l’architettura barocca
20 Febbraio 2010 Share

l’architettura barocca

Barocco è il termine usato dagli storici per indicare lo stile dominante nel periodo 1600 – 1750. Il suo significato originario di “irregolare, contorto, grottesco e bizzarro” è stato ampiamente riveduto. Lo stile barocco ha fondamenti negli ultimi anni del XVI secolo, ma nasce a Roma intorno al terzo decennio del seicento. Non è lo stile della Controriforma e va evitata una valutazione unidirezionale, dato che l’arte barocca contiene al suo interno tendenze molto variegate e talvolta contrastanti. Il barocco diviene in brevissimo tempo, grazie alla sua esuberanza, alla sua teatralità, ai suoi grandiosi effetti e alla magniloquenza profusa su ogni superficie con ogni materiale, lo stile tanto della Chiesa cattolica che delle monarchie europee, tese verso un assolutismo bisognoso di esprimere il proprio potere con tutto il fasto possibile.

L’infinito come suggestione

La nozione di uno spazio infinitamente esteso trova una prima fondazione nei teorici rinascimentali: la prospettiva matematica agisce nello stesso senso della matematizzazione operata da Cartesio e Galileo, e in essa è già implicito il riconoscimento che uno spazio matematizzabile non potesse essere finito, visto che la serie numerica è estensibile infinitamente. La centralità dell’uomo nei processi conoscitivi, affermata dalla nuova scienza, era adombrata già nelle teorie quattrocentesche, che intendevano ricostruire la visione prospettica in rapporto al centro nell’occhio umano. La visione prospettica ha importanza fondamentale nell’arte barocca: moltiplicare e non unificare i punti di vista. L’infinità dell’estensione spaziale che ne risulta non è il tutto di una ricostruzione razionale, ma diviene oggetto di una sensazione indotta nell’animo dello spettatore. Nel colonnato di S. Pietro l’osservatore è spinto dalla struttura dell’insieme a cercare un punto unificante, ma non lo può trovare perché i due bracci hanno due centri distinti, proporzioni di due cerchi che si intersecano. Per questo l’architettura barocca rivela una decisa vocazione urbanistica: essa non agisce su uno spazio preesistente, ma “crea” lo spazio, che diventa corporeo, un universo vivente che deve potersi muovere e  mutare. Il tema dell’infinito si trova in un altro motivo barocco tipico come la chiocciola o spirale.

Organismo plastico

Gli architetti barocchi modificano l’architettura manieristica sia nelle piante, sia nella partitura di facciata, in funzione di una concezione spaziale nuova. Le facciate delle chiese diventano un organismo plastico che delinea il passaggio dallo spazio interno alla scena urbana. La principale forma è la linea curva. Le curve devono essere complesse come ellissi, spirali o curve a costruzione policentrica. È il forte senso della teatralità che fa in modo che l’artista faccia prevalere l’esuberanza decorativa, l’effetto sorpresa, il dramma espressivo. Le statue diventano dramma, rappresentazione, messa in scena che coinvolge lo spettatore. Architetti, scultori, pittori diventano il tramite necessario per toccare con efficacia l’animo dei fedeli. L’arte diventa allora uno strumento della Chiesa cattolica per persuadere gli eretici, i dubbiosi, ed arginare la pressione protestante sui confini francesi e italiani. Il nuovo linguaggio punta direttamente alle viscere ed ai sentimenti dello spettatore, perché il Barocco è principalmente una forma di teatralità.

Barocco Napoletano e Molisano

Gli architetti avevano l’incarico di rimaneggiare i palazzi esistenti e di progettare le opere su lotti di terreno non particolarmente estesi all’interno del tessuto urbano. Nelle costruzioni del barocco napoletano è possibile individuare una serie di caratteristiche che si rilevano anche nel Molise. Viene proposto la facciata della chiesa di S. Giorgio dei Genovesi, nella cui architettura è possibile ravvisare facciate di chiese esistenti nella regione molisana.

1) Le facciate delle chiese hanno quasi sempre un andamento rettilineo e non rispettano l’andamento delle navate; le facciate non si presentano slanciate, per raccordarsi agli edifici adiacenti.

2) Si predilige lo schema a pianta centrale iscritta in un quadrilatero. Non di rado le piante sono a croce latina e di minor quantità a croce greca o ellittiche.

3) A causa di dislivelli le chiese vengono costruite su banchine artificiali, precedute da rampe di gradini.

Gli architetti che operavano per gli ordini dei Domenicani e Gesuiti nella costruzione degli edifici sacri, a Napoli e nel regno, insieme ai palazzi mutarono in modo irrefrenabile il volto delle città e dei piccoli centri.☺

jacobuccig@gmail.com

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