libri: “Ho sete”  di Guglielmo Giumelli
4 Ottobre 2026
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libri: “Ho sete” di Guglielmo Giumelli

La Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo (1948) fissa il principio di uguaglianza e non discriminazione in tema di godimento dei diritti umani e delle libertà fondamentali (art.2). Ogni persona si imbatte nel corso della vita in esigenze e bisogni da soddisfare che possono incorrere in pratiche discriminatorie da cui la necessità di sostegni e/o trattamenti differenziati. Bere acqua potabile e sana è un bisogno vitale da soddisfare. Se viene negato o soddisfatto in modo insufficiente, incide – si legge in documenti ONU – sul “riconoscimento, godimento o esercizio dei diritti umani e delle libertà fondamentali in campo politico, economico e sociale, culturale, civile o in qualsiasi altro campo”. L’acqua è l’essenza della vita, è il ‘brodo’ che consente a una persona di sopravvivere per cui si deve riconoscere che l’acqua è un diritto umano fondamentale; anzi, è un diritto naturale. Esso – scrive Norberto Bobbio – fa parte dei nuovi diritti di solidarietà, detti anche diritti di terza generazione.
Non esiste in gran parte degli Stati una ‘fonte’ normativa diretta (Costituzione) da cui ‘sgorga’ l’acqua come diritto umano fondamentale. Esso è ‘nascosto’, è traibile da altri diritti fondamentali codificati. Incorre però, come altri diritti fondamentali, in ‘pietre d’inciampo’.
L’acqua è un bene comune fondamentale. È essenziale per il benessere umano e diverse attività sociali. Contribuisce a difendere la salute e la coesione sociale. Va affidata a una gestione responsabile, socialmente efficiente ed efficace in cui godono centralità i diritti sociali della persona e l’interesse generale della comunità. Essa è anche un elemento necessario per le attività economico-produttive e la crescita economica. Cointeressati ne sono, perciò, allo stesso tempo interesse privato e diritti della persona a una dignitosa vita umana. Accesso ed erogazione all’acqua vanno governate e gestite efficacemente secondo i principi di razionalità economico-sociale.
Costituzionalizzare il diritto all’acqua diventa scelta obbligata, visto che esso è ancora carente di pieno, fermo e concreto riconoscimento nei Trattati e nelle Convenzioni internazionali e in varie legislazioni nazionali; e anche ove esso è stato costituzionalizzato. Raccomandazioni e Documenti spingono Stati e Comunità internazionali verso la realizzazione del Right to drinking water and sanitation [Diritto al bere acqua e all’igiene].
La terra è per 2/3 formata di acqua che è stata vista come una risorsa illimitata, inesauribile, imperitura tale da essere sfruttata e consumata al pari di altre risorse naturali. Ora tali comportamenti hanno messo a forte rischio la disponibilità di tale risorsa, per le generazioni future. La popolazione mondiale, oggi, è attorno a 8,2 miliardi. Accedono all’acqua potabile, gestita ed erogata in modo più o meno continuo e accessibile, fisicamente ed economicamente oltre due miliardi di persone; solo un terzo (2,8 miliardi) dispone i servizi igienico-sanitari sicuri (WASH:Water Sanitation and Hygiene). L’accesso a tali servizi è uno degli obiettivi del progetto delle Nazioni Unite per uno sviluppo sostenibile. È ancora un accesso diseguale e disomogeneo poiché circa un quarto di popolazione è priva di acqua e servizi igienico-sanitari. 2,1 miliardi di persone non accedono all’acqua potabile erogata e gestita in modo sicuro, ivi compresi 106 milioni che si dissetano da fonti non trattate e, quindi, non sicure; 3,4 miliardi sono privi di servizi igienico-sanitari gestiti in modo sicuro, 354 milioni di costoro praticano defecazione all’aperto; 1,7 miliardi non dispone di servizi igienico-sanitari di base presso la propria abitazione, di cui 611 milioni non possono accedere ad alcuna struttura. Le probabilità di non accesso all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari di base sono più del doppio per chi vive nei paesi meno sviluppati e più del triplo di non avere accesso all’igiene di base. Ne sono colpite maggiormente le donne e, tra costoro, le adolescenti.
Si è consci, a livello di Dichiarazioni, della necessità di garantire a tutti il diritto all’acqua, come diritto umano fondamentale per una vita dignitosa, accanto agli altri diritti umani. È possibile se gli Stati, concretamente e finanziariamente, si pongono come obiettivi sviluppare strutture di erogazione, strumenti e meccanismi tesi a raggiungere, progressivamente, la piena realizzazione del diritto umano di accesso all’acqua potabile, sana e sicura, garantire presso tutte le abitazioni servizi igienico-sanitari, specie nelle zone in cui vi è penuria di acqua e/o siccità; adottare e attivare un quadro normativo efficace ed efficiente di governo e distribuzione dell’acqua potabile e relativi servizi. ☺

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