I muri che dividono
Fino a trentacinque anni fa il muro “della vergogna” divideva la città di Berlino, un continente e un mondo. Con il suo abbattimento, nel 1989, sembrava fosse iniziata una nuova epoca ma questa era solo una speranza. La storia dei muri, delle barriere, del filo spinato, al contrario di quello che si può pensare, non finì con quello storico abbattimento. In una società aperta, oggi, siamo intrappolati da chilometri di reticolati e barriere di ogni tipo. Rappresentano un simbolo negativo, di isolamento e chiusura, deviano flussi migratori, ostacolano i migranti, separano Paesi, popoli e religioni, inoltre sono costosi, necessitano di sorveglianza continua e spesso recano un danno in termini di impatto ambientale. La loro costruzione è antica quanto la nascita delle civiltà, basti pensare alle cinta delle mura di Troia o alla grande Muraglia Cinese o più semplicemente alle città medievali, costruite per difesa o per paura. Ma le ragioni che spingono a costruirli sono tante. In qualità di docente presso l’Istituto Tecnico Einaudi di Correggio (Reggio Emilia) quest’anno ho coinvolto gli studenti della 2A e 2B economico che hanno approfondito un tema spesso trascurato, ripercorrendo in breve la storia di alcuni dei numerosissimi muri che dividono il mondo. Perché in fondo è anche questo il compito della geografia, studiare cartografie, storia, culture, politica per arrivare a quelle parole che gettano le fondamenta di quei muri, visibili e invisibili, che sono spesso solo nella nostra mente.
Marina Bucci
La Muraglia Cinese
La grande Muraglia Cinese è la più importante opera di difesa mai realizzata dall’uomo, oggi è una delle Sette meraviglie del mondo. Un muro di 8851,8 km circa costruito a partire dal 215 a. C. durante la dinastía Qin, per volere dell’imperatore Qin Shi Huang, e terminata nel 1644 nella dinastia Ming, al fine di difendere l’impero Cinese dalle popolazioni nomadi come gli Unni. Da un lato è simbolo dell’unità e dell’unificazione dei territori, dall’altro delinea l’isolamento della Cina dal resto del mondo. Non rappresenta solo il patrimonio culturale, ma anche il modo in cui si sceglie di conservare la propria cultura storica. Oggi è il monumento più visitato del Paese, turisti da ogni parte del mondo camminano sul muro o vanno alla scoperta degli antichi resti. La leggenda narra che all’interno della Muraglia giacciano i corpi degli schiavi che l’hanno costruita. Questa convinzione diede origine a vari miti tra cui quello di Meng Jiang Nü che perse il marito durante la sua costruzione.
Ginevra G., Gianmarco P., Arianna C., Divya A. 2A
Il muro di Berlino
Il muro di Berlino divise la Germania per 28 anni, dal 1961 al 1989 e fu il simbolo più crudele della guerra fredda. La sua costruzione stabilì non solo la divisione di un intero Paese ma anche la divisione di un intero mondo a causa delle diverse ideologie. Essa fu una frattura destinata a segnare i rapporti tra gli Stati e la vita quotidiana di milioni di persone. Nel corso degli anni i tentativi di oltrepassare il muro per raggiungere Berlino ovest furono numerosi e circa 5.000 persone ci riuscirono. Alcuni fuggitivi, però, vennero uccisi dalle guardie di frontiera. In questi mesi una porzione del muro si può ammirare a Reggio Emilia nel Chiostro Grande di San Pietro, grazie all’ allestimento museale “Felicitazioni! Cccp – Fedeli alla Linea”. 24 anni fa infatti fu donato al Comune di Albinea da Treptow-Kopenick di Berlino, con cui aveva stretto un gemellaggio nel 1997. Conclusa la mostra, il Muro farà ritorno a casa.
Asma B., Isabella H., Sara E. 2B

