Giù le armi, leonardo
Nell’autunno del 2025 un gruppo di associazioni italiane impegnate nella tutela e promozione dei diritti umani – tra cui AssoPacePalestina, A Buon Diritto, ARCI, ACLI, Pax Christi e Un Ponte Per – insieme alla cittadina palestinese Hala Abulebdeh, ha avviato un’azione civile contro Leonardo Spa e lo Stato italiano. Il ricorso, depositato al Tribunale di Roma, chiede di dichiarare nulli i contratti che consentono la vendita di armamenti israeliani prodotti da Leonardo, sostenendo che tali forniture violino la Costituzione, la legge 185/1990, il Trattato ONU sul commercio delle armi e gli stessi codici etici aziendali. A motivare la causa vi sono i ripetuti accertamenti delle Nazioni Unite sulle gravi violazioni dei diritti umani commesse da Israele nei territori palestinesi e l’utilizzo di sistemi militari legati al gruppo italiano nelle operazioni contro la popolazione civile.
Le associazioni promotrici chiedono, inoltre, di vietare ogni futura fornitura militare allo Stato di Israele, chiamando Leonardo e il Governo italiano ad assumersi responsabilità giuridiche ed etiche rispetto al ruolo che le armi prodotte in Italia avrebbero nelle devastazioni in corso a Gaza e in Cisgiordania.
Nel corso della Conferenza stampa svolta il 20 novembre, riprendendo quanto detto dal cardinale Zuppi nei giorni precedenti ad Assisi: “Questo è il momento delle scelte”, Pax Christi sottolinea come “Non possiamo essere ciechi e silenti perché questo significherebbe essere complici”. “Per Pax Christi è il momento di rimettere al centro il Vangelo e la Costituzione italiana che all’ art.11 ripudia la guerra. È il momento di sostituire il presunto diritto alla forza, con la forza del diritto, passando ‘dai segni del potere al potere dei segni’, come diceva don Tonino Bello. Questo di oggi è un segno che si aggiunge agli altri che si esprimono nelle varie obiezioni militari fino alle oceaniche manifestazioni. Beati i costruttori di pace, diceva Gesù. Maledetti gli operatori di guerre, Papa Francesco (19 novembre 2015)”.
“Per tutti questi motivi Pax Christi Italia aderisce convintamente a questo percorso perché dopo l’approvazione del ddl Sicurezza, che limita fortemente l’espressione del dissenso, non possiamo perdere l’occasione di agire secondo la legge. E invitiamo la Chiesa italiana a vivere nella Parresia e nella Profezia”. ☺
