Nel corso del primo trimestre del 2007, la Regione Molise ha elaborato il piano operativo (2007-2009): il documento si è assunto l'impegno di adeguare il P.S. R. alle indicazioni del Piano Sanitario Nazionale (2006-2008). In relazione a tale obiettivo, e in attuazione di quanto disposto dall'art.1, comma 281 della legge 23 dicembre 2005, n.266, la Regione si è impegnata ad elaborare provvedimenti da adottarsi entro il 30/06/2007. Le disposizioni fanno riferimento al Nuovo Patto per la Salute, sottoscritto da Governo e Regioni il 28.09.2006, e fatto proprio dalla legge 27 dicembre 2006 n.296. Gli interventi sono stati elaborati, in relazione alla necessità di favorire l'azzeramento del disavanzo, attraverso il rispetto degli obblighi e delle procedure previste dall'art.8 dell'Intesa Stato-Regioni del 23 marzo 2005.
Dinanzi a tale difficoltà, la Regione considera fondamentale contrastare i ricoveri potenzialmente inappropriati, rafforzando nel contempo misure di ricovero e di assistenza alternative e diversamente articolate:
– integrazione tra i diversi livelli di assistenza;
– crescita delle prestazioni a domicilio;
– aumento dei day – hospital rispetto ai ricoveri in regime ordinario;
– elaborazione di progetti innovativi nell'ambito dei processi di ricovero.
A fronte di tali interventi, vanno evidenziati gravi ritardi attuativi (già l’accordo 24/07/2003 in attuazione del Piano Sanitario Nazionale 2003/2005 individuava 5 obiettivi prioritari, rispetto ai quali il Molise giunge ad elaborare un Programma Progettuale con quattro anni di ritardo ed un debito sanitario fuori controllo).
Al contrario, il riassetto organizzativo avrebbe dovuto soprattutto favorire:
– lo sviluppo dei LEA;
– lo sviluppo delle cure primarie;
– la realizzazione della rete per la non autosufficienza;
– la nascita di centri di eccellenza e di governo clinico nei dipartimenti ospedalieri;
– la comunicazione istituzionale per la promozione della salute.
A distanza di mesi, dall’elaborazione del piano di rientro, vi è tuttora scarsa chiarezza rispetto all’attuazione pratica degli interventi.
Più specificatamente, si tratta di comprendere:
– i tempi di realizzazione e il numero di popolazione che le nuove strutture intendono raggiungere;
– il totale ammontare degli investimenti rispetto all’esigenza di azzerare il debito entro il 2010: oltretutto la manovra sul tendenziale prevede un contenimento dei costi anche per settori non strettamente connessi all’assistenza ospedaliera;
– quali e quante risorse umane si intendono impiegare per ogni struttura di riferimento (medici, infermieri, specialisti, ecc.);
– quale piano formativo è previsto rispetto all’esigenza di realizzare il coordinamento dei servizi socio-sanitari;
– in quale misura si intende sopperire alla carenza di personale sanitario, rispetto al blocco del turnover previsto dal Programma Operativo 2007/2009.
Fattori che destano altrettanta preoccupazione vanno ricercati:
– nel ricalcolo che determinerà una riduzione di 100 titolari di guardia medica su un totale di 193: un territorio articolato e montuoso come il Molise difficilmente riuscirà a gestire le emergenze con l’esclusivo intervento del 118;
– nella difficoltà a costruire banche dati attraverso l’ausilio dei medici di medicina generale e i medici pediatri;
– nella carenza strutturale di poli di eccellenza rispetto ai bisogni della popolazione;
– nel permanere di lunghe liste di attesa con gravi ricadute soprattutto sulle fasce economicamente più deboli: nei fatti, l’espulsione del bisogno verso settori libero-professionali, equivale alla negazione del diritto a vedersi riconosciuto la tutela della salute;
– nell’aumento spropositato dei costi per le consulenze: tra il 2002 e il 2003 la spesa è cresciuta del 50,6%.
Si può dunque affermare come il sistema sanitario molisano necessiti di interventi chiari a capaci di favorire la difesa di un sistema “universalistico”: un’azione che, nella sua essenza, va rivolta a tutta la popolazione senza distinzione di genere, residenza, età, reddito e lavoro.
