ridurre i costi
18 Aprile 2010 Share

ridurre i costi

 

Registriamo e viviamo anche noi lo stato di disagio, non solo economico, delle famiglie italiane.  S.E. Mons. Angelo Bagnasco, presidente della CEI, ha detto che la Chiesa italiana registra una progressiva crescita del disagio economico sia di una larga fascia di persone sole e pensionate, sia delle famiglie che fino a ieri si sarebbero catalogate nel ceto medio. L’ISTAT ha comunicato che sotto la soglia della povertà vivono in Italia oltre 2 milioni di famiglie. La situazione nella nostra regione è ancor più preoccupante, tenuto conto che tantissime persone devono lavorare e sono sottopagate, quindi con un aggravio della situazione sociale ed economica.

Governo centrale e territoriale dovrebbero porre al centro dell’attenzione la questione “famiglia”, con interventi strutturali e coordinati. La Chiesa non può fare solo enunciazioni di principio e poi restare alla finestra. In questi giorni, come ha ricordato “Famiglia Cristiana”, ricorrono i quarant’anni dalla morte di don Lorenzo Milani: lasciò tutti i beni per stare dalla parte degli ultimi. Preti così ce ne sono, ma forse non sono la maggioranza. Assistiamo, anche nel mondo che si richiama al cattolicesimo, ad un nuovo individualismo con l’affievolirsi dei legami umani  e l’inaridirsi della solidarietà.

La politica, invece, è sempre meno democrazia rappresentata e sempre più espressione dell’egemonia dei poteri forti. Il presidente del Consiglio, Romano Prodi, ha promesso interventi a sostegno delle famiglie, utilizzando una parte del famoso tesoretto. L’intervento a sostegno delle famiglie e del sociale in generale potrebbe essere molto più consistente se, senza più demagogie, venissero ridotti i costi della politica o, come ha detto la Ministra Linda Lanzillotta, i costi delle Istituzioni che hanno portato ad allontanare sempre più i cittadini dalla azione politica.

In primo luogo va ridata moralità all’ambiente: non è pensabile che in Parlamento vi siano rappresentanti della nazione condannati a vario titolo che restano in carica perché le Camere non li fanno decadere. Ci sono eletti con incarichi incompatibili che riscuotono la doppia o tripla indennità. Il popolo lamenta un eccesso di consiglieri negli enti locali, è allibito per i privilegi dei parlamentari, scioccato per la sbornia di consulenze e per la pletora di enti inutili. Siamo alla decadenza della politica. Occorre quindi una azione di estrema chiarezza per ridare fiducia e credibilità alle Istituzioni.

La riforma dello Statuto, a livello regionale, può diventare lo strumento per la modernizzazione del nostro Molise. Per un convegno-seminario su questo tema, da tenersi a Larino,  ha dato la disponibilità anche la Ministra Linda Lanzillotta che è quella che più di tutte sta elaborando programmi e progetti per ridurre i costi delle Istituzioni e ridare moralità all’ambiente.

Pongo all’attenzione dei politici proposte operative scaturite dalla riflessione con  tanti amici disposti a lavorare  per il bene comune :

1) riduzione delle indennità a qualsiasi titolo;

2) costi dei possibili assessori esterni non aggiuntivi al costo complessivo pari al numero degli  eletti;

3) riduzione degli enti e agenzie costituite sul territorio;

4) possibilità di accedere ad una sola indennità di carica;

5) rivisitazione del modello organizzativo regionale tra Comunità Montane, Unione dei Comuni, Consorzi, Agenzie ecc.

6) riduzione del numero di consiglieri comunali e provinciali (facendo apposita proposta di legge a livello nazionale);

7) limitazione del ricorso a consulenze esterne e soprattutto fissare tetto limite di spesa;

8) limitazione al tetto delle pensioni degli ex parlamentari, ex consiglieri regionali ed ex di tante altre cose.

Ritengo che già con queste poche cose i costi sarebbero sensibilmente ridotti e il Paese avrebbe meno confusione e più sistemi efficienti.

Dai giornali abbiamo appreso che sono state presentate due proposte di legge per la riduzione delle indennità dei consiglieri regionali. Vediamo se mai arriveranno in porto. Sarebbe un bel segnale per la nostra comunità che sta pagando un dazio altissimo per le folli spese nel settore sanitario e per la “ sbornia” di consulenze esterne. Lo stop definitivo alla decadenza della politica possiamo porlo solo noi: in prima linea a rivendicare diritti e azioni concrete per le nostre comunità.

Si sta parlando molto del futuro programma operativo regionale 2007 – 2013 con miliardi di euro a disposizione. Che cosa è programmato per i paesi delle zone interne? I nostri sindaci che cosa stanno facendo per tutelare i propri cittadini e il proprio territorio? Il sindaco di Campolieto fa le riunioni per gli insediamenti eolici, ma non ho avuto sentore che abbia convocato riunioni per dare contezza ai cittadini sui possibili ed auspicati interventi strutturali per evitare la morte delle nostre realtà. ☺

 

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