Il muro tra USA e Messico
Il muro che divide Messico e Stati Uniti è costituito da una barriera fatta di lamiera metallica sagomata, alta dai due ai quattro metri, che si snoda lungo la frontiera tra Tijuana e San Diego ed è lunga circa 727 km. La sua costruzione ha avuto inizio nel 1990 durante la presidenza di George H. W. Bush, quando la polizia di frontiera elaborò la strategia detta “preven- zione attraverso la deterrenza”, in base a cui, tra le altre cose, iniziò a costruire recinzioni e ostacoli sul confine, in particolare nell’area di San Diego. Costruito per limitare in modo deciso il traffico di droga e l’immigrazione clandestina proveniente dal Messico, il progetto del muro ebbe seguito con gli altri Presidenti, fino ad arrivare a Trump. Il muro ha portato all’ isolamento di popolazioni di animali rari come il giaguaro, il gufo pigmeo, e ha reso più forti le alluvioni fungendo da diga e impedendo il deflusso dell’acqua. Nel 2009 è nato il progetto chiamato Teeter-Totter Wall. L’idea di un’ altalena che permettesse ai bambini messicani e americani di giocare assieme, nonostante il muro che divide i due Paesi; questo progetto si è concretizzato solamente dieci anni dopo, nel 2019. Si tratta di tre altalene basculanti dipinte di rosa acceso, inserite tra le maglie in acciaio del muro, tra El Paso, in Texas, e Ciudad Juárez, in Messico. Lo scopo di queste altalene era quello di unire fisicamente le due comunità divise dalla barriera, voluta dall’ex presidente Donald Trump. Il progetto ha vinto il premio Beazley Design of the Year, assegnato ogni anno dal Design Museum di Londra.
Letizia P. e Aurora P. , 2A
Afghanistan, Iran e Pakistan

Costruito nel 2007 e lungo 700 km, ha lo scopo di bloccare i traffici di stupefacenti ed evitare l’attacco dell’esercito sunnita. Fu edificato inizialmente tra l’Afghanistan e l’Iran per fermare gli scambi di droghe; successivamente, trovando il percorso bloccato, i trafficanti si sono spostati in Pakistan. Tutto ciò ha causato il prolungamento del muro lungo il confine tra l’Iran e il Pakistan causando disagi per la popolazione del Belucistan (regione tra Iran e Pakistan, divisa dal muro). I Beluchi hanno risentito di questo provvedimento principalmente a livello sociale, infatti essi riescono a sopravvivere solamente grazie ai prodotti importati clandestinamente dall’Iran.
Aurora P., Martina S., Karin P., 2B
Lungo il “fiume della morte”
I territori di Grecia e Turchia si toccano in una porzione di terra all’estremo nord est del Paese, quel confine è usato molto spesso da migranti di origine asiatica e africana per arrivare in Grecia. Il confine su terra è lungo più di 200 km. Nel 2012 il governo greco ordinò la costruzione di un muro; inizialmente vennero eretti 12 km ma il piano era quello di erigere una barriera lunga 140 km, costeggiando il confine naturale, il fiume Evros, soprannominato anche “fiume della morte” a causa dei numerosi decessi causati dalle forti correnti. Questa divisione tra le due nazioni non solo limita la diversità di culture e lo scambio culturale tra greci e turchi ma crea una barriera per l’accesso in Europa.
Andrea B., Salvatore M. 2B e Alexandru S., Andrea G. 2A
Baghdad, la città dei muri