Più in generale, la Regione Molise, come il resto del Paese, è chiamata a rispettare le priorità Internazionali evidenziate dall'OMS e dalla Comunità Europea; in numerosi settori, considerati essenziali per la salute, (sicurezza alimentare, tutela dell'ambiente, tabagismo, tossicodipendenza, alcolismo, salute mentale, medicinali, ecc…), l'Italia e le rispettive Regioni sono tenute ad adeguarsi alle normative progressivamente adottate a livello europeo: eventuali conseguenze per la salute, derivanti dal mancato trasferimento della normativa, potrebbe consentire ai cittadini danneggiati di citare l'amministrazione competente per ottenere un risarcimento del danno. Eppure il Consiglio d'Europa considera la tutela della salute, uno dei fondamentali diritti umani. Da qui la necessità di perseguire gli obiettivi tracciati dal Programma Comunitario 2003-2008; il che implica l’impegno di tutti, delle forze politiche in primis, affinché le normative elaborate in materia di intervento sanitario, e lo stesso art. 32 della Costituzione, non rimangano una mera enunciazione, ma realizzino nella quotidianità il principio dell’uguaglianza e della giustizia sociale: e questo soprattutto a favore di quanti, ogni giorno, necessitano di interventi tempestivi, efficienti e continuativi; azioni che, nella loro complessa articolazione, necessitano di contrastare i fattori di esclusione e di rafforzare, nel contempo, l’equilibrio sociale dell’intera comunità.☺
Nel corso del primo trimestre del 2007, la Regione Molise ha elaborato il piano operativo (2007-2009): il documento si è assunto l'impegno di adeguare il P.S. R. alle indicazioni del Piano Sanitario Nazionale (2006-2008). In relazione a tale obiettivo, e in attuazione di quanto disposto dall'art.1, comma 281 della legge 23 dicembre 2005, n.266, la Regione si è impegnata ad elaborare provvedimenti da adottarsi entro il 30/06/2007. Le disposizioni fanno riferimento al Nuovo Patto per la Salute, sottoscritto da Governo e Regioni il 28.09.2006, e fatto proprio dalla legge 27 dicembre 2006 n.296. Gli interventi sono stati elaborati, in relazione alla necessità di favorire l'azzeramento del disavanzo, attraverso il rispetto degli obblighi e delle procedure previste dall'art.8 dell'Intesa Stato-Regioni del 23 marzo 2005.
Dinanzi a tale difficoltà, la Regione considera fondamentale contrastare i ricoveri potenzialmente inappropriati, rafforzando nel contempo misure di ricovero e di assistenza alternative e diversamente articolate:
– integrazione tra i diversi livelli di assistenza;
– crescita delle prestazioni a domicilio;
– aumento dei day – hospital rispetto ai ricoveri in regime ordinario;
– elaborazione di progetti innovativi nell'ambito dei processi di ricovero.
A fronte di tali interventi, vanno evidenziati gravi ritardi attuativi (già l’accordo 24/07/2003 in attuazione del Piano Sanitario Nazionale 2003/2005 individuava 5 obiettivi prioritari, rispetto ai quali il Molise giunge ad elaborare un Programma Progettuale con quattro anni di ritardo ed un debito sanitario fuori controllo).
Al contrario, il riassetto organizzativo avrebbe dovuto soprattutto favorire:
– lo sviluppo dei LEA;
– lo sviluppo delle cure primarie;
– la realizzazione della rete per la non autosufficienza;
– la nascita di centri di eccellenza e di governo clinico nei dipartimenti ospedalieri;
– la comunicazione istituzionale per la promozione della salute.
A distanza di mesi, dall’elaborazione del piano di rientro, vi è tuttora scarsa chiarezza rispetto all’attuazione pratica degli interventi.
Più specificatamente, si tratta di comprendere:
– i tempi di realizzazione e il numero di popolazione che le nuove strutture intendono raggiungere;
– il totale ammontare degli investimenti rispetto all’esigenza di azzerare il debito entro il 2010: oltretutto la manovra sul tendenziale prevede un contenimento dei costi anche per settori non strettamente connessi all’assistenza ospedaliera;
– quali e quante risorse umane si intendono impiegare per ogni struttura di riferimento (medici, infermieri, specialisti, ecc.);
– quale piano formativo è previsto rispetto all’esigenza di realizzare il coordinamento dei servizi socio-sanitari;
– in quale misura si intende sopperire alla carenza di personale sanitario, rispetto al blocco del turnover previsto dal Programma Operativo 2007/2009.
