La nostra rivista è nata a seguito del terremoto che nel 2002, ben 24 anni fa, lesionò irreparabilmente le coscienze – da allora mi considero un sopravvissuto – e molte opere murarie, diverse delle quali sono ancora in stato di semi abbandono. L’ennesima proroga ha spostato a marzo 2027 la chiusura definitiva dei cantieri che sono fermi per mancanza di adeguamento prezzi e soprattutto perché non c’è la certezza del pagamento. Il post-terremoto purtroppo è un argomento che non interessa quasi più a nessuno. Per gli amministratori è una fastidiosa palla al piede che ricorda loro l’incapacità di gestire la ricostruzione e ogni altra emergenza; per gli abitanti del cratere, che hanno vissuto il progressivo spopolamento e constatato lo spreco profuso in opere inservibili, è un argomento ormai rimosso tanto da parlarne con fastidio; per quelli che hanno subìto danni non ancora riparati c’è la rassegnazione di chi ha maturato la consapevolezza che lo Stato è pronto ad esigere ma non altrettanto a restituire il dovuto. Crescendo in un simile ambiente, le nuove generazioni riusciranno a reagire e a diventare protagoniste del loro futuro? Quello che sta accadendo intorno a noi lo lascia almeno presagire, se non si faranno risucchiare da una politica sempre più sfascista e autoritaria.
Da mesi stiamo denunciando le malefatte del PD molisano: in mano a cacicchi poco lungimiranti, anziché lavorare per l’alternativa, individuando strategie e persone stimate in grado di rovesciare una destra inqualificabile, che ha occupato il palazzo dall’inizio del secolo quasi ininterrottamente, si preoccupano solo di salvaguardare le loro poltrone. Da prestigiatori, abituati a sorprendere il loro modesto pubblico con i loro giochi, hanno tirato fuori dal cilindro l’ultima incredibile novità: le dimissioni del segretario che non si è dimesso, almeno consapevolmente. Il segretario, infatti, sostiene di non averle mai formalizzate, dunque sono inesistenti e in ogni caso sono “ritirate”. In attesa delle lentezze burocratiche che dovranno chiarire il fattaccio, tutto è tornato nelle mani del presidente che guarda caso è tale Vittorino Facciolla già autodesignatosi in corsa per il Parlamento. Quanto accaduto è di una tale gravità che ci attendiamo l’immediato commissariamento del PD molisano. Purtroppo alcuni tifosi, poco lungimiranti, vorrebbero nascondere la polvere sotto il tappeto, non rendendosi conto che con queste persone non si va da nessuna parte. Eppure, da qui la nostra rabbia, continuiamo a credere che l’alternativa sia possibile, anzi doverosa e necessaria, perché il vuoto a sinistra, di idee e persone credibili, rischia di lasciare il governo regionale ancora per molti anni nelle mani di soggetti incapaci di elaborare una politica per la difesa e il rilancio del territorio.È semplicemente penoso quello che fanno, quando fanno qualcosa. A iniziare dalla sanità, sempre più nelle mani dei privati. Non ci meraviglieremo più di tanto se i medici, insieme alle prenotazioni delle visite, daranno anche un santino da pregare perché l’attesa del proprio turno si concluda prima che sia troppo tardi.
Dopo quattro anni di politica nefasta del governo più longevo, a guida Meloni, oggi finalmente i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Autotrasportatori e marittimi non riescono a sopportare oltre il rincaro del carburante da parte di chi aveva promesso il taglio delle accise; i supermercati cominciano ad essere spettrali; gli studenti finalmente sono scesi in piazza con lo slogan “più scuola meno armi”. Premesso che detestiamo la violenza e che essa non ha alcuna giustificazione, mai, ci chiediamo se sia possibile che, in modo pretestuoso, si parli solo dei pochi atti vandalici anziché delle istanze degli studenti e di quanti scendono in piazza. Sicuro che i pochi violenti non siano eterodiretti? Oggi si comincia a scoprire, carte alla mano, che, dai moti del ’68, fascisti e servizi segreti deviati hanno fatto la loro parte perché le proteste diventassero scontri di piazza per depotenziare la portata rivoluzionaria delle istanze per cui si lottava. Per non parlare del G8 di Genova e di tutte le volte che sono intervenuti i Black block senza che mai fossero fermati e identificati. E soprattutto la violenza è solo di chi spacca qualche vetrata e incendia cassonetti o non piuttosto di chi commercia armi, di chi vede la Palestina a ferro e fuoco senza fiatare, di chi legittima la guerra in Ucraina? Non sono violenti i politici che mentono sapendo di mentire? Non sono violenti quelli che spalleggiano Trump che ha deciso di incendiare il Medio Oriente, di ridurre alla fame Cuba, di intervenire in Venezuela?
Ci sono ancora tanti, troppi terremoti, dovuti alla forza della natura o alla tracotanza delle persone, ma per tutti non c’è che la strada della ricostruzione materiale e morale. Facciamo sì che nessuno resti sotto le macerie. Un’umanità solidale è possibile, se non si lascia indietro nessuno e, soprattutto, se si arginano i violenti, gli imbroglioni e i furbi.☺
