al passo coi tempi di Gabriella de Lisio | La Fonte TV
E i ragazzi? Cosa pensano i ragazzi? In una rubrica sulla scuola, non può mancare la loro voce. Anche perché, spesso, a lasciarla uscire fuori, suona di una freschezza e di una verità dirompente. Qui, stavolta, ci piace accogliere e proporre quella di Federico Cutrone, uno studente diciassettenne, di origini molisane, che frequenta il liceo classico “Vivona” di Roma. E che, dalle pagine del giornalino della sua scuola, fa alcune considerazioni sensate, assolutamente interessanti, su certa “polvere” che dovrebbe essere tolta dai programmi, dalle metodologie, dagli obiettivi. Gliele abbiamo gentilmente rubate per rifletterci su con voi.
Federico sogna di fare il giornalista. Gli auguriamo con tutto il cuore che il suo sogno possa diventare realtà. Ma ci permettiamo di strizzargli l’occhio, con garbata ironia, e di proporgli, di qui a qualche anno, caso mai dovesse cambiare idea, di fare una capatina nel mondo della scuola, di regalarci la sua sensibilità, la sua energia. Di quanti come te, Federico, ci sarebbe bisogno oggi dietro ad una cattedra!
Buon lavoro e in bocca al lupo, Federico. Non importa quanto tempo ci vorrà. Se è il tuo sogno, non mollare mai.
Il liceo classico è da sempre sinonimo di vasta formazione culturale, conseguente a grandi carichi di studio, a volte anche pesanti. Noi del liceo Vivona, questo, lo sappiamo bene. Le varie materie caratteristiche, latino, greco, storia, italiano, sono ricoperte sempre da un vago alone di antichità, che il più delle volte ci porta ad interrogativi del tipo "Sono utili veramente il latino e il greco?" oppure "La cultura classica può essere ricondotta al presente?", ma soprattutto "Mi basta studiare le espressioni artistiche di centinaia/millenni di anni fa, per dare un mio apporto diretto alla corrente artistica contemporanea?".
A mio avviso, per quanto sia importante conoscere la cultura classica, che ci insegna ad interpretare il presente e a "leggere" il futuro, è indispensabile la consapevolezza delle espressioni artistiche attuali, in quanto queste ci danno l'opportunità di poter vivere direttamente il presente, per poi scrivere il futuro.
Sembra però che nella nostra era non ci si "esprima" più ai livelli del passato e non ci siano espressioni artistiche rilevanti. Niente di più sbagliato. Le invenzioni del secolo passato, come il cinema e la registrazione di brani musicali, non devono essere viste come avverse al progresso culturale dell'uomo, bensì devono entrare a farne parte, in quanto validissime forme di espressione/evasione/liberazione. La scuola in quanto tale ha l'obbligo di offrire ai giovani queste opportunità affinché loro (noi) le possano cogliere al meglio.
Poi, sono veramente tanto distanti il cinema e la musica dalle materie che studiamo a scuola? Il cinema può sembrarlo decisamente, ma se analizziamo un po' alcuni argomenti che abbiamo studiato o che studieremo tra i banchi di scuola, potremo facilmente cambiare idea. Nei programmi ministeriali, lo studio delle opere teatrali dei vari Plauto, Aristofane, Seneca, Euripide sono dei punti fermi. Quanto sono diversi dalle opere cinematografiche? William Shakespeare e Christopher Marlowe, se ne avessero avuto l'opportunità, avrebbero rappresentato i loro scritti al cinema? Secondo me sì. Dunque studiare le grandi opere del cinema (non di certo i cine-panettoni) di artisti come Stanley Kubrick, Alfred Hitchcock, Federico Fellini, Sergio Leone, etc. non è sbagliato. È assurdo che un ragazzo, che può anche ottenere la maturità con il massimo dei voti, esca dal liceo totalmente ignorante riguardo i più grandi film della storia. D'altra parte la musica, sempre ben accolta da tutti, ma mai veramente approfondita da nessuno tra le mura scolastiche. Eppure se riprendiamo la letteratura antica, partendo anche dal lontanissimo Omero, conosciamo benissimo che gli aedi, nell'esporre le opere classiche, si accompagnavano sovente con la lira. Studiamo anche gli scrittori della poesia lirica, che cantavano d'amore, di politica e dei piaceri/dolori della vita, sicuramente sempre accompagnati da vari strumenti (uno a caso, la κἰθάρα), quindi testo su musica.
