23 anni dopo
Dopo 23 anni da quel fatidico terremoto del 31 ottobre 2002, che ha modificato definitivamente la vita di una parte dei molisani, non so se gioire per il fatto che la ricostruzione è al 91% della sola fascia “A” o indignarmi per un ritardo e una lentezza inspiegabili in una società civile che ha il diritto di essere protetta e sostenuta. Il governo ha emesso un’ ennesima proroga, con annesso ultimatum, perché i lavori si chiudano entro il 31 dicembre. Su ritardi e sprechi non si è indagato abbastanza. Se dopo tutto il denaro pervenuto ai comuni appartenenti al cratere sismico – e a molti altri – con il pretesto della ripresa produttiva, e i paesi continuano a svuotarsi paurosamente significa solo che la politica ha fallito vistosamente. Non è questione di destra o di sinistra ma, drammaticamente, di classe politica inefficiente e incapace del più piccolo sussulto di lungimiranza. L’amara alternativa è che o geneticamente non siamo capaci di governare oppure che scegliamo sempre i peggiori! Si sono ricostruite le scuole, oggi in gran parte chiuse, ma non si è curata la viabilità, pertanto i paesi continuano a essere isolati e a svuotarsi. Ogni paese si è fatto più di una cattedrale nel deserto, vedi la piscina olimpionica a San Giuliano di Puglia, ma non si sono create sinergie tra i comuni, grazie anche a commissari e sub-commissari che, a scopo clientelare, provvedevano semplicemente ad accontentare le velleità dei singoli sindaci. Una domanda al sempiterno Michele Iorio che giace nella Regione Molise dal 1990: i 27 milioni, distratti dal capitolo della ricostruzione per altre impellenti necessità, alla fine sono stati reintegrati o non potranno essere saldate le ditte, a conclusione dei lavori, per mancanza di denaro?
Il governo regionale fa acqua da tutte le parti, proprio come la rete idrica molisana. È possibile che con tutti gli invasi che ci sono nella nostra regione dobbiamo fare la danza della pioggia per assicurare che i rubinetti nelle nostre case possano almeno gocciolare? Abbiamo indetto per il pomeriggio del 20 novembre una conferenza stampa a Termoli per avanzare delle proposte concrete su un migliore utilizzo delle risorse idriche molisane. Mentre il Consiglio regionale si accapiglia in vista della possibilità di portare da cinque a sette gli assessorati, con altro spreco di risorse, ammesso che mangeranno, comodamente seduti nei loro scranni, il panettone – forse la lentezza della giustizia farà trovare loro la sorpresa nell’uovo di Pasqua – l’occupazione continua a precipitare con la progressiva diminuzione di operai in quella che una volta era la Fiat, oggi Stellantis, con tutto l’indotto. Sebbene la rete ferroviaria sia ormai inesistente, tuttavia provate a passare di notte alla stazione di Matrice, che doveva essere il capolinea della metropolitana leggera, e vedrete una illuminazione sorprendente. Spero al- meno che in questo periodo provvedano a metterci Babbo Natale e inserirla in un tour di luminarie! Intanto progetti per occupare le terre fertili con il fotovoltaico e le torri eoliche vanno avanti perché la classe dirigente è insensibile alla tutela e salvaguardia dell’ambiente. Da anni abbiamo lanciato la proposta ai Consigli comunali di dichiarare l’indisponibilità dei loro territori alla costruzione di impianti fotovoltaici su terreni agricoli ma poco o niente è stato fatto.
Essendo la nostra una rivista di provincia possiamo prenderci il lusso di scrivere quello che pensiamo, senza correre il rischio di attentati dinamitardi, rimediando al massimo qualche querela. Esprimiamo tutta la nostra solidarietà a Sigfrido Ranucci e alla redazione di Report per il vile attentato. È il nostro modello di giornalismo, che da sempre abbiamo espresso con degli slogan che periodicamente ritornano sulle nostre pagine: “siamo cani da guardia della democrazia non cani da riporto”, “possiamo avere amici al governo, non governi amici”, “amicus Plato sed magis amica veritas”. Purtroppo i governanti vorrebbero ridurre i giornalisti ad addetti stampa. Basta vedere la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni (la sgrammaticatura del maschile da lei preteso non riesco a scriverla), che si intrattiene solo con Bruno Vespa, tutto lingua e niente pungiglione. Le oltre 200 querele che Ranucci ha rimediato, soprattutto dai politici, attestano che questi vogliono una informazione asservita e purtroppo ci sono riusciti alla grande, perciò i giornali continuano a perdere lettori.
Le nostre lotte per un Molise migliore non possono farci perdere di vista lo scacchiere internazionale. Se “la giovane e bellissima” Meloni, co- me l’ha definita Trump, si vanta di aver contribuito alla pace di Gaza, senza aver mai detto una parola sul genocidio del popolo palestinese, anzi continuando a commerciare armi con Israele, il tragicomico presidente degli Stati Uniti è riuscito a creare una tregua, speriamo non fittizia, visto che gli abitanti di Gaza continuano ad essere assassinati, solo perché ha imposto al fido Israele di stare un po’ calmo. Vorrei sbagliarmi ma ho paura che il progetto di liberare Gaza dai gazawi proseguirà e altri pretesti saranno presto accampati per proseguire il lavoro sporco iniziato. Sono in gioco troppi interessi economici perché si desista dal piano di annientamento degli abitanti. Se dovesse partire la ricostruzione potrebbero in ogni caso affidarla ai nostri politicanti molisani che in soli 23 anni hanno risollevato le sorti del loro territorio scosso dal sisma del 2002.
Sulla fine della guerra in Ucraina ho una domanda che mi assilla: come può il re d’America volere la pace e il ripristino delle relazioni con la Russia se da lui l’Europa compra ora armi, petrolio e gas a prezzi gonfiati?
Nelle piazze che invocano la pace, la fine di tutti i conflitti, noi ci siamo e ci saremo perché l’alternativa è amare o scomparire.☺
