Il simbolismo nell’arte
11 Giugno 2026
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Il simbolismo nell’arte

Tematiche allegoriche, mitologiche, mistiche ricorrevano nei linguaggi artistici, assieme all’uso dei colori che attingeva ad una palette celestiale, e la descrizione delle fisionomie era volutamente idealizzata; comparivano persino scritte o incisioni nelle cornici, come accade nelle opere di Dante Gabriel Rossetti, uno dei più illustri esponenti del Preraffaellismo, che si ispirava al Quattrocento fiorentino. Concetti teosofici e sincretismi tra Cristianesimo e dottrine orientali influenzarono profondamente il Simbolismo, che nacque in Francia e si diffuse in Germania, Belgio, Italia, Russia e Spagna, attraversando le diverse espressioni artistiche.
Tra storia e vita sociale
Nell’arte il Realismo e il Naturalismo costituivano il linguaggio dominante. Gli artisti abbracciavano la tradizione rappresentando la realtà in modo diretto e concreto, spesso con uno sguardo attento alle condizioni sociali.
Sulla tela prendevano forma scene di vita quotidiana, soprattutto rurale e popolare, o eventi storici che assumevano un carattere meno celebrativo e più attento alla dimensione umana e concreta dei fatti. Tuttavia, già nel 1883, nell’Esposizione internazionale di Belle Arti di Roma, si intravedeva una nuova traiettoria compositiva. Gaetano Previati, divisionista e interprete della corrente più classica, presentò l’opera Angeli: un nugolo di figure sospese su uno sfondo di luce dorata. Sulla tela cominciava a definirsi l’idea “proto-simbolista” dannunziana secondo cui “riprodurre il vero non è mostrarlo così com’è, ma come l’artista lo percepisce e lo ama”.
I temi del simbolismo includevano ambiguità sessuale, corpi efebici e figure ibride come la sfinge, che univano attrazione erotica e l’enigma della morte. Il culto della bellezza, intesa come valore assoluto ma anche fragile ed effimero, si accompagnava a una visione intensamente emotiva ed estetizzante della realtà, lontana da ogni intento oggettivo o scientifico.
Le contraddizioni culturali
Questa concezione si sviluppava in contrasto, ma anche in dialogo con il clima culturale dominato dal Positivismo, che esaltava il progresso scientifico, la razionalità e la fiducia verso le nuove scoperte che traghettavano la società nel futuro.
Nella cornice della Belle Époque francese, segnata da un diffuso ottimismo per il progresso, ma anche da profonde contraddizioni sociali tra borghesia e povertà, il Decadentismo rappresentò dunque una risposta inquieta e raffinata, che privilegiava l’ immaginazione, la soggettività e il valore dell’ esperienza estetica rispetto alla modernità.☺

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