Che differenze ci sono con i cantanti attuali? Saffo parla d'amore. E Battisti? Archiloco, Solone, Alceo, quanto sono distanti o superiori a Fabrizio De Andrè, Francesco De Gregori o Franco Battiato? Poesia e musica, questi artisti hanno molto in comune, l'unica differenza è che gli ultimi citati possono essere i cantanti amati da noi o dai nostri genitori, mentre i primi al massimo da qualche nostro antichissimo avo comune. Alcune opere musicali hanno il potere di farci raggiungere quasi la pace dei sensi, così come certe poesie. Come esistono le canzoni meno belle esistono le opere letterarie mal riuscite: facendo una cernita, si avrebbe l'opportunità di inserire nei programmi scolastici delle opere musicali, italiane e straniere, che sono già da tempo radicate nella nostra coscienza contemporanea, e le quali sarebbe giusto approfondire. Cinema e musica al liceo classico, un desiderio sicuramente non infondato, che sarebbe inoltre un ottimo metodo per rendere lo studio meno pesante e più attuale. Dato che poi ci piace fare sempre i paragoni con le altre nazioni, il cinema all'estero si studia e diventa strumento di analisi del mondo in sé, mentre la musica è ormai da decenni radicata nell'insegnamento, non solo nei paesi più avanzati, ma anche nelle regioni più povere, come nel Sud America (Vene- zuela e Cile) dove diventa uno strumento per salvare i ragazzi dalla criminalità. Si sogna anche, pensando all'America, dove si studia matematica con i Pink Floyd di sottofondo.J
gadelis@libero.it
E i ragazzi? Cosa pensano i ragazzi? In una rubrica sulla scuola, non può mancare la loro voce. Anche perché, spesso, a lasciarla uscire fuori, suona di una freschezza e di una verità dirompente. Qui, stavolta, ci piace accogliere e proporre quella di Federico Cutrone, uno studente diciassettenne, di origini molisane, che frequenta il liceo classico “Vivona” di Roma. E che, dalle pagine del giornalino della sua scuola, fa alcune considerazioni sensate, assolutamente interessanti, su certa “polvere” che dovrebbe essere tolta dai programmi, dalle metodologie, dagli obiettivi. Gliele abbiamo gentilmente rubate per rifletterci su con voi.
Federico sogna di fare il giornalista. Gli auguriamo con tutto il cuore che il suo sogno possa diventare realtà. Ma ci permettiamo di strizzargli l’occhio, con garbata ironia, e di proporgli, di qui a qualche anno, caso mai dovesse cambiare idea, di fare una capatina nel mondo della scuola, di regalarci la sua sensibilità, la sua energia. Di quanti come te, Federico, ci sarebbe bisogno oggi dietro ad una cattedra!
Buon lavoro e in bocca al lupo, Federico. Non importa quanto tempo ci vorrà. Se è il tuo sogno, non mollare mai.
Il liceo classico è da sempre sinonimo di vasta formazione culturale, conseguente a grandi carichi di studio, a volte anche pesanti. Noi del liceo Vivona, questo, lo sappiamo bene. Le varie materie caratteristiche, latino, greco, storia, italiano, sono ricoperte sempre da un vago alone di antichità, che il più delle volte ci porta ad interrogativi del tipo "Sono utili veramente il latino e il greco?" oppure "La cultura classica può essere ricondotta al presente?", ma soprattutto "Mi basta studiare le espressioni artistiche di centinaia/millenni di anni fa, per dare un mio apporto diretto alla corrente artistica contemporanea?".
A mio avviso, per quanto sia importante conoscere la cultura classica, che ci insegna ad interpretare il presente e a "leggere" il futuro, è indispensabile la consapevolezza delle espressioni artistiche attuali, in quanto queste ci danno l'opportunità di poter vivere direttamente il presente, per poi scrivere il futuro.
Sembra però che nella nostra era non ci si "esprima" più ai livelli del passato e non ci siano espressioni artistiche rilevanti. Niente di più sbagliato. Le invenzioni del secolo passato, come il cinema e la registrazione di brani musicali, non devono essere viste come avverse al progresso culturale dell'uomo, bensì devono entrare a farne parte, in quanto validissime forme di espressione/evasione/liberazione. La scuola in quanto tale ha l'obbligo di offrire ai giovani queste opportunità affinché loro (noi) le possano cogliere al meglio.