Baghdad, la capitale dell’Iraq, è chiamata “la città dei muri”: infatti i suoi quartieri sono circondati e protetti da barriere che pesano tonnellate, alte più di tre metri e mezzo e che costano tra 600 e 1.200 dollari. Tra questi emerge quella di Sadr City, che venne costruita nel 2008 dai militari statunitensi con lo scopo di frenare i lanci di razzi dal quartiere abitato dalla comunità religiosa sciita (gli Sciiti riconoscono come soli eredi di Maometto i discendenti di suo genero Alì) in direzione di altre zone della capitale irachena. All’inizio questa difesa fu accolta con sollievo, poi però le barriere sono diventate superflue, tanto che alcuni anni dopo alcuni tratti furono rimossi. Baghdad sembrò essersi aperta, ma con l’avanzare della guerra i muri furono eretti nuovamente.
Emma T.F., Martina G., Nicole R. 2B
La zona demilitarizzata della Corea
Alla fine del 1945 la Corea venne divisa in 2 zone: quella Americana a sud e la Sovietica al nord. Nel 1950 la Corea del Nord provò in tutti i modi a riunificare tutta la penisola ma senza alcun risultato, così nel 1953 si decise di mantenere le due nazioni separate: venne delimitato il confine con muraglie di filo spinato lunghe 248 km e a distanza l’una dall’ altra 4 km. In seguito alla guerra e alla divisione dei due Stati molte famiglie furono separate e tuttora i soldati controllano questa barriera, fulcro delle tensioni continue. La zona demilitarizzata coreana è una striscia di terra che attraversa la penisola, è stabilita dalle disposizioni dell’accordo di armistizio coreano per fungere da zona cuscinetto tra la Corea del Nord e quella del Sud. Si tratta di una barriera di confine invalicabile. I 4 km di corridoio tra Corea del Nord e del Sud fanno da cuscinetto tra le due aree geografiche, è un ambiente completamente disabitato, diventato un “gioiello di biodiversità”, ricchissimo di specie rare. Quest’anno, per celebrare il 70° anniversario della fine delle ostilità militari Google Arts & Culture ha pubblicato le immagini che mostrano un paradiso per la fauna selvatica nella zona geografica completamente disabitata tra i due Paesi, circondata da recinzioni e mine antiuomo.
Roni L. R., Mykola T., Antonio D. 2B
Peace Lines, i muri dell’Irlanda
I Peace Lines sono una serie di muri a Belfast e Derry. Dividono le aree protestanti e unioniste dell’Irlanda del Nord da quelle dell’Irlanda, cattoliche e nazionaliste. I primi muri costruiti tra gli anni ‘20 e ‘30 del Novecento; quelli lunghi più di 34 km presenti soprattutto nella capitale, furono costruiti nel 1969 in un periodo chiamato “The Troubles” che va dal 1969 al 1998. Le tensioni tra le due popolazioni sono ancora presenti: infatti una ricerca del 2012 afferma che il 69% degli abitanti ritiene che siano indispensabili per evitare i conflitti. I murales di Belfast sono una delle maggiori attrattive della città e ricordano al mondo il suo passato burrascoso e l’astio mai placato fra nazionalisti e lealisti. Uno dei più famosi è quello di Robert Gerard Sands detto Bobby, attivista, giornalista e politico irlandese e volontario del Provisional Irish Republican Army (IRA), un’organizzazione militare terroristica che combatteva contro la presenza britannica e la riunificazione dell’Irlanda.
Samantha M., Selin D., Valnoor K. e Marika R. 2A
Tra India e Bangladesh

È un sistema di barriere fisiche e infrastrutture di sicurezza costruite lungo il confine tra India e Bangladesh. Viene chiamato anche Invisible wall per sottolineare la complessità e la modernità delle misure di sicurezza, usate lungo questa frontiera. Ha una lunghezza di 4.153 km. È stato costruito lungo tutto il confine ad eccezione del territorio confinante con la Birmania. Ogni giorno dal paese asiatico uomini e donne provano ad oltrepassare una delle barriere più lunghe del mondo, fughe e avventure risultano spesso tragiche, come quella di Felani Khatun, una ragazza bangladina che lavorava in India con la sua famiglia senza documenti. Nel 2011, la ragazza insieme alla famiglia cercò di tornare in Bangladesh, il padre pagò 50 dollari a un passatore che aveva il compito di lasciare una scala per far oltrepassare la recinzione. Nella salita un pezzo dell’abito della ragazza rimase impigliato nel filo spinato e fu scoperta mentre cercava aiuto. Felani venne fucilata e rimase appesa alla barriera, morì dopo diverse ore.
Marco L., Bhupinder S., Samuele S., 2A
Cisgiordania

Quando entriamo nei territori palestinesi, la divisione più grande è quella territoriale, le barriere dividono la striscia di Gaza e la Cisgiordania. Le aree rimangono separate non solo per motivi geografici ma anche politici e ideologici. Il Parlamento israeliano votò il progetto di costruzione di una grande muraglia moderna che separasse la Cisgiordania dall’ interno, l’obiettivo ufficiale era quello di garantire la sicurezza fisica degli israeliani che vivono a ovest della recinzione ma per i palestinesi si tratta di un muro di separazione razziale. Oggi tra Cisgiordania e Israele esiste una recinzione lunga circa 710 km, il 3% della barriera è in cemento. Sul muro che separa Israele e Palestina è apparso un nuovo murale raffigurante un bacio tra Trump (ormai ex presidente degli USA) e Netanyahu (primo ministro israeliano). L’opera sarebbe da attribuire ad un artista australiano che si fa chiamare Lush Sux. L’opera prende spunto dal famoso murale di Berlino dove sono raffigurati il leader sovietico Leonid Brezhnev e il presidente dell’allora Repubblica Democratica Tedesca Erich Honecker. Anche in questo caso è chiaro il riferimento alla politica internazionale e allo stretto legame che lega i due leader politici, nonché i due Paesi.
Diego D., Raza S.M., Alfredo B. 2°
