I miei vicini
3 Luglio 2015 Share

I miei vicini

Giorni fa, nella mia strada a Bonefro c’è stato un fuoco di sant’Antonio. Credo di aver conosciuto finalmente tutti i vicini, quelli che saluto quando le nostre vie si incontrano. Ma adesso ne conosco i nomi, so chi è sposato, con chi e chi è cugino di chi. È stata una bella esperienza, sono andata a letto dopo mezzanotte e per la prima volta dopo molti mesi non ho avuto incubi. Quel sentimento di felicità mi ha accompagnato nelle prime ore del giorno di sant’Antonio, ma poco a poco mi è venuta sempre più forte la sensazione di vivere in un’isola, un’oasi.

Non avrei dovuto accendere la TV. Questa, con i suoi talk show, con tutti quei politici altisonanti, mi ha fatto capire che nel nostro mondo attuale non esistono le oasi. Pensavo, quel giorno, che parole come “invasione”, “emergenza migranti”, o “delinquenti venuti dall’estero” si potevano spiegare con il fatto che mancava un giorno ai ballottaggi in diverse città italiane, ma le cose non sono cambiate neanche dopo la domenica elettorale, anzi, la TV continuava a mostrarsi come una finestra che mi faceva vedere l’Italia e l’Europa. Vedevo la realtà, la brutta realtà di questa Europa nella quale si sentono sempre di più le voci dei razzisti e degli xenofobi e dove crescono i voti per i partiti di estrema destra. Dappertutto, senza eccezione.

Ho visto troppe manifestazioni “spontanee” dei cittadini romani o milanesi che protestano contro la presenza dei profughi. Ho visto una Italia divisa in due, nella quale le regioni più ricche costruiscono un muro virtuale per non ammettere altri profughi, e poco dopo vedo un paese governato da gente che si chiama “socialista”, la Francia, che manda indietro i richiedenti asilo che passano la frontiera con l’ Italia. E ancora poco tempo dopo sento la notizia che l’Ungheria vuole costruire un muro reale, fisico, alto 4 metri, lungo il confine con la Serbia, per respingere i profughi che hanno scelto questa via, la “balcanica”, per trovare un rifugio o un posto dove almeno la loro sopravivenza sia assicurata.

Penso che gran parte della responsabilità nella creazione di un clima xenofobo l’abbiano i mezzi di comunicazione. Ho l’impressione che i vari programmi, per poter inviare i loro collaboratori nei punti dove “meglio” si vede “l’emergenza migrazione”, invitano giorno dopo giorno il signor Salvini che quando apre la bocca incita all’odio razziale. Danno a quel cosiddetto europarlamentare una tribuna per tuonare, ogni sera e ogni mattina, il suo “prima gli italiani!”. Non dico che in Germania non ci siano personaggi come Salvini, ma la TV non dà loro tanta tribuna come fanno la RAI e La 7 (sono sicura che lo fa anche Mediaset, ma siccome non vedo questi canali della TV di Berlusconi non posso dire niente).

In questi giorni mi pongo una domanda: ma l’Italia ha una legge antidiscriminatoria? Per fortuna c’è google, e trovo, subito, la “legge Mancino”. Non so se è stata cambiata negli ultimi anni, ma mi basta quello che leggo: “È vietata ogni organizzazione, associazione, movimento o gruppo avente tra i propri scopi l’incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi. Chi partecipa a tali organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi, o presta assistenza alla loro attività, è punito, per il solo fatto della partecipazione o dell’assistenza, con la reclusione da sei mesi a quattro anni. Coloro che promuovono o dirigono tali organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi sono puniti, per ciò solo, con la reclusione da uno a sei anni”.

È su una pagina di internet che viene spiegata meglio questa situazione; leggo una cosa ancora più importante: “La costituzione italiana condanna ogni forma di razzismo”, e all’articolo 3 recita: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.” E per cittadini si intendono anche quelli stranieri che si trovano nel nostro Paese.

Allora, stando così le cose, dove sono le associazioni o le persone che, forti della costituzione italiana e della legge antidiscriminatoria, denunciano il signor Salvini e gli altri rappresentanti della Lega davanti a un tribunale?

Questo mese avrei voluto scrivere qualcosa sul “partito della nazione”, perché nella Germania dell’Est abbiamo avuto tale partito e posso raccontare i pericoli che un tale partito rappresenta. Ma vista l’attuale correlazione di forza fra i partiti italiani, mi riservo queste considerazioni per il momento in cui la Lega Nord sarà sul punto di proclamarsi “partito della nazione”.

E domani non accendo la TV italiana. Domani seguirò su facebook la grande manifestazione che si organizza a Berlino, in solidarietà con il popolo greco, avente come tema la “giornata internazionale del profugo”.☺