Il diritto all’acqua
Il diritto all’acquaL’acqua è elemento vitale, imprescindibile per la sopravvivenza e, pertanto, un diritto di tutti, per cui a questo elemento naturale così prezioso si applica il principio della destinazione universale dei beni. L’utilizzazione dell’acqua e dei servizi connessi deve essere orientata al soddisfacimento dei bisogni di tutti e soprattutto delle persone che vivono in povertà. Un limitato accesso all’acqua potabile incide sul benessere di un numero enorme di persone ed è spesso causa di malattie, sofferenze, conflitti, povertà e addirittura di morte: per essere adeguatamente risolta, tale questione “deve essere inquadrata in modo da stabilire criteri morali basati proprio sul valore della vita e sul rispetto dei diritti e della dignità di tutti gli esseri umani”.
L’acqua, per la sua stessa natura, non può essere trattata come una mera merce tra le altre e il suo uso deve essere razionale e solidale. La sua distribuzione rientra, tradizionalmente, fra le responsabilità di enti pubblici, perché l’acqua è stata sempre considerata come un bene pubblico, caratteristica che va mantenuta qualora la gestione venga affidata al settore privato. Il diritto all’acqua, come tutti i diritti dell’uomo, si basa sulla dignità umana e non su valutazioni di tipo meramente quantitativo, che considerano l’acqua solo come un bene economico. Senza acqua la vita è minacciata. Dunque, il diritto all’acqua è un diritto universale e inalienabile. (Dal Compendio della DSC, nn. 484-485-486).
Anche Benedetto XVI ha insegnato che “il diritto all’ alimentazione, così come quello all’acqua, rivestono un ruolo importante per il conseguimento di altri diritti, ad iniziare, innanzitutto, dal diritto primario alla vita. È necessario, pertanto, che maturi una coscienza solidale che consideri l’alimentazione e l’accesso all’acqua come diritti universali di tutti gli esseri umani, senza distinzioni né discriminazioni” (Lett. Enc. Caritas in veritate, n. 27). Sempre Benedetto XVI invitò a prendere coscienza del fatto che, purtroppo, l’acqua – bene essenziale e indispensabile che il Signore ha dato all’uomo per mantenere e sviluppare la vita – è considerata oggi, a causa dell’assedio e della pressione di molteplici fattori sociali ed economici, bene che deve essere particolarmente protetto mediante chiare politiche nazionali e internazionali e utilizzato secondo criteri sensati di solidarietà e di responsabilità.
Il diritto all’acqua ha il proprio fondamento nella dignità della persona umana. Da questa prospettiva bisogna esaminare attentamente gli atteggiamenti di coloro che considerano e trattano l’acqua unicamente come un bene economico. Il suo uso deve essere razionale e solidale, frutto di un’equilibrata sinergia fra il settore pubblico e quello privato.
Auspico che tali princìpi, veicolati anche dal vostro Convegno, ispirino e guidino Enti, Pubbliche Istituzioni e Aziende private che hanno insieme il dovere della gestione di un bene così prezioso, specie per le aree interne del nostro Paese, a cominciare dal nostro Molise.☺
* vescovo di Termoli-Larino
