Il valore delle piccole cose
13 Maggio 2024
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Il valore delle piccole cose

È il regime detentivo più severo previsto dalla legge italiana: l’ergastolo ostativo. Applicato alle persone giudicate colpevoli di reati particolarmente gravi e identificate come pericolose per la pubblica incolumità, comporta l’eliminazione di tutti i benefici concessi in caso di ergastolo ‘semplice’ (quello chiamato in gergo “fine pena mai”). Oggetto di un decreto del governo Meloni, poi convertito in legge nel dicembre del 2022, l’ergastolo ostativo è tuttora al centro di un animato dibattito, in quanto giudicato in contrasto con il principio previsto dal nostro ordinamento secondo il quale la funzione del carcere non deve essere unicamente punitiva ma anche riabilitativa.
È dedicata a questo tema la poesia che si riporta questo mese da Alessandro Fo, Filo spinato (Einaudi 2021), e che prende spunto dalle dichiarazioni del Direttore del carcere milanese di Opera, contenute nel film-documentario sull’ergastolo ostativo prodotto nel 2016 da Ambrogio Crespi con il titolo Spes contra spem. Liberi dentro (l’espressione latina vale “sperare contro ogni speranza”). Più precisamente, l’episodio qui trasposto in versi si riferisce agli incontri che, nell’ambito di quel programma di riavvicinamento alla società chiamato “trattamento”, vengono organizzati tra coloro che si sono macchiati di un reato e i famigliari di vittime di quel reato. La parente in questione si trova qui di fronte a una sorprendente richiesta da parte del detenuto: una richiesta che, in maniera altrettanto sorprendente, viene esaudita, sebbene per un solo giorno, dal Direttore, consapevole di quanto l’infanzia del carcerato sia stata priva di ogni minima forma di conforto e tenerezza.
Laura de Noves

Valori («Fine pena mai»)

(parla il Direttore dell’Istituto di Opera)

Sono occasioni incluse nel «trattamento».
Così, all’incontro previsto con le vittime,
le chiese se, quando l’avrebbe riveduta,
lei non potesse portargli un peluche,
cosa che lui non aveva mai avuta.

La ebbe al successivo appuntamento.

Ma, vede, per qualche strana ragione
non è un oggetto che venga permesso
dal nostro ordinamento.

Chiese di poterlo avere in cella
solo ventiquattr’ore.

E questo io Direttore l’ho concesso,
eccezionalmente,
considerandone il grande valore.

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