I tre bullonati
3 Ottobre 2026
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I tre bullonati

Nel precedente numero della nostra rivista, Famiano Crucianelli ha invitato i tre eterni spartitori di porco a fare un passo di lato e favorire così, per il bene del nostro Paese, il ricambio di questa inutile classe politica con una meno fluida, più autenticamente legata ai valori della sinistra e meno bullonata alle poltrone, ricorrendo a una riflessione di buon senso e ponendosi soprattutto una domanda: se i tre campioni dei bulloni, in 25 anni di permanenza nelle istituzioni, non sono stati capaci di mandare a casa una destra pasticciona e incapace, è forse perché i loro avversari sono meno peggio di loro? La richiesta ha provocato reazioni scomposte da parte degli amici dei tre e siccome siamo stanchi di assistere a queste messe cantate, forse è il caso di fare un excursus storico per ricordare a loro e ai loro amici fluidi come sono andate le cose in questi 25 anni.
Il primo, il più anziano, Roberto Ruta, è nato nel listino di Marcello Veneziale e ha fatto carriera con il ribaltone di Michele Iorio. Infatti gli stessi consiglieri che incoronarono Iorio a capo della Giunta regionale, portarono l’enfant prodige della politica locale a ricoprire la carica di presidente del Consiglio regionale. Successivamente ci fu un contro-ribaltone che portò Iorio all’opposizione, ma il Nostro fu così prodigioso da rimanere bullonato alla stessa poltrona; pare che alla fine del mandato abbiano dovuto smontarlo con la fiamma ossidrica. La legislatura si concluse senza atti di nota, né nella produzione legislativa né in quella amministrativa: solo un grande traffico nelle segreterie. Alle regionali del 2000 Di Stasi riportò più voti di Iorio ma meno firme valide. Il Nostro, candidato nelle liste della Margherita, riportò oltre 5.000 voti di preferenza e si proclamò “Principe azzurro della politica molisana”: pare che l’azzurro sia il suo colore preferito. Di Stasi lo nominò assessore ai LP oltre che vicepresidente della Giunta; in questa veste la cosa più importante che fece fu quella di organizzare una protesta per l’eterna cessione dell’acqua del Biferno alla Capitanata: non abbiamo mai capito contro chi protestasse anche perché, mentre allora si contorceva, oggi che si sta realizzando il “tubone” il Nostro non parla. Purtroppo, i giudici amministrativi ritennero più importanti le formalità (le firme) che la volontà dei cittadini, ragione per cui si tornò a votare di lì a poco. Anche in questa occasione il Nostro, diventato nel frattempo parlamentare, non fece mai mancare il sostegno politico e morale al suo Governatore, tanto da chiedere, insieme alla sua cricca, di sostituirlo alla guida della Regione. La qual cosa si ripeté dopo appena cinque anni, (governo nazionale presieduto da Romano Prodi, condizione favorevole per la sinistra). Iorio gli rifilò una sonora sconfitta tanto che fu costretto a ripiegare su Roma senza mai mettere piede in Consiglio regionale. Il Nostro tuttavia non si arrese e, èureka, trovò la soluzione Frattura: figlio d’arte. La ciurma, Ruta, Leva, Fanelli, al grido di ‘Frattura!!! Frattura!!!’ ridipinge i manifesti, toglie il simbolo di FI, sottopone il malcapitato a un durissimo interrogatorio, lo conduce al battistero del partito e lo ribattezza nell’acquasantiera delle primarie dove si purificano anche le anime più nere.
Crucianelli a questo punto si chiede: ma se siamo più bravi dei nostri avversari perché siamo andati da loro a sceglierci il leader? Purtroppo le elezioni regionali non sono andate per il verso giusto e il figlio d’arte è arrivato secondo. In un partito serio questo sarebbe bastato per fare pulizia della ciurma e invece cosa si inventa il Nostro? Propone ricorso al giudice con le stesse motivazioni con cui Iorio ricorse contro Di Stasi, ottenendo naturalmente lo stesso risultato. Si torna di nuovo alle urne e questa volta sempre il Nostro capisce che per vincere non basta solo il figlio d’arte, c’è bisogno anche di chi sposta i voti da destra a, diciamo così, sinistra e la soluzione viene spontanea: il magnate di Venafro e il criminologo di Baranello chiudono il cerchio. L’operazione fruttò a Ruta il posto in Senato, a Leva quello alla Camera dei Deputati e a Frattura la presidenza della Regione, agli altri due: fate un po’ voi.
Ma ai Molisani, questa genialata quali benefici ha portato? Premettendo che il Centrodestra, quello originale, è responsabile dei 4/5 delle miserie molisane e il restante 20% va caricato tutto sul Centrosinistra taroccato, forse è il caso di rivisitare alcune delle strade percorse dal Governo Frattura per comprendere perché la gente non va a votare e quelli che ci vanno scelgono la Destra originale. Nel 2000 la categoria assegnata dall’UE alla Regione Molise per il suo stato di salute fu di phasing out, (in transizione dalle condizioni economiche delle regioni meno sviluppate a quelle in linea con la media europea). Poi, arrivarono Iorio prima e Frattura dopo a demolire ciò che si era costruito prima di loro e si rientrò nell’obiettivo 1, riservato alle regioni sviluppate al di sotto della media europea. La notizia fu accolta con entusiasmo dai bontemponi della Sinistra, Frattura in primis, senza capire che una regione con obiettivo 1 che riceve più soldi dall’Europa, dopo averne già ricevuti altri, è una regione senza spina dorsale, senza crescita, senza giovani, senza ricchezza, senza occupazione, senza servizi, è soprattutto senza dignità: è questo ciò che offrono Ruta, Facciolla e Fanelli alla nostra gente?
L’allora assessore all’agricoltura, an- che lui nella terna dei futuri candidati insieme al Nostro, offrì ai basso-molisani, per risalire la china, una “grande opportunità”, quella di trasferire dalla regione Emilia Romagna che voleva sbarazzarsene, ben 12.000 vacche, solo per partorire, in un luogo imprecisato dell’agro di San Martino in Pensilis, per poi ripartire per il nord lasciandoci solo cacca. I nostri, senza prevedere che ognuna di loro caga quanto 5 persone – una vera bomba ecologica – promossero il progetto a pieni voti: povero Vittorino, ci dovrebbe ringraziare per averlo ostacolato, lo avrebbero sommerso di merda! Hanno barattato, sempre quelli di sopra, una strada a 4 corsie, la Termoli/San Vittore, in cambio di una metropolitana leggera che parte da Bojano e arriva in piena campagna in agro di Matrice: che fantasia, un treno che non porta da nessuna parte. Per quanto riguarda la Sanità bisogna riconoscerlo, perché se Iorio ha sfasciato il bilancio regionale a forza di fare debiti, Frattura li ha tolti caricandoci di tasse: entrambi tuttavia hanno concorso con impegno a negarci i livelli minimi di assistenza privandoci del servizio sanitario regionale. E si vogliono ricandidare.☺

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