Pittore simbolista e mistico
Maurice Denis, pittore simbolista francese, nato a Granville il 25 novembre 1870 era figlio di un impiegato delle ferrovie e di una modista. La sua formazione artistica coincise con la nascita del movimento simbolista che lo influenzò fortemente, come il lavoro del pittore simbolista Pierre Puvis De Chavannes che si stava imponendo per la sua semplicità e la sua filosofia circa un’arte che fosse sintesi tra mondo esterno e spiritualità dell’artista. Nelle primissime opere lo stile pittorico di Maurice Denis è naturalista e neoimpressionista, ma col tempo tenderà verso un puro decorativismo, caratterizzato da zone di colore piatto e contorni netti.
Mondo mistico di colori
L’idea del pittore per cui il dipinto è una superficie piatta, riempita di colori secondo un certo ordine, lo inserisce nel filone dei preraffaelliti ed lo rende precursore dell’astrattismo. Nel 1888, all’Accademia Julian di Parigi, Maurice Denis conosce Paul Sérusier, Pierre Bonnard e Paul Ranson, con i quali fonda il gruppo dei pittori Nabis (Profe-ti), gruppo che si rifaceva alle opere e alla poetica di Paul Gauguin, per il superamento del naturalismo impressionista tramite un ritorno all’ arte primitiva e giapponese. Delle riunioni dei Nabis, tenute solitamente nella redazione della rivista Revue Blanche o all’Accademia Ranson, Denis apprezzò in modo particolare il clima mistico, il gergo esoterico e il soprannome che ogni pittore ricevette dal gruppo: Denis venne chiamato “il Nabi dalle belle immagini”.
Pittore Nabis
Come “Nabi” Maurice Denis dipinge quadri di stampo intimistico, enigmatico ed i temi della sua pittura, di carattere religioso o situazioni della vita quotidiana, sono portati in una dimensione ideale ed irreale, in un’atmosfera di calda e serena intimità, ottenuta con un tratto estremamente delicato. Denis dapprima propone le immagini di soggetto religioso in forme primitive, ispirate a Beato Angelico, ma poi modifica e arricchisce il suo stile in senso decorativo dell’Art Nouveau. Nel 1890 espone al Salon e, a partire dal 1891, partecipa con gli altri artisti Nabis al “Salon des Indépendants”. Una costante della sua vita è la professione della fede cattolica, che ha sempre per lui un ruolo prioritario. Riceve numerose commissioni per la decorazione di chiese e questo lo fa tornare alla grande tradizione della pittura murale eseguendo affreschi solenni di impianto monumentale, ispirati da un cattolicesimo letterario. Nel 1909 ottiene un incarico come insegnante all’Accademia Ranson, dove rimane fino al 1919.
Pittore religioso nel suo tempo
In questi anni esegue le decorazioni del teatro degli Champs Elysées e del Petit Palais di Parigi e si dedica a numerose grandi pitture murali per chiese. Nel 1892 presenta le sue opere alla IX Rassegna del gruppo. Il fervore religioso porta Maurice Denis a fondare, nel 1919, gli Ateliers d’Art Sacré, dedicando molto tempo alla preghiera, tanto da diventare terziario di San Domenico, senza isolarsi dal mondo, per cui partecipa alla vita sociale del tempo: è amico dello scrittore André Gide e subisce l’influenza di Paul Cézanne.
Oltre la vasta produzione di pittore, Denis è un grande disegnatore e illustratore. Fino alla sua morte Maurice Denis continua a dipingere in un’interpretazione moderna della grande pittura antica, supportato dalla sua forte vena artistica, continuamente alimentata dai viaggi, molti dei quali in Italia, che lo portano ad entrare in contatto diretto con i preraffaelliti ed i neoclassici. Illustra con disegni e gouaches la Sagesse di Paul Verlaine ed i Fioretti di San Francesco, lavora a pubblicazioni nelle quali definisce i fondamenti teorici del nuovo corso artistico (Du symbolisme et de Gauguin vers un nouvel ordre classique, 1912), si dedica anche alle arti applicate, disegnando vetrate, vasi, arazzi, ventagli e perfino una banconota da 500 franchi. Denis muore il 13 novembre 1943 a Saint-Germain-en-Laye.☺
