Proiettati verso il futuro?
30 Ottobre 2024
laFonteTV (4253 articles)
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Proiettati verso il futuro?

La crisi climatica, la transizione energetica, la diminuzione delle fonti fossili, l’intelligenza artificiale, sono le sfide che il nostro tempo ci propone nel quotidiano, ma anche proiezione del futuro. Sembra di esser inseriti in narrazioni di Asimov che, con la descrizione fantasiosa di mondi immaginari ma possibili, ci prendono per mano per condurci da una situazione ad un’altra, passando da una realtà alla sua evoluzione. Sembra ieri quando prendevamo appunti sul blocco notes o scrivevamo lettere ai nostri cari lontani; sembra ieri che presi da nostalgia o voglia di condivisione, scrivevamo una cartolina illustrata per poi spedirla ad amici e parenti; sembra ieri quando alle prese con un articolo o con una relazione di lavoro ci affaticavamo a scrivere su un foglio, lasciando spazi tra un rigo ed un altro per magari poter correggere e cancellare senza perdere la sequenza di parole.
Oggi pc, telefonini, internet ed ancora l’Intelligenza Artificiale ci hanno proiettato in un mondo diverso. Qualsiasi editor ci permette di scrivere e poi correggere senza rubare spazio, addirittura prendere pezzi di testo e spostarli o sostituirli con altri, colorare le parole, arricchire il testo con dati e grafici, trasmetterlo ai nostri lettori, condividerlo con amici o parenti in tempo reale. Oggi tutto è movimento ed energia: pensate alla meraviglia della trasformazione dell’energia solare in energia da utilizzare; la sua trasformazione in energia elettrica da utilizzare o da accumulare; il suo flusso indirizzato nell’abitazione oppure verso una rete elettrica, magari condivisa in una comunità energetica e messa a disposizione di chi non ne ha; la sua immissione in un veicolo per la sua trazione senza dover per forza fare attenzione alla spia della riserva del carburante e dover passare a fare rifornimento al distributore di benzina. Tutto questo attraverso qualche filo di rame adeguatamente dimensionato, che vede al proprio interno scorrere avanti ed indietro flussi di energia con destinazioni guidate da un sistema intelligente.
Queste sono alcune delle applicazioni dei sistemi intelligenti che viviamo nel presente e che positivamente influiscono sulla nostra vita. Spesso invece ci viene proposto lo stereotipo dell’Intelligenza Artificiale che determina perdite di posti di lavoro, o ancora è responsabile della scomparsa di alcune professionalità o peggio ancora diventa pericolo per la specie umana destinata a scontrarsi con un esercito di robot. Lo stesso dicasi per la transizione energetica prospettata come un tuffo verso l’incognito, generatrice di esuberi in campo lavorativo, responsabile di costi non sostenibili dalla popolazione media, complice di perdita di benessere e di servizi.
Il vero problema è rendersi conto che l’evoluzione del pensiero umano e lo sviluppo delle tecnologie devono essere governati ed indirizzati per una crescita economica e sociale di tutti. Questo convincimento, oggi, trova un ostacolo in più rispetto al passato, perché se ad inizio secolo sembrava inarrestabile la globalizzazione in tutto il pianeta, oggi si sta facendo un balzo indietro verso un’ottica di friendship geopolitica, che divide aree del pianeta in funzione di intese politiche ed economiche.
Anche l’Unione Europea, fondata principalmente su princìpi economici di libero scambio, sebbene abbia tentato inizialmente di opporsi alle azioni USA che miravano alla paralisi dell’organismo del World Trade Organization (unica organizzazione che si occupa delle regole del commercio mondiale), ha poi iniziato a legiferare proposte di prevenzione protettiva a difesa dalle aggressioni commerciali.
La globalizzazione aveva idealizzato un modo più aperto ed integrato, che fosse più sicuro per tutti, anche se c’è da constatare che le guerre sono comunque continuate. In ogni caso, ho timore che un mondo pieno di barriere, dogane, dazi e divisioni commerciali non sarà un mondo migliore di quello proposto dalla globalizzazione, ma piuttosto più diviso e meno sicuro.
La transizione avrà costi enormi sia per finanziare il cambiamento, sia per arginare i danni che ormai la crisi climatica sta producendo. Negli ultimi anni gli investimenti sono raddoppiati, ma si stima che dovrebbero essere superiori di 10 volte solo per arginare i danni. Per dare un’idea degli enormi costi, si pensi che gli investimenti nel 2022 sono risultati di circa 1.500 miliardi di dollari, ma si calcola che sino al 2030 serviranno non meno di 5.500 miliardi di dollari l’anno da destinare ad infrastrutture verdi e tecnologie pulite; altrettanti miliardi saranno necessari per arginare i danni degli effetti dei cambiamenti climatici consolidati: cifre esorbitanti! Anche per l’ambiente non sarà facile decidere chi dovrà sostenere il peso dei costi della riduzione delle emissioni di CO2 e l’ideale sarebbe che qualunque sia la scelta, alla fine la società nel complesso ci guadagni.
Negli ultimi anni l’Unione Europea ha dato un indirizzo di mercato stabilendo di anno in anno il limite massimo di emissioni consentite: chi inquina deve sostenere il prezzo dell’inquinamento. Naturalmente la produzione costerà di più, ma anche per i consumatori i costi aumenteranno: l’obiettivo è quello di ridurre le emissioni di CO2 alzando il costo dei prodotti, per far sì che la domanda diminuisca. Questo potrebbe incoraggiare a spostare altrove le produzioni, ma ecco che entra in campo il recente New Deal Europeo, che prevede di scoraggiare tale operazione imponendo tasse e dazi su manufatti prodotti in altri continenti ed esportati in Europa. Insomma è in atto una rincorsa al reperimento dei fondi necessari per fronteggiare i danni e per finanziare lo sviluppo, ma tutto ciò non sarà per niente semplice, se si tiene conto anche delle speculazioni politiche populiste che paventano il depauperamento delle risorse personali e nazionali sbandierando l’ideologizzazione ecologica.
Saranno senza dubbio grandi e difficili sfide dell’uomo, che oltre ad avere la forza di abbattere le barriere dei pregiudizi e delle divisioni, dovrà prevedere la formazione conoscitiva e l’apprendimento continuo delle nuove competenze, investendo su innovazione, infrastrutture ed energie alternative, affinché sia garantito a tutti l’accesso ai benefici tecnologici e digitali per rendere sostenibile universalmente pari opportunità.☺

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