Dal neoliberismo alla destra estrema
Il trionfo della destra estrema di Nigel Farage e la catastrofica disfatta dei laburisti è ciò che emerge dai risultati delle elezioni amministrative in Gran Bretagna. Un test amministrativo, ma di grande rilevanza nazionale. Il ReformUk, il partito di destra di Farage, guadagna centinaia di seggi, mentre altrettanti ne perde il Labour: dalle file del partito di governo si levano voci che chiedono le dimissioni del primo ministro, Keir Starmer.
I faragisti stanno mietendo successi nelle zone del Nord dell’Inghilterra, dove sono concentrati i lavoratori delle industrie, tradizionale feudo laburista, ma a fare le spese della loro avanzata sono anche i conservatori in aree del Sud, storicamente feudi conservatori, come l’Essex: “Stiamo assistendo in diretta alla morte del sistema bipartitico”, ha commentato in TV un sondaggista. I Verdi stanno andando bene nelle città universitarie, come Oxford ed Exeter, e a Londra, dove gli ecologisti hanno preso gran parte dei voti dei laburisti. Dalla capitale arriva una delle poche buone notizie per i conservatori, che hanno ripreso l’iconico consiglio di Westminster dal Labour.
Solo pochi mesi fa i “sinistri” nostrani esultavano per la cacciata del leader di vera sinistra Jeremy Corbyn, dal Partito dei laburisti inglesi, esultando per il ‘salvatore’ centrista e liberista Starmer come nuova guida dei laburisti, ed Elly Schlein festeggiava e saltellava di gioia. Queste elezioni, se pur amministrative, ci dicono chiaramente che il partito della guerra, del riarmo, dei continui tagli al Welfare perde.
Ottimi risultati invece per la Sinistra che fa la sinistra. La formazione dei Verdi di Zack Polanski, molto contraria al riarmo, sostenitrice di soluzioni negoziali per fermare la guerra in Ucraina, a favore della tassa patrimoniale per le grandi ricchezze, aumenta considerevolmente i propri voti.
Le elezioni amministrative del 2026 nel Regno Unito hanno dato esattamente lo scenario da incubo che era prevedibile per il partito Laburista di Starmer, traditore delle classi sociali più deboli. Questo non è solo un brutto risultato alle urne, è la prova di quanto i neoliberali, guerrafondai e corrotti che governano, siano veramente fuori dal contatto con le persone comuni; il popolo è ormai lontano. Il progetto Starmer sta crollando sotto il peso del proprio vuoto programmatico politico ed etico. Il Labour Party sembra essere in completa rotta per perdere fino a tre quarti dei seggi che aveva, si tratta di 1.900 consiglieri. Il partito ha perso il controllo dei collegi storici, come Tameside, Hartlepool e Wigan, e delle fasce del Nord e delle Midlands.
I Verdi di Zack Polanski hanno invece raggiunto il risultato elettorale più importante di sempre, nonostante un’implacabile campagna diffamatoria. L’assurdità dell’accusa di antisemitismo, una volta utilizzata contro Jeremy Corbyn, non è stata così efficace contro l’unico leader politico ebreo del Regno Unito. Le analisi dei flussi elettorali mostrano che il 42% dei 18-34enni ha sostenuto i Verdi, rispetto al 28% dato ai laburisti, una differenza di ben 14 punti dalle elezioni generali del 2024. Questo perché il Labour non è più il partito del lavoro, fa politiche simili ai renziani e calendiani di casa nostra.
Il professor Sir John Curtice, grande esperto di sondaggi e flussi elettorali inglese, ha dichiarato a ITV News che: “Il calo della quota dei voti dei laburisti è il più grande per un partito al governo nelle elezioni locali dal 2010. I Verdi si sono posizionati con successo come l’autentica voce degli elettori progressisti preoccupati per il clima e la disuguaglianza”.
Starmer è ormai letteralmente perseguitato dalla sua famigerata linea della campagna elettorale: “Se non vi piacciono i cambiamenti che abbiamo fatto, dico che la porta è aperta e potete andarvene”. Gli elettori sono scappati e di corsa da quella porta aperta. L’ironia è che i laburisti non hanno un possibile sostituto credibile, quindi sono bloccati con il neoliberista che hanno aiutato a salire al potere.
