Parole, parole
Non c’è coraggio nel dire sempre tutto e ad alta voce; il coraggio sta nel tacere quando non si sa, nell’informarsi quando non si conosce, nel tornare indietro se la strada presa è quella sbagliata. Chi scambia la voce per valore e il volume per verità, finisce per credere che pensare sia un accessorio, come un fiocco sopra un pacco vuoto. Eppure, basta poco per accorgersi che una parola onesta pesa più di cento opinioni intonate a coro. Si dice spesso: “Ognuno ha diritto di dire la sua”. È vero. Ma il diritto non è una santificazione: è un invito alla responsabilità. Se l’opinione è un coltello, la mano che lo impugna conta molto di più della lama. E ci sono mani che affettano pane e mani che graffiano l’aria. Parole assennate e parole insipienti. Parole posate e parole avventate. Forse la misura dell’intelligenza non è l’ acutezza di ciò che si dice, ma il tempo che ci concediamo per meglio comprendere.
E questo tempo ha un nome, si chiama ascolto, un tempo che a me piace vivere come manutenzione dell’anima: oliare le cerniere del pensiero, dare cittadinanza al dubbio, allenare la bocca al gusto della verifica. Le opinioni, così, non saranno più petardi che scoppiettano in una stanza chiusa, ma piccole luci accese che permettono di vedere meglio. E se dovesse capitarci di avere una frase sciocca sulla punta della lingua? Senza farne un dramma, ricacciamola giù e prendiamoci ancora di quel tempo, è necessario, perché le parole hanno il loro peso. Sfiorano come piume ma possono essere taglienti come vetro sottile. Leggere come una risata inaspettata, ma pure pesanti come un’àncora che affonda nel buio. Le parole “possono uccidere l’amore ma l’Amore può …” (Achille Lauro).☺
