Giorgio linguaglossa
9 Luglio 2026
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Giorgio linguaglossa

Questa volta non posso utilizzare il mio consueto incipit con il verbo “incontro”: non posso più incontrare la persona di cui scrivo, una malattia ha privato il mondo di una mente eccelsa. Giorgio Linguaglossa era poeta, scrittore e critico militante e ci ha lasciati. Il verbo lasciare, però, in questo caso deve avere una valenza positiva in quanto Giorgio ha lasciato in eredità, a noi che l’abbiamo conosciuto, ammirato e seguito, e a tutti coloro che l’hanno letto e studiato, un patrimonio dal valore inestimabile. Linguaglossa è stato un critico che ho definito militante perché ha lottato senza sosta per spostare la cultura dal mainstream al pensiero indipendente. Non è stato amato dalla critica ufficiale perché irriverente, eterodosso, in una parola era libero. Dava fastidio, demoliva le rendite di posizione, smontava la cuccia calda e protettiva della cultura affermata. Come poeta è stato altrettanto sovversivo. E qui entriamo in gioco noi poeti che abbiamo collaborato al blog creato da Giorgio, lombradelleparole: il blog è stato per anni una vetrina nazionale e internazionale di poeti, filosofi, critici, voci, riflessioni, condivisioni di idee, di letture e di nuovi linguaggi. Mi onoro di aver fatto parte di un manipolo di poeti per i quali l’ombra è stato un laboratorio permanente, dove la nuova poiesis denominata poesia kitchen lanciata da Giorgio è maturata. Abbiamo con entusiasmo intrapreso, con lui e grazie a lui, la strada di una poesia assolutamente inedita. Al centro c’era Giorgio come mentore, con la sua cultura sterminata, con le sue intuizioni, con la sua creatività che non conosceva né ostacoli né padroni. Molto spesso il post che inaugurava una riflessione nuova era un quadro di Marie Laure Colasson, poeta e pittrice, compagna di amore e di arte di Giorgio. Con cadenza annuale Linguaglossa, con la collaborazione di Mauro Limiti e della sua casa editrice Progetto Cultura, lanciava un’antologia con le nostre poesie da presentare puntualmente alla Fiera del Libro di Roma e agli incontri di cinema e poesie in estate, sempre a Roma. Come poeta Giorgio è stato visionario, con lo sguardo lungo dei pionieri e degli innovatori. Ha capito prima di tutti che la poesia deve uscire dai salotti ed entrare in cucina, deve confrontarsi con il linguaggio dei media e del villaggio globale. La poesia, diceva, deve togliersi le scarpe con i tacchi.
Si stupiva che ci fossero autori e critici che non si rendessero conto che la poesia non può non cambiare in un mondo che è cambiato tanto e che il linguaggio non può più essere lo stesso. Basta con la poesia incentrata sull’io, un vero e proprio “dolorificio”, soleva dire. Il mondo è nella poetry kitchen e la poetry  kitchen  è nel mondo, diceva. Questo ricordo, tuttavia, non può tralasciare la lezione umana di Giorgio: non si è mai fatto abbattere dal cancro che gli minava il fisico, ma non la mente formidabile. Fino alla fine ha elaborato progetti e sogni riguardanti la poesia. Non mi arrendo, diceva, continuo a lottare, ripeteva, e accettava senza mai lamentarsi cure e terapie, anche sperimentali, perché lui era così, coraggioso in tutti i campi. C’è però, un fatto che può consolarci tutti. A dicembre scorso, durante la Fiera del Libro di Roma, è stato intervistato dallo staff del programma radiofonico Fahrenheit che dedica ogni pomeriggio un piccolo spazio alla poesia. E pensare che Giorgio tante volte, per anni, aveva chiesto proprio a quel programma di aprirsi verso la nuova poesia, di darle spazio e voce! Era stato sempre ignorato e questa esclusione da una parte l’aveva ferito, dall’altra gli aveva dato la conferma che fosse troppo avanti rispetto alla critica e alla poesia “da vetrina”. Gli hanno dato cinque minuti in cui Giorgio ha cercato di sintetizzare i capisaldi della poesia di cui si era fatto promotore.
 Linguaglossa è stato tante cose, così tante che qui è impossibile renderne conto. Chi volesse approfondire la sua produzione di critico, poeta e animatore culturale ha a disposizione una mole immensa di materiale. Il blog da lui fondato è stato una vetrina nazionale e internazionale di poesie, poeti, voci, filosofi e critici di alto valore culturale, ma di rottura, non allineati, che non leggerete né sentirete mai sui media ufficiali. Giorgio è stato molto generoso, ha dato tanto a noi autori e al mondo della letteratura e della cultura. Gli saremo per sempre grati. Buon viaggio, Giorgio! ☺

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