Vinciamo o perdiamo tutti
28 Giugno 2025
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Vinciamo o perdiamo tutti

Il leitmotiv è stato: o vinciamo tutti o perdiamo tutti. Incontrare Rossano Ercolini è stato soprattutto un piacere per la sua presenza e disponibilità, ma anche un momento di grande riflessione e formazione per i temi ecologici trattati che ci coinvolgono giornalmente, nelle nostre faccende, nelle nostre azioni abitudinari e ripetitive. Ho fortemente voluto questo incontro da mesi e finalmente sono riuscito ad invitarlo a Petacciato ed ad accoglierlo in una splendida location, il palazzo ducale, messo a disposizione dall’amministrazione comunale all’associazione ‘Il Cuore’ di Petacciato.
Il maestro Ercolini, direttore del centro ricerche rifiuti zero di Capannori in provincia di Lucca, presidente di Zero Waste Italy and Europe, nonché insignito del Goldman Environmental Prize 2013, premio Nobel alternativo per l’ambiente, autore di libri quali Noi bruciamo il futuro, Rifiuti Zero, Il Bivio e per ultimo Noi Siamo Oceano, ci ha intrattenuti con il fiato sospeso per quasi due ore, tracciando il percorso virtuoso che dovremmo adottare, nel cambiamento dovuto ed obbligatorio, per accogliere un’ economia circolare più inserita e coordinata con la natura.
Nel tempo i comportamenti umani hanno sempre più evidenziato l’aspetto predatorio verso un pianeta che infinito e illimitato non è. Un comportamento che ha usato il pianeta come se fosse un supermercato, un grosso magazzino a cui attingere senza curarsi dei tempi naturali di rigenerazione. Consumiamo troppo e male. Se tutti nel mondo consumassimo come consumano i cittadini statunitensi servirebbero 4 pianeti terra, se consumassimo tutti come noi europei ne servirebbero 2,5 e nel frattempo ad aggravare la situazione ci sono Paesi emergenti e con grandi popolazioni come il Brasile, l’India, l’Indonesia che imitano il nostro modello di sviluppo. È evidente che siffatti comportamenti non sono sopportabili né sostenibili. C’è la necessità di consumare di meno, il giusto, di non produrre scarti e di recuperare i materiali usati per riconvertirli a nuova vita.
In quest’ottica, ‘Rifiuti Zero’ non è uno slogan ormai da tempo. È una realtà che pone percorsi ed obiettivi per tanti comuni italiani. La rinuncia ad una economia lineare strutturata sull’estrazione, la trasformazione, la commercializzazione, il consumo e poi sull’abbandono dell’usato è divenuta una necessità. Adottare un sistema circolare che ci consenta di recuperare i materiali usati per ricondurli a nuova vita è la strada da seguire.
Per far questo la filiera deve prevedere il reperimento delle materie prime, la trasformazione ed il confezionamento e infine un prodotto destinato al consumatore che dovrà esser facilmente usato e poi indirizzato nei comparti selezionati per i rifiuti. L’obiettivo è alimentare una raccolta differenziata sempre più settoriale per non avere scarti ma tutti recuperi. Tutti noi dovremmo essere sempre più coscienti di ciò che compriamo ed usiamo. Al momento dell’acquisto dovremmo avere la consapevolezza di ciò che stiamo scegliendo e dopo il suo utilizzo, che ci allieterà per tanto tempo, dovremmo essere in grado di poterlo smaltire per il recupero di quei materiali con cui è stato costruito. Dovremmo anche essere consapevoli di cosa significa la produzione del materiale che stiamo acquistando, da dove arrivano le materie prime che lo compongono; soprattutto come vengono estratte e se sicurezza, etica e rispetto del lavoro sono stati rispettati. Tutti questi aspetti ci renderanno acquirenti consapevoli non per escludere l’oggetto dai nostri desideri, ma per apprezzarne la sua tipicità e promuovere l’aspetto conservativo più che l’aspetto consumistico.
Un esempio che lo scrittore Ercolini fa nel suo libro Noi Siamo Oceano è la descrizione della realizzazione di un cellulare. Partendo dai materiali che servono per il suo assemblaggio, mette a confronto il peso del prodotto finito (circa 75 gr.) con il peso delle materie prime necessarie (circa 30.000 gr.): plastiche per il 56%, metalli per il 26% e poi vetro, ceramica in percentuali minori. Il cosiddetto “zaino ecologico”, cioè la differenza tra i 30.000 gr. dei materiali estratti e i 75 gr. del prodotto finito, diventerà rifiuto nel caso non venisse riciclato.
Naturalmente tutti sappiamo l’importanza del cellulare nelle nostre giornate. È uno strumento che è andato molto oltre la sua funzione originaria di semplice telefono, ormai è la nostra mano lunga, il nostro archivio di documenti, appuntamenti e ricorrenze, ma anche il nostro diario personale di affetti con lettere, ricordi e foto. Quindi proprio perché così importante deve essere valorizzato e custodito per conservarlo e non privarsene come un oggetto di moda. Si deve tener conto della complessità dello strumento, ma si deve tener conto anche che solo il 2% dei materiali prelevati viene riciclato, che in quella spazzatura ci sono elementi radioattivi e per dirla tutta, si dovrebbe anche considerare la parte etica della vicenda, prendendo atto che spesso vengono violati i diritti elementari dei bambini coinvolti nell’ estrazione di quei materiali sempre più necessari. Insomma se osserviamo che dall’alto non piovono strategie politiche a favorire una nostra presenza integrata con il resto del pianeta, dovremmo dal basso, giornalmente, fare scelte che preservino la natura e favoriscano il nostro compito privilegiato di custodi e non di padroni sfruttatori dell’unica casa che abbiamo.
Non è certo una battaglia di politica di sinistra o di destra, è una battaglia che si dovrà vincere tutti insieme, sicuramente lasciando da parte gli interessi faziosi ed egoistici di parte, per dar risalto a quelli di tutti noi.
Vinciamo tutti o perdiamo tutti.☺

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