Addio novembre maledetto
di Christiane Barckhausen-Canale
Chi ha letto qualche articolo mio scritto negli anni passati, in autunno, ricorderà che sento un odio speciale per il mese di novembre, perché nella mia vita e nel mio paese di nascita sono avvenute, in quel mese, molte cose brutte. Come, per esempio, il 9 novembre del 1939, la “notte dei cristalli”, il pri- mo capitolo di quello che i nazisti chiamarono “la soluzione definitiva della questione degli ebrei”. O il 9 novembre del 1989 quando, a Berlino, nel pomeriggio, dopo la grande manifestazione di mezzo milione di persone che volevano un cambio nella DDR, volevano un socialismo democratico, il governo aprì precipitosamente il confine che separava le due Germanie, permettendo che entrassero, per fare campagna elettorale, i politici della Germania Occidentale, accompagnati da camion pieni di banane e di arance, comprando così il voto degli abitanti della DDR per le elezioni previste per la primavera del 1990.
Anche questo anno il mese di novembre ci ha “regalato” una sorpresa brutta, forse la più brutta del secolo: il trionfo elettorale di Donald Trump negli USA, seguito dalla nomina di una squadra governativa che fa paura. Nel futuro, quel paese sarà governato da persone incompetenti che sono state nominate solo per la loro fedeltà assoluta a Trump.
Adesso tutti parlano del pericolo di uno smontaggio graduale della democrazia e si domandano se ci aspetta un futuro sotto un regime fascista a livello mondiale. È vero che il fascismo nei tempi attuali non avrebbe la stessa forma del fascismo e del nazismo del secolo scorso. Ma è per questo che ci servono studiosi capaci di prevedere come sarà il regime futuro che preparano Steve Bannon ed altri che sognano una “internazionale dei conservatori”.
Il 2 novembre scorso, a Berlino, ha compiuto 20 anni di vita una organizzazione non-governativa di nome CAMPACT, con un evento chiamato “Cara democrazia”, con 800 partecipanti presenti e 10.000 partecipanti online. Lo scopo di questo evento era quello di indagare le ragioni della crescita delle organizzazioni di ultradestra in molti Paesi non solo europei, analizzare le modalità che caratterizzano il fascismo del futuro e scambiare opinioni su come difendere la democrazia. Voglio farvi a conoscere quello che ha detto Natascha Strobl, una sociologa austriaca che investiga da molti anni le diverse destre estreme in Europa, negli USA ed anche in America Latina, dove il rappresentante più conosciuto di quella destra è il presidente argentino Javier Milei.
Natascha Strobl ci dice che il fascismo del futuro si presenta soprattutto in cinque forme:
1. Il fascismo del futuro sarà transnazionale. Non basta concentrarsi in un solo Paese per sapere come funziona il fascismo. Per la destra estrema i confini fra i Paesi e fra le lingue non hanno importanza,
2. Il fascismo del futuro funziona mediante la lotta o la guerra culturale. Si divulgano, grazie ai mass media, a livello internazionale, delle storie, ed in queste storie non importa la verità, non importano i fatti, basta che quello che si racconta potrebbe essere successo. La guerra culturale si svolge negli ambienti di educazione, dall’asilo nido fino alle scuole ed alle università. La base della guerra culturale è la cospirazione. Esiste una élite, un gruppo di persone che vogliono del male e fanno del male, e le misure prese contro quelle persone e contro il politicamente corretto sono sempre misure di legittima difesa. E la legittima difesa permette quasi tutto…
3. Il fascismo del futuro non divide la gente secondo le nazioni ma secondo quelli che vivono fedeli alle tradizioni, che vivono “co- me si deve” e quelli che fanno parte dei degenerati. Quelli che vivono come si deve non sono omosessuali, non sono di sinistra, non sono femministe ma vivono nella famiglia tradizionale e sono cristiani. E questa linea di separazione fra “buoni, normali” e “degenerati” determina anche chi avrà un futuro e chi non lo avrà. Vediamo per esempio, rispetto alla crisi del clima, quali saranno i paesi che dovranno esistere nel futuro e quali paesi saranno vittime del cambiamento climatico. La maggioranza degli abitanti di quei Paesi neanche arriveranno ai confini (chiusi) dei Paesi degni di essere salvati, ma devono sparire come vittime delle grandi catastrofi naturali provocate del cambiamento climatico. Salvare i “migliori” – ad esempio – è l’idea di Elon Musk di creare delle colonie su Marte per salvare quelli che saranno degni di essere salvati.
4. I fascisti del futuro si uniscono in comunità antidemocratiche, e ciò è una risposta alla idea propagata dal neo-liberalismo secondo la quale tutto dipende dall’individuo. Già il fascismo del secolo scorso ha saputo organizzare in forma autocratica e antidemocratica quelli che, come individui, non hanno trovato da parte dello Stato la sicurezza che cercavano ed avevano perso i rapporti sociali.
5. Nel fascismo del futuro ci sarà una predominanza della violenza, senza limiti. La sua ideologia non conosce limiti morali, legali, politici e sociali. Le persone si vedono come combattenti che credono “o noi, o loro”.
Natasche Strobl ha detto che questo fascismo del futuro è già presente nel nostro tempo, con migliaia di persone che si muovono accanto a noi, lavorano con noi, e dopo un giorno di lavoro vanno a casa, aprono i social media e giocano alla guerra, utilizzando non la violenza fisica ma la violenza psicologica. Da tempo vediamo squadre digitali, squadre senza manganelli e senza olio di ricino, ma muniti di laptop, computer e cellulari che usano per partecipare a questa guerra contro tutti quelli che sono diversi e, per questo, degenerati e non degni di vivere.
Natascha Strobl ha concluso il suo discorso confessando di non trovare parole di consolazione: può solo dirci di stare all’erta. Io sono nella stessa situazione di Natascha, anche io solo posso dire che dobbiamo stare all’erta e uniti nella lotta per salvare la democrazia, anche se pensiamo che questa democrazia non è perfetta e non si può esprimere solo nel momento del voto, perché abbiamo visto come, in determinati momenti, un grandissimo numero di persone vota quelli che non difendono gli interessi degli elettori.☺
