Il libro che viaggia
3 Ottobre 2026
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Il libro che viaggia

Ci sono persone che iniziano a scrivere quando diventano adulte e altre che, ancora bambine, trovano nella scrittura un modo per raccontare ciò che hanno dentro. Ida Ilenia Macera appartiene alla seconda categoria.
Scrive da quando era bambina. Prima ancora che la scrittura diventasse un progetto, un lavoro o qualcosa da condividere con il pubblico, era per lei un luogo intimo nel quale poter essere completamente sé stessa. Le parole sono state per anni una presenza costante: un modo per custodire emozioni, pensieri, paure e sogni, ma anche per dare una forma a tutto ciò che spesso è difficile spiegare a voce.
Nel tempo Ida ha scritto numerosi libri e costruito un proprio percorso artistico, ma è stato anche un cambiamento importante nella sua vita, una delle idee a cui oggi è più legata: Das Buch, das nicht allein sein will.
Il progetto nasce dopo il trasferimento in Germania. Cambiare Paese significa ricominciare sotto molti aspetti: imparare una nuova lingua, confrontarsi con una cultura diversa, ricostruire abitudini e punti di riferimento. E significa anche scoprire una forma di solitudine che non sempre coincide con l’essere fisicamente soli. È da questa esperienza che nasce una domanda: è possibile trasformare la solitudine in qualcosa che possa avvicinare le persone? Ida ha scelto di farlo attraverso ciò che conosce meglio: un libro.
Das Buch, das nicht allein sein will è un libro pensato per viaggiare e per incontrare persone. Può essere trovato casualmente, letto e poi lasciato proseguire verso una nuova destinazione. Ogni persona che lo incontra può diventare parte della sua storia.
Uno degli elementi più originali del progetto è il QR code presente nel libro. Attraverso lo smartphone, chi trova il libro può accedere alla pagina dedicata al progetto e lasciare una testimonianza del proprio incontro. Può indicare dove si trova, raccontare dove ha trovato il libro e condividere un pensiero, una frase o un’emozione. Quella testimonianza non rimane isolata.
Le informazioni permettono a Ida di seguire il percorso del libro e di aggiornare personalmente una mappa digitale. Così il viaggio di una copia può essere ricostruito attraverso i luoghi che ha attraversato e le persone che l’hanno incontrata. Il QR code diventa quindi un ponte tra il mondo reale e quello digitale: il libro viaggia fisicamente, mentre le persone che lo incontrano lasciano una traccia digitale del loro passaggio. Una città si collega a un’altra, una testimonianza a un’altra, fino a creare una mappa fatta non soltanto di luoghi, ma di incontri.
Anche il treno occupa un posto speciale nell’immaginario del progetto. È il luogo per eccellenza in cui persone sconosciute condividono una parte del proprio viaggio. Per un tratto possono sedersi vicine, guardare fuori dal finestrino, attraversare gli stessi paesaggi e poi continuare ciascuna verso la propria destinazione. Il libro vuole fare qualcosa di simile: attraversare la vita delle persone per un tratto e poi continuare il proprio viaggio.
Per Ida, questo progetto è molto più di un’idea creativa. È qualcosa che sente profondamente suo. La scrittura, che l’ha accompagnata fin dall’infanzia, diventa qui uno strumento per parlare di un’ esperienza che appartiene a moltissime persone. La solitudine può nascere da un trasferimento, da un cambiamento, dalla distanza dalla propria famiglia, dalla difficoltà di comunicare in una lingua diversa, dalla sensazione di non appartenere completamente a un luogo. Ma può esistere anche in mezzo agli altri. Per questo il progetto non vuole dare lezioni sulla solitudine e non pretende di avere una soluzione universale. Vuole semplicemente creare un’occasione di incontro.
Una persona trova un libro. Lo apre. Legge parole scritte da qualcuno che forse non conoscerà mai. Poi lascia una propria frase. E quella frase, un giorno, potrebbe essere letta da un’altra persona dall’altra parte del mondo. È questo ciò che Ida ama maggiormente del progetto: l’idea che qualcosa nato da una singola persona possa diventare collettivo senza perdere la propria autenticità.
Das Buch, das nicht allein sein will parla quindi di libri, ma soprattutto parla di persone. Parla della possibilità di lasciare una traccia nella vita di qualcuno anche senza conoscerlo. Parla della fiducia, della gentilezza e di quei piccoli gesti che non fanno rumore, ma possono cambiare il modo in cui una persona vive un momento della propria giornata.
L’idea ha già attirato l’attenzione di numerose realtà giornalistiche italiane e tedesche. Il progetto è stato raccontato da Corriere d’Italia, AISE, Süd Kurier, Termoli Online, Italofonia, 9Colonne, Kultur Express, Il Mitte, Primo Piano Molise, Il Portale Quotidiano, Il Nuovo Molise, Nuovo Molise e Schwäbische Zeitung. Nell’agosto 2026 Berlino Magazine ha pubblicato un’ intervista e una presentazione del progetto sui propri canali social, Instagram e Facebook. A raccontare il percorso di Ida è stata anche Radio Luna, attraverso un’intervista radiofonica, mentre Termoli Online ha dedicato al progetto una seconda intervista. Proprio da poco, il progetto è stato raccontato da Il Globo, storica testata italiana in Australia. Sentire parlare del Molise, della storia e del progetto dall’altra parte del mondo è una grande soddisfazione.
L’attenzione ricevuta dai media è importante, ma per Ida il vero valore del progetto rimane altrove: nella persona che, magari in un giorno difficile, incontra quel libro e decide di fermarsi qualche minuto a leggerlo. È lì che il progetto prende davvero vita. Perché Ida continua a credere che le parole possano fare qualcosa di straordinario: attraversare le distanze.
Una parola scritta da una bambina che cercava un posto in cui raccontarsi può diventare, molti anni dopo, un messaggio affidato a un libro che viaggia tra sconosciuti. E forse è proprio questo il senso più bello della sua storia: aver trasformato la propria passione più antica, quella per la scrittura, in un modo per avvicinare le persone.
Un libro può contenere una storia. Questo, invece, vuole raccoglierne molte.☺

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