Precursore dell’impressionismo
Charles-François Daubigny, nato a Parigi il 15 febbraio 1817, è stato un pittore francese, considerato una delle figure più significative della Scuola di Barbizon e uno dei più importanti precursori dell’Impressionismo.
Provenente da una famiglia di artisti, si formò inizialmente come restauratore di opere d’arte al Louvre, esperienza che lo aiutò a padroneggiare la tecnica pittorica con notevole virtuosismo; successivamente si avvicinò alla pittura sotto l’impulso del padre Edmond-François e dello zio miniaturista Pierre.
Inizialmente profondamente legato ad uno stile accademico a soggetto storico, dal 1843, anno in cui si trasferì a Barbizon (a sud di Parigi, vicino a Fontainebleau, nell’Ile-de-France) cominciò a dedicarsi alla pittura en plein air e a temi paesaggistici. Inizialmente, fu allievo di Jean-Victor Bertin e di Jacques Raymond Brascassat; importante fu per Charles-François l’incontro con Jean-Baptiste Camille Corot, nel 1852, ad Optevoz (ai piedi dell’Alpi, nel dipartimento dell’Isere), grazie al quale precisò la propria maniera personale.
Studio sul battello
Nel suo famoso battello Botin, dove Charles-François Daubigny insediò il suo studio nel 1857, visse a contatto diretto con la natura, scendendo i corsi d’acqua dell’Ile-de-France e della Normandia, e dipingendo numerosissime vedute della Senna e dell’Oise.
Oltre Corot, importante fu per Daubigny l’influenza di un altro pittore francese della metà dell’800, il realista Gustave Courbet.
Nel 1866 si recò in Inghilterra, dove rimase fino al 1870, anno in cui scoppiò la guerra franco-prussiana. A Londra strinse rapporti con Claude Monet, con il quale fece un viaggio nei Paesi Bassi. Una volta tornato in Francia, conobbe l’allora giovane Paul Cézanne, uno dei tanti pittori impressionisti notevolmente influenzati dallo stile dello stesso Daubigny.
Periodo maturo
Il periodo più maturo di Charles-François Daubigny è collocato tra il 1864 e il 1874. I soggetti rappresentati erano soprattutto paesaggi con alberi frondosi e fiumi popolati da anatre. A proposito di questi uccelli, si racconta che quando Daubigny si riteneva soddisfatto del proprio lavoro, amasse aggiungere nel quadro appena compiuto una o più anatre a seconda del gradimento che egli provava nei confronti della propria opera. Dal numero delle anatre presenti in ogni quadro, si può quindi dedurre quanto il pittore si ritenesse realmente compiaciuto della qualità del suo lavoro.
Pare che Charles-François Daubigny non riuscisse a separarsi dalle sue opere preferite. Egli affermava che “les meilleurs tableaux ne se vendent pas” (i migliori dipinti non si vendono). Probabilmente questo fu uno dei motivi per cui i suoi quadri più riusciti non erano conosciuti tra i contemporanei. Egli divenne famoso soprattutto per le sue vedute dei fiumi, che in realtà sono tutti di piccole dimensioni.
Nominato ufficiale della Legion d’Onore, Charles-François Daubigny ebbe vasta eco nella pittura paesaggista del tempo. Fra i suoi seguaci ricordiamo, oltre a suo figlio Karl, che spesso mise mano ai lavori del padre aiutandolo a completare molti dipinti.
Charles-François Daubigny morì a Parigi il 19 febbraio 1878, venendo poi sepolto nel cimitero parigino di Père-Lachaise.
Primavera
Nell’opera intitolata Primavera l’artista cattura l’essenza della campagna francese nella sua serena bellezza. La sua capacità di rappresentare la tranquillità e l’armonia della natura, infatti, mostra in primo piano una strada tortuosa, fiancheggiata da fitti arbusti e alberi, che conduce a una vasta distesa di campi aperti e a un lontano villaggio con il campanile di una chiesa. Il cielo soprastante è un intreccio di nuvole chiare e scure, che suggeriscono un tempo variabile.
Il magistrale uso del colore di Daubigny, dominato da morbidi verdi e marroni, cattura la rigogliosità del paesaggio. La delicata resa della luce e delle ombre crea profondità e atmosfera, trasmettendo un senso di pace e tranquillità. La scena è immersa in una luce calda, quasi dorata, che suggerisce la mattina presto o il tardo pomeriggio. Il cielo è una vasta distesa di azzurro pallido e bianco, con appena un accenno di nuvole, a sottolineare ulteriormente la pace del paesaggio.
Pur privo di simboli o motivi espliciti, Primavera celebra la bellezza della natura e il mutare delle stagioni. L’attenzione di Daubigny per i dettagli e il suo profondo apprezzamento per il mondo naturale fanno di questo dipinto una testimonianza della sua abilità artistica.☺