Dopo 14 anni di governo conservatore, l’opinione pubblica inglese avrebbe voluto un cambiamento reale. Invece Starmer ha offerto la solita ricetta antipopolare e neoliberista: più privatizzazione, più austerità, più autoritarismo. La sconfitta elettorale era del tutto prevedibile dal momento in cui la destra laburista ha sabotato Corbyn, vero laburista, nel 2017. Questa destra nel tempo ha distrutto sistematicamente i programmi sociali. Starmer è stato sostenuto da una forte rete di lobbisti e finanziatori che hanno truccato le regole, epurato il partito e rubato il potere degli iscritti di base per scegliere un leader centrista e trasformista.
Tra i principali sostenitori di Starmer c’era il ricco lobbista filo-Israele Trevor Chinn, che ha donato silenziosamente 50.000 sterline alla campagna congressuale per la leadership di Starmer (una donazione dichiarata solo dopo). La lobby israeliana ha finanziato circa metà dei componenti del governo di Starmer. Gli interessi aziendali, delle grandi multinazionali, e i think-tank come Labour Together hanno fatto la loro parte. Il piano ha funzionato benissimo, tutti gli ideali storici a favore delle classi meno abbienti sono stati messi da parte per favorire uno Stato canaglia genocida, come è attualmente Israele e il Labour di Starmer è diventato un partito senza nessuna etica e totalmente guerrafondaio.
Nel partito Laburista sono state totalmente censurate le critiche a Israele, il dissenso democratico e il diritto di protesta; sono stati trattati lavoratori, pensionati e attivisti come “terroristi”, hanno censurato le notizie reali, hanno assecondato l’ambasciatore israeliano e il governo ha continuato le forniture di armi a Israele. Chi può dimenticare l’agghiacciante affermazione di Starmer secondo cui Israele ha il diritto di trattenere cibo, acqua ed energia ai palestinesi?
Da quando ha fatto le sue famose dieci promesse elettorali, il comportamento di Starmer è stato caratterizzato da lamentele e continue inversioni politiche e tradimenti delle stesse. Ha cancellato l’impegno di investimenti green da 28 miliardi di sterline, ha tagliato i pagamenti per il carburante invernale per milioni di pensionati, ha spinto per inutili e crudeli tagli al welfare. Proprio come il governo di destra italiano. E Trump usa le basi aeree del Regno Unito per bombardare illegalmente l’Iran!
Egli insiste sul fatto di restare al suo posto di primo ministro perché la preoccupazione dell’opinione pubblica è semplicemente il “cambiamento”, ma tutti in tutto lo spettro politico lo stanno respingendo, compresi i centristi che hanno sostenuto la sua campagna per il voto alle politiche. Tutto quello che Starmer ha ottenuto è rovinare e soffocare l’energia e l’entusiasmo dell’era Corbyn, facendo passare i voti tradizionali dei laburisti ai Verdi mentre dà all’estrema destra una grande possibilità di arrivare al potere. Egli ha sempre attaccato la sinistra con estrema brutalità, cosa che non ha mai fatto con la destra estrema.
La politica britannica attuale è il risultato di 47 anni di fallimento delle politiche neoliberiste volute dalla Thatcher. Il rifiuto di Starmer di dimettersi potrebbe essere la cosa migliore per i Verdi in questo momento. Più Starmer si aggrappa al potere, più emorragia di voti progressisti avrà alle prossime elezioni.
Un altro fattore positivo, per sconfiggere l’estrema destra di Farage è che i giovani elettori sono più propensi a votare alle elezioni generali che alle elezioni locali. Una maggiore affluenza di giovani elettori significa una maggiore quota di voti per i Verdi che, ovviamente, hanno bisogno di più tempo per costruire una proposta politica adeguata, ma questo clima politico rende un aumento del 5-10% entro le prossime elezioni generali del tutto realistico. Le elezioni comunali sono l’inizio di un riallineamento politico, che potrebbe portare alla vittoria alle politiche di forze realmente progressiste o al fascismo nella versione di Farage.☺
