la poesia civile di Enzo Bacca: “a che punto è il coraggio”
9 Aprile 2026
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la poesia civile di Enzo Bacca: “a che punto è il coraggio”

Vive nelle lacrime questo popolo defunto
– tra lacrime vive – dove il coraggio stinge
sfuma la narrazione e alloca droni altrove.
Bandierine segnaposto trovano fuoco
nelle gengive delle terre esposte al lutto
– meglio dove s’alzano torri d’oro nero -.
Arrossano le pareti fissate dai traccianti
tutto romba al suono torvo di fìffari e tamburi.
Spettacoli di fiere e nuovi gladiatori d’arene
annervano gli umori di folle ululanti
e l’imperatore ha sempre il pollice verso.
(Qui giace la polvere
nella perduta simmetria delle forme).

Quel vento venefico sferzò presto sui petali-
in frantumi ogni puzzle ricomposto.
Pensa a quante volte i bambini
giocano tra i rovi. O per terra. Tra i campi minati.
(Tra i lecci luccicano tagliole per lepri).
Equilibristi tra le “perse torme”
raccolgono lacerti di carne affumicata.
Liberare il futuro dai demoni dell’armageddon
lo faranno altri figli, nuovi direttori d’orchestra
prima d’altro delirio d’un uomo nato già estinto.
A che punto è il coraggio,
il dolore pregresso cadrà mai in prescrizione?

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