Dare fiducia
La fiducia fa parte della nostra vita. È un aspetto importante e fondamentale. Senza la fiducia sarebbe impossibile costruire rapporti e relazioni che sono indispensabili per la socialità di ognuno. Eppure, oggi, non riusciamo più a fidarci. Non viviamo tempi quieti: siamo in balìa di una folle follia di onnipotenza e questo male di vivere ci sta contagiando come una subdola infezione.
Avere fiducia vuol dire affidarsi, credere che qualcuno si stia prendendo cura di noi. Quante volte durante la giornata ‘ci affidiamo’ a qualcuno? Se ci pensiamo, lo facciamo tante volte. Io mi affido, quando vado a fare la spesa, quando compro un capo di abbigliamento, chiedo sempre al macellaio quale tipo di carne mi consiglia per quella ricetta… mi affido sempre a chi sta dall’altra parte.
Eppure, è sempre più difficile dare fiducia alla fiducia. E come potremmo d’altronde? La rivoluzione digitale è sempre più sostitutiva all’uomo. Se non stiamo bene o accusiamo un malore, non andiamo subito dal medico. Prima chiediamo all’intelligenza artificiale. Chiediamo qualsiasi cosa ormai e le relazioni sono più virtuali che umane. I nostri amici sono su Facebook e Instagram, dove ci si segue, ci si scrive, si dialoga, si diventa amici e ci si invidia se qualche amico posta le foto dei luoghi di vacanza dove lui è andato. E tu no. Si litiga anche tanto sui social e nei casi più gravi ci si minaccia e a volte con epiloghi terribili! Si potrebbe obiettare che oggi il mondo è così che funziona… ma dove mettiamo l’umanità, l’affidarsi a qualcuno se non ne abbiamo più bisogno?
Anche i politici twittano. Oltreoceano qualcuno ha osato molto di più! Come possiamo ancora fidarci? E in casa nostra? Possiamo ancora e ancora fidarci dei nostri politici? Beh… direi proprio di no. Anche degli amministratori locali non si riesce più ad avere fiducia. È tempo che si scelgano persone che abbiano veramente a cuore le sorti di questa terra. Lo slogan ‘Il Molise esiste e resiste’ non regge più. Il Molise continuerà ad esistere se diamo fiducia a persone competenti e che non abbiano interesse ‘solo a sedersi da qualche parte’.
Ma ritornando al discorso iniziale, come possiamo ritrovare questa fiducia tradita in noi stessi e negli altri? Non è un percorso facile, credo. E neppure semplice. Forse dovremmo ritornare bambini. Allora ci fidavamo totalmente dei nostri genitori e delle cure amorevoli delle nostre madri. Quella fiducia ci ha dato la possibilità di crescere e di maturare generando a sua volta fiducia. La società attuale ci impone di credere che noi stiamo bene da soli, che non abbiamo bisogno di affidarci. Ci chiude in un meccanismo di relazioni virtuali e non più umane.
Non dobbiamo e non possiamo fermare il progresso. Non è questo il punto. Dobbiamo però riacquistare fiducia nell’umanità, accettando i nostri limiti, le nostre sconfitte. Accettando gli altri. Non siamo onnipotenti e non possiamo stare da soli. Abbiamo bisogno di credere nelle nostre capacità e da qui ripartire. Dobbiamo imparare a mantenere le promesse dando l’esempio alle nuove generazioni che la parola data e l’impegno hanno valore.
Ritrovare un senso di fiducia mite, umile e coraggioso nel costruire relazioni umane: vive e vere, permeate di fiducia. Per il nostro bene e quello degli altri.☺
