Occorre allearsi
3 Novembre 2026
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Occorre allearsi

Le ferite del cambiamento climatico e l’altalenarsi di siccità e fenomeni estremi non sono emergenze lontane: sono ormai, purtroppo, triste realtà. Ben lo sappiamo anche noi Molisani, che tale realtà portiamo scritta sulla nostra pelle e nel nostro territorio, terra bellissima ma segnata da una profonda fragilità strutturale. Credo che nessuno abbia dimenticato quanto accaduto agli inizi dello scorso aprile, quando una straordinaria ondata di maltempo ha ferito così duramente il basso Molise. Abbiamo ancora negli occhi le immagini delle esondazioni del Trigno e del Biferno, il drammatico crollo del ponte sulla statale Adriatica, l’allagamento del nucleo industriale di Termoli e l’evacuazione di centinaia di famiglie a Rio Vivo, Marinelle e Campomarino, con il rischio isolamento dei nostri borghi per impraticabilità delle strade, diverse ancora chiuse. Nelle nostre campagne, il fango ha sommerso migliaia di ettari di ter- reno, distruggendo i raccolti e mettendo in ginocchio tantissime aziende agricole, spina dorsale, nonostante tutto, della nostra economia locale.
Quella ferita – ancora viva – è il campanello d’allarme che non possiamo ignorare. È la prova tangibile di come i cambiamenti climatici si traducano in eventi estremi che colpiscono la vita reale delle persone e il lavoro di chi cura la terra. Quell’evento ci ha mostrato la nostra vulnerabilità assieme all’immensa solidarietà dei soccorritori e dei cittadini; ma ci impone oggi di passare dall’assistenza alla prevenzione, dalla gestione dell’emergenza a una custodia sapiente del territorio, a cominciare dalla biodiversità del nostro paesaggio, per proteggere la varietà della vita, ma anche difendere la dignità del lavoro umano e la sicurezza delle infrastrutture che lo sostengono.
In questo contesto, desidero rivolgere una parola di speciale vicinanza e sostegno ai nostri agricoltori, ai produttori e a tutti i lavoratori della terra, ai quali guardo come ai principali destinatari e protagonisti di questo convegno. Penso a Voi, quali primi custodi di questo paesaggio, ma anche primi a subire, assieme a diverse famiglie e colleghi di lavoro, il peso di quella devastazione, vedendo i frutti di mesi di fatica spazzati via dall’ acqua in poche ore. Non vogliamo che vi sentiate soli nella fatica della ricostruzione e della ripartenza. La vostra resistenza non è solo economica, è una virtù morale e spirituale che custodisce la speranza di tutta la nostra regione.
Il tema di questo convegno inizia con una parola bellissima e quanto mai opportuna: Conversazioni. Sì. Dialogare vuol dire ascoltarsi, mettere in comune competenze, scienza, fede ed esperienze umane. Colpevolizzarsi a vicenda serve a poco; lascia il tempo che trova. Occorre invece allearsi. Questo convegno non può essere solo un momento accademico. Deve trasformarsi in uno spazio di ascolto e di proposta, dove la scienza, la politica, l’economia e la pastorale collaborino per dare risposte concrete, urgenti e lungimiranti al nostro Molise.
Dal messaggio del vescovo Claudio Palumbo

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