Naturalismo e realismo
A metà Ottocento la società inizia a cambiare: lo sviluppo scientifico e tecnologico conduce verso la strada della modernità e aumenta la fiducia nella razionalità; l’artigianato e l’agricoltura vengono sempre più soppiantati dalle industrie; la popolazione nelle città cresce a dismisura, quindi peggiorano le condizioni di vita del proletariato operaio; nascono tensioni sociali; si affermano le teorie socialiste.
Il 1848, in particolare, è l’anno di diverse sommosse popolari e turbolenze politiche: in Italia cominciano le guerre d’ indipendenza che porteranno all’unità di Italia; in Francia dopo i nuovi moti rivoluzionari cade la monarchia e viene istituita la seconda Repubblica. In questo clima anche l’arte entra in crisi: il romanticismo e i suoi valori, legati alle emozioni e all’immaginazione, al passato nostalgico, iniziano a vacillare. In tutti i campi del sapere avviene un cambiamento: in campo filosofico si diffonde il Positivismo di Auguste Comte, che portò alla nascita della sociologia; in campo politico ed economico si diffusero gli scritti di Marx ed Engels, che portarono alla nascita del Socialismo; in campo letterario abbiamo due correnti importanti: in Francia il Naturalismo (Flaubert, Baudelaire e Zola); in Italia si ha il Verismo con Verga.
In campo artistico la corrente corrispondente al Naturalismo è il Realismo, che si sviluppò soprattutto in Francia e poi in Italia a partire dal 1840 e per circa un ventennio. Convenzionalmente si fa coincidere il Realismo con il periodo di attività del suo maggiore esponente, Courbet, dal 1842 al 1866. L’intento del realismo è quello di rappresentare la realtà così com’è, con le sue miserie e le sue contraddizioni: la pittura viene utilizzata come mezzo scientifico per indagare la realtà in modo obiettivo, senza coinvolgimento emotivo.
La scuola di Barbizon
Quando parliamo di “scuola di Barbizon” intendiamo un gruppo di artisti, tra cui Daubigny, Millet e Corot (i maggiori esponenti). Barbizon è un villaggio che si trova vicino a Parigi, a pochi chilometri dal centro abitato, e presenta una natura incontaminata, dove non ci sono ancora stati interventi dell’uomo. Gli artisti della scuola, riunendosi in questo villaggio, si immergevano nella natura, rinnovando per esempio il genere del paesaggio. Se fino a quel momento il modello di riferimento era il paesaggio idealizzato del ‘600, adesso si tende ad una rappresentazione più spontanea della natura. Un’ influenza importante per questo rinnovamento si deve anche a Constable, uno dei primi che utilizza la pittura en plein air.
La pittura en plein air fu usata dagli artisti che iniziavano all’aria aperta i propri dipinti e poi li finivano in atelier. Usanza comune era anche quella di realizzare dei bozzetti con degli appunti specifici, spiegando le condizioni atmosferiche. Il metodo di pittura en plein air ha modo di diffondersi soprattutto grazie all’ invenzione dei colori in tubetto, evitando agli artisti il compito di preparare i colori, mescolando pigmenti e sostanze oleose. Adesso, con il tubetto in stagno e il tappo che si avvita, si può essere molto più autonomi. Viene anche inventato il cavalletto portatile e accadeva spesso che i pittori portassero con sé dei piccoli sgabelli in materiale molto leggero. Ricordiamo che la tecnica della pittura en plein air non è stata inventata dagli impressionisti, nonostante si sia diffusa nel periodo dell’impressionismo. La pittura della scuola di Barbizon è caratterizzata dalla stesura veloce e a macchie del colore e dalla rappresentazione spontanea della natura (non si cerca una particolare simmetria). Inoltre, gli artisti utilizzano poco la linea di contorno.
Jean-François Millet (1814-1875)
Cresciuto in una famiglia di contadini benestanti della Normandia, Millet si trasferì a Parigi a 21 anni per dedicarsi alla pittura. Nel 1894 si stabilì a Barbizon dove rimase tutta la vita. Egli non ha una formazione classica ben approfondita, a differenza di molti altri artisti che invece girarono l’Europa. La caratteristica della sua pittura è quella della rappresentazione dell’attività lavorativa svolta in campagna, a cui da un valore di dignità morale che prima non era stato mai considerato. L’ attività in campagna e il lavoro del contadino appaiono quasi come un gesto sacro, in cui l’uomo si adatta ai ritmi della natura.
Il lavoro delle spigolatrici era uno dei lavori più umili, perché le donne erano costrette a stare inclinate tutto il giorno sotto il sole a raccogliere le spighe dopo la mietitura, quindi era un lavoro faticosissimo. In primo piano vediamo tre donne che hanno la pelle un po’ bruciata dal sole, come notiamo dalle mani e dalla pelle arrossata, indizi che ci suggeriscono che si tratta di un lavoro faticoso.
L’artista fa delle scelte che fanno ap -parire queste figure monumentali. La prima è quella di inquadrarle in primo piano in una tela di grandi dimensioni, dedicando tanto spazio a delle figure che svolgono un lavoro umile; la seconda è quella di porre la linea d’orizzonte a circa 2/3 dal limite inferiore della tela, evidenziando ancora di più la figura delle donne. Lungo la linea d’orizzonte ci sono dei covoni di grano e quella che potrebbe essere una fattoria, infatti si vedono accennate delle sagome di altre donne che raccolgono le spighe, molto distanti dalle spigolatrici. Isolate in primo piano le figure delle tre donne risultano esaltate in modo quasi monumentale, come se stessero compiendo un gesto eroico.
Il gioco della luce
Emerge un contrasto per quanto riguarda l’illuminazione: le figure in primo piano sono in penombra, per cui non riusciamo a distinguere l’espressione dei volti, anche perché sono chinate e illuminate solo parzialmente dal sole (dalla parte della schiena); lo sfondo luminosissimo ed anche molto ampio, che si estende molto in profondità (si dice che il dipinto ha una grande profondità prospettica).
La linea d’orizzonte è, nel paesaggio, la linea che divide la parte del terreno dal cielo; quando c’è una prospettiva, invece, è anche la linea su cui si trova il punto di vista (punto in cui convergono tutte le linee di fuga).☺
