L’esistenza come slogan con tina e tony al centro
12 Ottobre 2023
laFonteTV (4175 articles)
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L’esistenza come slogan con tina e tony al centro

Uno slogan, che nonostante possa sembrare una voce nuova, è di origine gaelica nel suo ramo celtico, e consiste in una frase breve e sintetica che mira a favorire la rapida identificazione e memorizzazione di un brand o di un concetto identitario. E si scopre, ed è vero, che talvolta l’idea si riferisce direttamente all’esistenza stessa che la definisce. A questo si riferisce il noto slogan “Teruel esiste”, che tenta di attirare l’attenzione sulle difficoltà di sopravvivenza di una delle province più spopolate d’Europa, e anche, paradossalmente, lo slogan contrario, quello per il Molise, la seconda regione meno popolata e meno estesa dell’Italia, che ha adottato il motto “Il Molise non esiste”. Situata tra il mare Adriatico e le regioni Abruzzo, Puglia, Lazio e Campania, il suo paesaggio densamente montuoso e aspro, le sue scarse risorse economico-produttive ed il disinteresse di Romani, Longobardi, Nor- manni e Borboni, che nel corso dei secoli esercitarono il loro dominio sulla penisola, l’hanno tenuta lontana dall’opinione pubblica, al punto che durante i tanti tour effettuati da Giorgio Napolitano, Presidente della Re- pubblica tra il 2006 e il 2016, il Molise è stata l’unica regione, tra le venti del territorio, che i suoi piedi non sono riusciti a calpestare.
Il giornalista e scrittore Enzo Luongo, autore del libro Il Molise inesistente, sostiene che lo scherzo cominciò a svi- lupparsi sui social network con l’hashtag #ilmolisenonesiste, dove venivano raccolte pittoresche favole, come quelle di un giovane molisano che stava facendo il suo Erasmus in Italia. Personaggi come il comico e politico Beppe Grillo o l’ex primo ministro Matteo Renzi hanno presto fatto eco a idee simili nelle loro apparizioni pubbliche. E da quella polvere emersero fanghi fecondi sotto forma di libri, monologhi teatrali, articoli di stampa e numerose manifestazioni culturali. Un video pubblicato su YouTube nel 2015 con il titolo “Il Molise non esiste!!” ha due milioni di visitatori. Non male per una regione che conta poco più di trecentomila abitanti e sulla cui esistenza si introducono dubbi perversi e comici.
Ma il Molise è una regione dal fascino immenso. Oltre ai suoi magnifici paesaggi e alla sua natura travolgente, è costellata di città di singolare interesse. Per citare alcuni esempi, la città di Agnone è fornitrice ufficiale di campane del Vaticano, e la sua fonderia di campane, Marinelli, è la più antica operante al mondo; Termoli ha una spiaggia paradisiaca di oltre dieci chilometri incontaminata dalla massificazione turistica e orgogliosamente custodita dall’imponente for- tificazione del Castello Svevo; Campo- basso, capoluogo di regione, mantiene l’antico impianto medievale su cui sorge il castello Monforte e a Roccavivara si trova la bella abbazia romanica di Canneto. A Castelpe- trosso, inoltre, sorge l’enorme basilica neogo- tica di Maria Santissima Addolorata, e a Montenero di Bisaccia vive la memoria del procuratore anticorruzione Antonio Di Pietro, fondatore del movimento Mani Pulite.
Ma, al di sopra di tutti questi stimoli e attrattive, risplende di particolare splendore il comune di Bonefro, che, dilagante tra montagne e foreste mediterranee, con il mare relativamente distante ma visibile ad occhio nudo, ospita, tra le altre attrazioni uniche, un maestoso edificio dove ha sede la mostra permanente del fotografo di fama mondiale Tony Vaccaro. Proprio di fronte si trova il Convento di Santa Maria delle Grazie, dove è allestito un museo etnografico didattico oltre che pregiato, e l’interessantissimo “Archivio Tina Modotti”, che proprio pochi giorni fa ha fatto da bandiera al 2° Incontro Internazionale sulla pioniera del fotogiornalismo e mera- vigliosa testimone, con le sue immagini, del movimento artistico del Messico post-rivoluzionario.