Fattori che destano altrettanta preoccupazione vanno ricercati:
– nel ricalcolo che determinerà una riduzione di 100 titolari di guardia medica su un totale di 193: un territorio articolato e montuoso come il Molise difficilmente riuscirà a gestire le emergenze con l’esclusivo intervento del 118;
– nella difficoltà a costruire banche dati attraverso l’ausilio dei medici di medicina generale e i medici pediatri;
– nella carenza strutturale di poli di eccellenza rispetto ai bisogni della popolazione;
– nel permanere di lunghe liste di attesa con gravi ricadute soprattutto sulle fasce economicamente più deboli: nei fatti, l’espulsione del bisogno verso settori libero-professionali, equivale alla negazione del diritto a vedersi riconosciuto la tutela della salute;
– nell’aumento spropositato dei costi per le consulenze: tra il 2002 e il 2003 la spesa è cresciuta del 50,6%.
Si può dunque affermare come il sistema sanitario molisano necessiti di interventi chiari a capaci di favorire la difesa di un sistema “universalistico”: un’azione che, nella sua essenza, va rivolta a tutta la popolazione senza distinzione di genere, residenza, età, reddito e lavoro.
Più in generale, la Regione Molise, come il resto del Paese, è chiamata a rispettare le priorità Internazionali evidenziate dall'OMS e dalla Comunità Europea; in numerosi settori, considerati essenziali per la salute, (sicurezza alimentare, tutela dell'ambiente, tabagismo, tossicodipendenza, alcolismo, salute mentale, medicinali, ecc…), l'Italia e le rispettive Regioni sono tenute ad adeguarsi alle normative progressivamente adottate a livello europeo: eventuali conseguenze per la salute, derivanti dal mancato trasferimento della normativa, potrebbe consentire ai cittadini danneggiati di citare l'amministrazione competente per ottenere un risarcimento del danno. Eppure il Consiglio d'Europa considera la tutela della salute, uno dei fondamentali diritti umani. Da qui la necessità di perseguire gli obiettivi tracciati dal Programma Comunitario 2003-2008; il che implica l’impegno di tutti, delle forze politiche in primis, affinché le normative elaborate in materia di intervento sanitario, e lo stesso art. 32 della Costituzione, non rimangano una mera enunciazione, ma realizzino nella quotidianità il principio dell’uguaglianza e della giustizia sociale: e questo soprattutto a favore di quanti, ogni giorno, necessitano di interventi tempestivi, efficienti e continuativi; azioni che, nella loro complessa articolazione, necessitano di contrastare i fattori di esclusione e di rafforzare, nel contempo, l’equilibrio sociale dell’intera comunità.☺
Nel corso del primo trimestre del 2007, la Regione Molise ha elaborato il piano operativo (2007-2009): il documento si è assunto l'impegno di adeguare il P.S. R. alle indicazioni del Piano Sanitario Nazionale (2006-2008). In relazione a tale obiettivo, e in attuazione di quanto disposto dall'art.1, comma 281 della legge 23 dicembre 2005, n.266, la Regione si è impegnata ad elaborare provvedimenti da adottarsi entro il 30/06/2007. Le disposizioni fanno riferimento al Nuovo Patto per la Salute, sottoscritto da Governo e Regioni il 28.09.2006, e fatto proprio dalla legge 27 dicembre 2006 n.296. Gli interventi sono stati elaborati, in relazione alla necessità di favorire l'azzeramento del disavanzo, attraverso il rispetto degli obblighi e delle procedure previste dall'art.8 dell'Intesa Stato-Regioni del 23 marzo 2005.
Dinanzi a tale difficoltà, la Regione considera fondamentale contrastare i ricoveri potenzialmente inappropriati, rafforzando nel contempo misure di ricovero e di assistenza alternative e diversamente articolate:
– integrazione tra i diversi livelli di assistenza;
– crescita delle prestazioni a domicilio;
– aumento dei day – hospital rispetto ai ricoveri in regime ordinario;
– elaborazione di progetti innovativi nell'ambito dei processi di ricovero.
