Stele di campobasso
9 Settembre 2025
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Stele di campobasso

L’artista arch. Luigi Venturini, nato a Ortonovo (La Spezia) l’11 luglio 1912, termina la carriera nel 1998. Ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Carrara, dove si è diplomato nel 1933. Ha vinto i concorsi nazionali di cultura: “Stefano Derville” a Carrara, (1935), Littoriali per il bassorilievo a Venezia (1935), Bassorilievo alla Biennale di Venezia (1938), Premio S. Remo (1939), Pensionato Artistico Nazionale (1939), Concorso per una statua da giardino alla Biennale di Venezia (1940).
Presso l’Accademia di Belle Arti di Carrara è stato assistente di Arturo Dazzi dal 1935 al 1939. Sensibile alle correnti e ai maestri più audaci, ha conseguito una chiarezza di moduli espressivi che gli permette di trattare il nudo, la figura e i soggetti sportivi, senza somigliare ad altri.
Novecento figurativo
Luigi Venturini è stato uno dei massimi esponenti dell’arte figurativa del Novecento. Ancor giovane, fu chiamato da Cipriano Efisio Oppio a collaborare al progetto di decorazione del Palazzo della Civiltà Italiana (noto ai romani come ‘Colosseo Quadrato’) in occasione di quell’Esposizione Universale di Roma (EUR) prevista nel 1942 e mai tenutasi a causa della guerra. Opere importantissime di Venturini sono le statue, i bassorilievi e i candelieri che si possono ammirare nella Basilica di San Giovanni Bosco a Roma; o la Musa scolpita nel 1940 ed esposta proprio al Palazzo della Civiltà Italiana a Roma; o il monumento a Gabriele D’Annunzio a Pescara, la porta bronzea della Cattedrale di Reggio Calabria e le opere custodite al Palazzo di Giustizia di Palermo. Di Venturini il MIGM (Museo Internazionale delle Guerre Mondiali) conserva varie opere in gesso, in bronzo e in terracotta.
Tra le opere pregevoli va ricordata la Cattedra Episcopale in bronzo, ricoperta in lamina d’oro, eseguita per Pio XII e collocata nella Basilica di S. Maria Maggiore a Roma. Sua anche la Porta in bronzo (una delle 4) nella nuova chiesa di S. Giovanni Battista, sull’Autostrada del Sole, a Firenze. Inoltre fu autore dei grandi altorilievi nell’aula Magna dell’Ateneo Antonianum, via Merulana in Roma e del grande Presepio a Greccio, rievocazione del presepio ideato da S. Francesco.
Stele di Campobasso
Il monumento si trova in Piazza della Vittoria in posizione decentrata, quasi all’inizio di via Ugo Petrella e consiste in un possente obelisco di travertino posizionato su una lastra poggiata su una piccola sopraelevazione delimitata da piante basse; l’obelisco di forma quasi conica, è in linea con la Banca d’Italia, potere economico da confrontare con le stele americane di chiara matrice massonica.
L’apice tronco ha la parte anteriore concava in cui sono scolpite varie figure: osservando il monumento dall’alto si scorge un biplano in missione di guerra, poi di seguito, un paracadutista, un soldato con maschera antigas, un soldato in agguato, un soldato ferito ed un compagno in pericolo, un soldato al sacrificio, un soldato mitragliere ed infine la Gloria che riceve nel suo grembo l’Eroe. Le composizioni che emergono esprimono lo svincolarsi dalla materia che imprigiona, il sacrificio – anche la morte – per procedere verso la conquista della libertà.
Alla base di tutte le sculture si può leggere la scritta “Campobasso ai suoi caduti” a caratteri scolpiti.☺

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