Michelantonio Celestino Onofrio, “Tony” Vaccaro, figlio della grande emi- grazione italiana transoceanica degli anni ’20, nacque a Greensburg, Pennsylvania, USA, ma ritornò con la famiglia a Bonefro, piccola patria dei suoi avi, quando aveva tre anni e vi rimase fino ai diciassette. Chiamato alle armi dopo l’entrata degli Stati Uniti nella seconda guerra mondiale, ebbe un ruolo di primo piano nel racconto grafico dell’apertura del Secondo Fronte in Europa, dopo lo sbarco in Normandia, e nell’avanzata delle truppe allea- te attraverso Francia e Germania.
Armato di una macchina fotogra- fica Argus C-3 in una mano, di un fucile M-1 nell’altra, e dell’elmetto per lo sviluppo ur- gente, fu autore di più di ventimila istan- tanee con le quali attestò l’epopea, e pertanto ricevette, tra gli altri premi, l’Ordine francese di Cavaliere della Legione d’Onore e la Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Fede- rale di Germania.
Di tutto questo immenso tesoro fotografico, forse l’immagine più iconica è quella intitolata “Il bacio della Liberazione”, scattata a metà agosto 1944 e in cui il ser- gente Gene Costanzo bacia una ragazza sulla guancia a Saint-Briac-Sur.Mer, mentre alcuni dei suoi vicini danzano intorno a lui. Finita la guerra, Tony torna negli Stati Uniti, dove cambia completamente il suo percorso artistico, dedicandosi alla fotografia di moda e al ritratto di personaggi di spicco come John F. Kennedy, Anita Ekberg, Pablo Picasso, Sofía Loren, Frank Lloyd Wright, Marilyn Monroe, Jackson Pollock, Anna Magnani e Federico Fellini, tra molti altri.
Si è spento a New York il 28 dicembre 2022, otto giorni dopo aver compiuto cento anni e non prima di aver tenuto una videoconferenza con i conna- zionali bonefrani, riuniti nell’auditorium del Convento, lo stesso auditorium dove il 26 e 27 agosto scorso si è svolto il 2° Incontro Internazionale Tina Modotti.
A questo simposio hanno partecipato prestigiosi ricercatori “Modot- tisti”, provenienti da diversi paesi, che hanno portato sul tavolo un potentissimo aggior- namento sulla figura universale di Tina, sotto la direzione della prestigiosa ricercatrice tedesca Christiane Barckhausen-Canale, con il supporto logistico di Nicola Montagano, sindaco di Bonefro, e della sua consigliera culturale Carmen Lalli, e tutto questo sotto l’efficace supervisione logistica del poliedrico Giorgio Pletea. Ma, con sorpresa di molti, il momento clou del seminario è stata la performance teatrale, basata su estratti delle opere Tina a Berlino-La Camera oscura – della cantante e attrice italiana Tullia Benati -, Maria, Tina Modotti – dell’attrice spagnola Zaida Rico-, e L’ultima rosa, dell’attrice italiana Alice Valente Visco, con il supporto della grande fotografa spagnola Remedios Renog. Uno spettacolo di profonda drammaticità e di singolare bellezza, che si chiudeva con un’emozionante rievocazione del martirio delle Tredici Rose, il gruppo di giovani ragazze socialiste vilmente assas- sinate dalle orde franchiste a Madrid, il 5 agosto 1939.
Bonefro, semiperso tra le pro- paggini degli Appennini, è stato e continuerà ad essere in questi giorni un territorio magico, di memoria e realtà di varie entità; esistenza viva e imperitura di Tony Vaccaro e Tina Modotti, perché come ci ha insegnato il saggio, prudente e premio Nobel José Saramago: “Noi siamo la memoria che abbiamo e la responsabilità che ci assu- miamo. Senza memoria non esistiamo e senza responsabilità potremmo non meritare di esistere”.☺

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