Poi, sono veramente tanto distanti il cinema e la musica dalle materie che studiamo a scuola? Il cinema può sembrarlo decisamente, ma se analizziamo un po' alcuni argomenti che abbiamo studiato o che studieremo tra i banchi di scuola, potremo facilmente cambiare idea. Nei programmi ministeriali, lo studio delle opere teatrali dei vari Plauto, Aristofane, Seneca, Euripide sono dei punti fermi. Quanto sono diversi dalle opere cinematografiche? William Shakespeare e Christopher Marlowe, se ne avessero avuto l'opportunità, avrebbero rappresentato i loro scritti al cinema? Secondo me sì. Dunque studiare le grandi opere del cinema (non di certo i cine-panettoni) di artisti come Stanley Kubrick, Alfred Hitchcock, Federico Fellini, Sergio Leone, etc. non è sbagliato. È assurdo che un ragazzo, che può anche ottenere la maturità con il massimo dei voti, esca dal liceo totalmente ignorante riguardo i più grandi film della storia. D'altra parte la musica, sempre ben accolta da tutti, ma mai veramente approfondita da nessuno tra le mura scolastiche. Eppure se riprendiamo la letteratura antica, partendo anche dal lontanissimo Omero, conosciamo benissimo che gli aedi, nell'esporre le opere classiche, si accompagnavano sovente con la lira. Studiamo anche gli scrittori della poesia lirica, che cantavano d'amore, di politica e dei piaceri/dolori della vita, sicuramente sempre accompagnati da vari strumenti (uno a caso, la κἰθάρα), quindi testo su musica.
Che differenze ci sono con i cantanti attuali? Saffo parla d'amore. E Battisti? Archiloco, Solone, Alceo, quanto sono distanti o superiori a Fabrizio De Andrè, Francesco De Gregori o Franco Battiato? Poesia e musica, questi artisti hanno molto in comune, l'unica differenza è che gli ultimi citati possono essere i cantanti amati da noi o dai nostri genitori, mentre i primi al massimo da qualche nostro antichissimo avo comune. Alcune opere musicali hanno il potere di farci raggiungere quasi la pace dei sensi, così come certe poesie. Come esistono le canzoni meno belle esistono le opere letterarie mal riuscite: facendo una cernita, si avrebbe l'opportunità di inserire nei programmi scolastici delle opere musicali, italiane e straniere, che sono già da tempo radicate nella nostra coscienza contemporanea, e le quali sarebbe giusto approfondire. Cinema e musica al liceo classico, un desiderio sicuramente non infondato, che sarebbe inoltre un ottimo metodo per rendere lo studio meno pesante e più attuale. Dato che poi ci piace fare sempre i paragoni con le altre nazioni, il cinema all'estero si studia e diventa strumento di analisi del mondo in sé, mentre la musica è ormai da decenni radicata nell'insegnamento, non solo nei paesi più avanzati, ma anche nelle regioni più povere, come nel Sud America (Vene- zuela e Cile) dove diventa uno strumento per salvare i ragazzi dalla criminalità. Si sogna anche, pensando all'America, dove si studia matematica con i Pink Floyd di sottofondo.J
gadelis@libero.it
E i ragazzi? Cosa pensano i ragazzi? In una rubrica sulla scuola, non può mancare la loro voce. Anche perché, spesso, a lasciarla uscire fuori, suona di una freschezza e di una verità dirompente. Qui, stavolta, ci piace accogliere e proporre quella di Federico Cutrone, uno studente diciassettenne, di origini molisane, che frequenta il liceo classico “Vivona” di Roma. E che, dalle pagine del giornalino della sua scuola, fa alcune considerazioni sensate, assolutamente interessanti, su certa “polvere” che dovrebbe essere tolta dai programmi, dalle metodologie, dagli obiettivi. Gliele abbiamo gentilmente rubate per rifletterci su con voi.
Federico sogna di fare il giornalista. Gli auguriamo con tutto il cuore che il suo sogno possa diventare realtà. Ma ci permettiamo di strizzargli l’occhio, con garbata ironia, e di proporgli, di qui a qualche anno, caso mai dovesse cambiare idea, di fare una capatina nel mondo della scuola, di regalarci la sua sensibilità, la sua energia. Di quanti come te, Federico, ci sarebbe bisogno oggi dietro ad una cattedra!
Buon lavoro e in bocca al lupo, Federico. Non importa quanto tempo ci vorrà. Se è il tuo sogno, non mollare mai.
