Il gallo isolato
21 Marzo 2023
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Il gallo isolato

Le regole del pollaio sono semplici: il gallo che viene introdotto nel pollaio, subito cerca rissa con il galletto, incontrastato re presente tra le galline. Quanti galli abbiamo introdotti nel pollaio, essendone sempre stati fuori, ma dentro un altro recinto? Ed oggi, analogamente, tutti questi re del pollaio umano, con le loro corti, ci raccontano di eccidi e storture della storia con il mai più, mentre sono sempre armati gli uni contro gli altri ed echi di guerre fratricide risuonano dentro e fuori dai pollai, nell’indifferenza consapevole di un pollaio inteso a beccare le briciole che “lor Signori re e cortigiani” lasciano cadere dai loro tavoli ben imbanditi, sperando sempre di poter far parte dei loro banchetti.

Altre perle di saggezza-briciolona, si fa per dire, dei galli umani-regnanti sono quelle che fanno cadere dai loro tavoli ideologici: circa i vaccini, dovete vaccinarvi perché lo dice la scienza, anzi no, lo diciamo noi; circa l’inquinamento e le devastazioni programmate, dovete seguire  … no, siccome  la scienza spesso è fallace ed anche le notizie, meglio seguire la sorella dell’amico, perché non si sa mai che si convinca a farvela vedere! Circa le guerre, “mai più la guerra”, raccontano, ma, aggiungono, dovete stare tranquilli perché “l’abbaiare sotto casa del vicino” è fatto per convincerlo che le nostre democrazie sono più forti della sua dittatura; circa arsenali nucleari, viaggi spaziali, fabbricazione di armi e molto altro, sono notizie segretate per la sicurezza nazionale e non sono cazzi vostri!

Intanto, che succede nel pollaio? Il galletto del pollaio, dopo averle date di santa ragione al gallo grande, è soddisfatto perché le galline lo seguono come pecorelle, inconsapevoli che saranno da macellare alla prima occasione; il gallo maestoso, con la criniera insanguinata, aspetta, benché isolato, che le galline, appena si renderanno conto della loro possibile sorte, potranno eleggerlo a difensore del pollaio, naturalmente, senza che cambi la loro sorte; le corti e le cortigiane, intanto, si raccontano e raccontano, evidenziando che il gallo “grande e maestoso”, con la criniera insanguinata, ha una storia d’amore con una gallina premurosa e religiosamente pia, inconsapevoli che entrambi hanno un futuro in pentola.

Ho raccontato questa stramba metafora al mio fraterno amico Z’ Vassilucc’e, che, sorridendo, mi ha detto amico caro, sei un po’ distratto. Al mio stupore, ha aggiunto si, ma chi dà da mangiare al pollaio, inclusi corti e cortigiani? ho risposto: i regnanti galli! vedi che sei distratto! No, i regnanti, cioè i galli, stanno nei loro pollai. Come fanno a dare da mangiare al pollaio se anche loro si trovano nel recinto?

Frastornato e stupito, ho fatto una faticosa raccolta di pensieri derivati da quanto mi han fatto studiare ed ho studiato in parecchi anni e, tra i tanti ricordi, mi è venuto in memoria la prima volta che fui censurato. Accadde al cosiddetto esame di maturità nel 1972, dove sviluppai un tema sui responsabili delle guerre e sostenevo, sintetizzando, che i responsabili fossero re e cortigiani avidi di denaro, sesso e potere, mandando al macello la povera gente e gli altrettanto poveri, avidi di potere, sesso e gloria.

Z’ Vassilucc’e, che conosceva la vicenda, aggiunse: Bravo, ma non hai mai guardato fuori dal recinto. Pensa al tuo Dago, quello del fumetto che tanto ti piace. Chi finanziava le guerre raccontate nel fumetto? Dissi io: i banchieri che avevano crediti da riscuotere dai re, e lui  cioè, vuoi dire quelli che regolavano la vita economica dei regnanti e sudditi? beh, sì, ed allora chi dà da mangiare al pollaio? Ma, al pollaio sono io che distribuisco il mangime e decido quale pollo, gallina o gallo mettere in padella! ed ancora Z’ Vassilucc’e nel tuo pollaio, sicuro sei tu. Nel pollaio delle nazioni e simili, sicuro sono i galli regnanti, ma nel pollaio del nostro martoriato pianeta?

Il mio “colibrì” si alza in volo ed inizia un gioco di movimenti avanti ed indietro, descrivendo quelle vertiginose linee d’infinito. Resto a guardarlo, sospendendo pensieri e derivati, abbandonandomi al nulla di quel volo. Un falco si aggira nei dintorni, ma nonostante la sua abilità, non riesce a catturare quel minuscolo uccello, che racconta evoluzioni indefinite e difficili da decifrare anche per il confuso ricercatore.

Eh si, le guerre generano debiti, che i creditori non azzereranno mai, e profitti, che metteranno nelle loro casseforti. I tassi di interesse saranno stabiliti dai medesimi creditori, che ne pretenderanno il pagamento “adesso e subito” e, se i re dei polli continueranno ad ubbidire alle regole del loro sistema, non chiederanno la restituzione del capitale prestato, ovvero investito. Punto. Siamo, dunque, polli ubbidienti, rassegnati e conniventi di un sistema che ha dato e dà il mangime al pollaio, ai vari cortigiani fuori dal pollaio ed anche a me? Possibile? Si!  Ma, allora, i polli dovrebbero uscire dai recinti, abbattendoli tutti; requisire i denari delle corti e cortigiane posti fuori dal recinto; annullare l’intero debito perché è stato già coperto dagli interessi; impedire nuovi debiti per le guerre; mettere in un recinto galli e polli aspiranti re; fare a meno ed isolare i galli grandi e maestosi, e riprendersi questo meraviglioso Pianeta?

… ed il gallo isolato, in diretta TV, cantò:  che fantasia questo ruspante pollo! E gli fecero e fanno eco tutti i galletti imbonitori ascoltati dal pollaio inebetito.

E, Z’ Vassilucc’e, sottovoce: occhio amico mio, sei ancora fuori sentiero: studiando e chiacchierando, ti sei convinto di essere pollo in un pollaio! Ma tu e tutti gli altri siete polli?

Il mio colibrì si alza in volo, posandosi sul dorso di una maestosa aquila per andare incontro al sole, ed urla: ti decidi a venire? Dai! stavo quasi per venire a cercarti! Vieni e vola in alto, perchè non sei un pollo! Vola ragazzo, esci dal recinto e vola verso l’infinito e, attento, per non sbagliare, segui l’arcobaleno!☺

 

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