impegno diretto   di Filippo Monaco
2 Febbraio 2013 Share

impegno diretto di Filippo Monaco

 

La politica, nel mio caso, è stata una scelta naturale. Un percorso nato dalla condivisione di tante esperienze di vita vissuta, di persone che ho incontrato, di situazioni che ho affrontato. Da militante di partito si vede solo uno scorcio di ciò che accade lì dove le cose avvengono, dopo l’esperienza amministrativa al Comune di Termoli, però, ho capito quanto è importante l’impegno diretto in politica.

I 13 mesi trascorsi in consiglio regionale sono stati molto più illuminanti, anche se si è trattato di un periodo dominato principalmente dalle incertezze e dalle limitazioni derivanti dai ricorsi che hanno poi determinato il nuovo ricorso alle urne.

Illuminanti nel bene e nel male perché da lì hai la possibilità di vedere come le potenzialità della nostra regione vengono indirizzate, utilizzate, messe a frutto, ignorate o sprecate. E ti rendi conto che effettivamente quello che si decide nel Palazzo va inevitabilmente ad influire sul presente e sul futuro dei molisani. Ecco perché è fondamentale la buona politica: per agire in maniera tale da migliorare le condizioni di vita degli amministrati, per cogliere i segnali e le esplicite richieste che pervengono dai cittadini e tradurli in atti concreti, coerenti con le aspettative di sviluppo.

Si continua, però, ad assistere alla politica dei proclami e dei comunicati stampa. Da un lato c’è ciò che viene dichiarato a microfoni accesi, subito dopo tali affermazioni vengono tradotte in atti, accordi, aggiustamenti che nulla hanno a che vedere con quanto i cittadini hanno sentito o letto. Atteggiamenti che appartengono, purtroppo, ad entrambi gli schieramenti e che vanno a sfociare in quel: “tanto sono tutti uguali” che tradisce proprio l’impegno di chi cerca veramente di cambiare le cose. Anzi, vorrei approfittare di questo spazio per dichiarare che non sono per niente uguale, se tale termine è riferito a quei politicanti che usano la loro posizione per fini esclusivamente personali o per colpire l’avversario e per confidare le difficoltà che più di una volta mi hanno assediato il cuore ogni qual volta ero testimone di trasversalismi, personalismi, favoritismi.

Non si potrà mai governare bene se chi amministra si chiude in uno spazio talmente lontano dalla realtà dei cittadini da non comprenderla più. Se il potere di decidere viene utilizzato per favorire alcuni e danneggiare altri, se il denaro che si ha a disposizione nelle casse, benché non abbondante, non viene trattato per quello che è, vale a dire la ricchezza che appartiene ai cittadini. I molisani che pagano tasse, imposte, accise hanno diritto a tutti quei servizi di fatto pagati con i loro soldi.

Una politica vissuta come rincorsa al potere, alla poltrona più stabile, non mi interessa; e nemmeno una regione che non riesce a liberarsi dell’entrata di servizio costituita dal listino maggioritario, porta attraverso la quale fanno spesso l’ingresso coloro che, pur non avendo il consenso sufficiente, non hanno intenzione di rinunciare ad una posizione privilegiata.

Ho persino pensato di non ricandidarmi, di averne abbastanza di una realtà così diversa dalle mie convinzioni. In molti mi hanno invitato a non mollare, sottolineando che in tal modo la si darebbe vinta a chi vuole che in giro si dica: “Sono tutti uguali”.☺

 

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