A fronte di tali interventi, vanno evidenziati gravi ritardi attuativi (già l’accordo 24/07/2003 in attuazione del Piano Sanitario Nazionale 2003/2005 individuava 5 obiettivi prioritari, rispetto ai quali il Molise giunge ad elaborare un Programma Progettuale con quattro anni di ritardo ed un debito sanitario fuori controllo).
Al contrario, il riassetto organizzativo avrebbe dovuto soprattutto favorire:
– lo sviluppo dei LEA;
– lo sviluppo delle cure primarie;
– la realizzazione della rete per la non autosufficienza;
– la nascita di centri di eccellenza e di governo clinico nei dipartimenti ospedalieri;
– la comunicazione istituzionale per la promozione della salute.
A distanza di mesi, dall’elaborazione del piano di rientro, vi è tuttora scarsa chiarezza rispetto all’attuazione pratica degli interventi.
Più specificatamente, si tratta di comprendere:
– i tempi di realizzazione e il numero di popolazione che le nuove strutture intendono raggiungere;
– il totale ammontare degli investimenti rispetto all’esigenza di azzerare il debito entro il 2010: oltretutto la manovra sul tendenziale prevede un contenimento dei costi anche per settori non strettamente connessi all’assistenza ospedaliera;
– quali e quante risorse umane si intendono impiegare per ogni struttura di riferimento (medici, infermieri, specialisti, ecc.);
– quale piano formativo è previsto rispetto all’esigenza di realizzare il coordinamento dei servizi socio-sanitari;
– in quale misura si intende sopperire alla carenza di personale sanitario, rispetto al blocco del turnover previsto dal Programma Operativo 2007/2009.
Fattori che destano altrettanta preoccupazione vanno ricercati:
– nel ricalcolo che determinerà una riduzione di 100 titolari di guardia medica su un totale di 193: un territorio articolato e montuoso come il Molise difficilmente riuscirà a gestire le emergenze con l’esclusivo intervento del 118;
– nella difficoltà a costruire banche dati attraverso l’ausilio dei medici di medicina generale e i medici pediatri;
– nella carenza strutturale di poli di eccellenza rispetto ai bisogni della popolazione;
– nel permanere di lunghe liste di attesa con gravi ricadute soprattutto sulle fasce economicamente più deboli: nei fatti, l’espulsione del bisogno verso settori libero-professionali, equivale alla negazione del diritto a vedersi riconosciuto la tutela della salute;
– nell’aumento spropositato dei costi per le consulenze: tra il 2002 e il 2003 la spesa è cresciuta del 50,6%.
Si può dunque affermare come il sistema sanitario molisano necessiti di interventi chiari a capaci di favorire la difesa di un sistema “universalistico”: un’azione che, nella sua essenza, va rivolta a tutta la popolazione senza distinzione di genere, residenza, età, reddito e lavoro.
Più in generale, la Regione Molise, come il resto del Paese, è chiamata a rispettare le priorità Internazionali evidenziate dall'OMS e dalla Comunità Europea; in numerosi settori, considerati essenziali per la salute, (sicurezza alimentare, tutela dell'ambiente, tabagismo, tossicodipendenza, alcolismo, salute mentale, medicinali, ecc…), l'Italia e le rispettive Regioni sono tenute ad adeguarsi alle normative progressivamente adottate a livello europeo: eventuali conseguenze per la salute, derivanti dal mancato trasferimento della normativa, potrebbe consentire ai cittadini danneggiati di citare l'amministrazione competente per ottenere un risarcimento del danno. Eppure il Consiglio d'Europa considera la tutela della salute, uno dei fondamentali diritti umani. Da qui la necessità di perseguire gli obiettivi tracciati dal Programma Comunitario 2003-2008; il che implica l’impegno di tutti, delle forze politiche in primis, affinché le normative elaborate in materia di intervento sanitario, e lo stesso art. 32 della Costituzione, non rimangano una mera enunciazione, ma realizzino nella quotidianità il principio dell’uguaglianza e della giustizia sociale: e questo soprattutto a favore di quanti, ogni giorno, necessitano di interventi tempestivi, efficienti e continuativi; azioni che, nella loro complessa articolazione, necessitano di contrastare i fattori di esclusione e di rafforzare, nel contempo, l’equilibrio sociale dell’intera comunità.☺
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