Il liceo classico è da sempre sinonimo di vasta formazione culturale, conseguente a grandi carichi di studio, a volte anche pesanti. Noi del liceo Vivona, questo, lo sappiamo bene. Le varie materie caratteristiche, latino, greco, storia, italiano, sono ricoperte sempre da un vago alone di antichità, che il più delle volte ci porta ad interrogativi del tipo "Sono utili veramente il latino e il greco?" oppure "La cultura classica può essere ricondotta al presente?", ma soprattutto "Mi basta studiare le espressioni artistiche di centinaia/millenni di anni fa, per dare un mio apporto diretto alla corrente artistica contemporanea?".
A mio avviso, per quanto sia importante conoscere la cultura classica, che ci insegna ad interpretare il presente e a "leggere" il futuro, è indispensabile la consapevolezza delle espressioni artistiche attuali, in quanto queste ci danno l'opportunità di poter vivere direttamente il presente, per poi scrivere il futuro.
Sembra però che nella nostra era non ci si "esprima" più ai livelli del passato e non ci siano espressioni artistiche rilevanti. Niente di più sbagliato. Le invenzioni del secolo passato, come il cinema e la registrazione di brani musicali, non devono essere viste come avverse al progresso culturale dell'uomo, bensì devono entrare a farne parte, in quanto validissime forme di espressione/evasione/liberazione. La scuola in quanto tale ha l'obbligo di offrire ai giovani queste opportunità affinché loro (noi) le possano cogliere al meglio.
Poi, sono veramente tanto distanti il cinema e la musica dalle materie che studiamo a scuola? Il cinema può sembrarlo decisamente, ma se analizziamo un po' alcuni argomenti che abbiamo studiato o che studieremo tra i banchi di scuola, potremo facilmente cambiare idea. Nei programmi ministeriali, lo studio delle opere teatrali dei vari Plauto, Aristofane, Seneca, Euripide sono dei punti fermi. Quanto sono diversi dalle opere cinematografiche? William Shakespeare e Christopher Marlowe, se ne avessero avuto l'opportunità, avrebbero rappresentato i loro scritti al cinema? Secondo me sì. Dunque studiare le grandi opere del cinema (non di certo i cine-panettoni) di artisti come Stanley Kubrick, Alfred Hitchcock, Federico Fellini, Sergio Leone, etc. non è sbagliato. È assurdo che un ragazzo, che può anche ottenere la maturità con il massimo dei voti, esca dal liceo totalmente ignorante riguardo i più grandi film della storia. D'altra parte la musica, sempre ben accolta da tutti, ma mai veramente approfondita da nessuno tra le mura scolastiche. Eppure se riprendiamo la letteratura antica, partendo anche dal lontanissimo Omero, conosciamo benissimo che gli aedi, nell'esporre le opere classiche, si accompagnavano sovente con la lira. Studiamo anche gli scrittori della poesia lirica, che cantavano d'amore, di politica e dei piaceri/dolori della vita, sicuramente sempre accompagnati da vari strumenti (uno a caso, la κἰθάρα), quindi testo su musica.
Che differenze ci sono con i cantanti attuali? Saffo parla d'amore. E Battisti? Archiloco, Solone, Alceo, quanto sono distanti o superiori a Fabrizio De Andrè, Francesco De Gregori o Franco Battiato? Poesia e musica, questi artisti hanno molto in comune, l'unica differenza è che gli ultimi citati possono essere i cantanti amati da noi o dai nostri genitori, mentre i primi al massimo da qualche nostro antichissimo avo comune. Alcune opere musicali hanno il potere di farci raggiungere quasi la pace dei sensi, così come certe poesie. Come esistono le canzoni meno belle esistono le opere letterarie mal riuscite: facendo una cernita, si avrebbe l'opportunità di inserire nei programmi scolastici delle opere musicali, italiane e straniere, che sono già da tempo radicate nella nostra coscienza contemporanea, e le quali sarebbe giusto approfondire. Cinema e musica al liceo classico, un desiderio sicuramente non infondato, che sarebbe inoltre un ottimo metodo per rendere lo studio meno pesante e più attuale. Dato che poi ci piace fare sempre i paragoni con le altre nazioni, il cinema all'estero si studia e diventa strumento di analisi del mondo in sé, mentre la musica è ormai da decenni radicata nell'insegnamento, non solo nei paesi più avanzati, ma anche nelle regioni più povere, come nel Sud America (Vene- zuela e Cile) dove diventa uno strumento per salvare i ragazzi dalla criminalità. Si sogna anche, pensando all'America, dove si studia matematica con i Pink Floyd di sottofondo.J
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