10 agosto
Proseguendo nella presentazione di poesie sul tema carcerario dalla raccolta di Alessandro Fo, Filo spinato (Einaudi 2021), si propone questa volta San Lorenzo nel Paese delle Domandine. Si tratta di una variazione in versi su una pagina del libro Le prigioni degli altri di Adriano Sofri (Sellerio 1993, p. 51), il cui titolo costituisce un chiaro rimando a Le mie prigioni di Silvio Pellico. Quelle di cui parla Sofri sono “degli altri” sia perché descrivono le vicende anche di altri compagni di detenzione, sia perché, per chi resta fuori, le prigioni sono sempre un fatto di altri, che non ci riguarda e quindi non ci interessa. Il titolo della poesia che segue si riferisce invece all’insensata pratica burocratica di far continuamente compilare ai detenuti dei moduli per qualsiasi tipo di richieste, dall’acquisto di kg 1 (uno) di uva, a un’uscita, solo in una notte speciale e solo per un po’, da quel dantesco “aere sanza stelle” che è l’inferno del carcere.
Laura de Noves
San Lorenzo nel Paese delle Domandine
«Il cielo notturno è vietato ai prigionieri».
Dieci di agosto, notte di San Lorenzo.
«“I sottoscritti detenuti qui ristretti
fanno ossequiosamente
istanza alla Signoria Vostra illustrissima
di essere condotti nottetempo
in data odierna sul campo di calcio,
per contemplare le stelle cadenti,
ed esprimere ciascuno un desiderio
che saprà lui. Con osservanza”.
Seguono
Duecentottantanove firme».
– Scrivi così nel libro,
ma poi ti fermi qui…
Uno rimane con il dubbio se
la domandina, poi…
– Secondo te?
Alessandro Fo
