernia. Come a dire che di fronte al dilagare pervasivo di un potere illimitato si è frastornati anche tra familiari stretti.

Ebbene, per quel che mi riguarda, concordo con chi invita il centro-sinistra a stare più sul progetto che sulla denuncia. E’ giusto dotarsi di proposte alternative, serie e credibili, sulla sanità, sul sociale, sul lavoro e sull’ambiente. L’Unione non ha un futuro roseo in Molise se non riparte da un proprio progetto di sviluppo, innovativo e completo, da costruire attraverso il più ampio coinvolgimento democratico e sul quale acquisire il consenso dei cittadini. Ma il primo punto del nuovo programma del Centro-Sinistra è il rispetto della legge. Il secondo è l’etica della responsabilità dei pubblici amministratori, i loro comportamenti, il senso del dovere, l’austerità delle scelte, il rigore dell’attività, la sobrietà nella gestione, il contenimento dei costi della politica. E su questo c’è da unirsi per dire no all’acquisto della nuova sede a Roma per 4,1 milioni di euro. Da pretendere che le assunzioni anche con contratti di collaborazioni o a termine alla Regione siano trasparenti. Come hanno selezionato le 80 unità impiegate alla Protezione Civile o le 5 unità deliberate per le Commissioni Consiliari? Perché fittare la sede di Via Nazario Sauro a Campobasso per 30 mila euro al mese per 6 anni con un impegno di 2.160.000 euro, quando con poco altro l’immobile poteva essere acquistato? Perché il Presidente del Consiglio Regionale ha 400 mila euro per spese di rappresentanza a fronte di somme tre volte inferiori di Regioni molto più grandi?

Va bene il Progetto per il Molise del terzo millennio che insieme abbiamo il dovere di approntare, ma, a patto che le fondamenta di questa nuova casa siano scavate nella roccia di una diversa etica pubblica della classe politica. ☺

petraroia.michele@virgilio.it

 

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