bugiardo e millantatore
19 Febbraio 2010
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bugiardo e millantatore

L’impazienza di abitare un futuro migliore e a misura d’uomo ci porta, non poche volte, a trascurare il presente o a fare passi affrettati se non falsi. Cercheremo di resistere e non farci coinvolgere troppo perché è nel presente che vogliamo risposte chiare.

Da sette anni a questa parte, per evitare inutili fughe in avanti o ridurre tutto ad alienante commemorazione, la data dell’evento catastrofico, come solo un terremoto può esserlo, serve per fare il punto della situazione e ripartire con nuova grinta.

Purtroppo c’è solo un dato positivo: il commissario governativo passa a miglior vita. Dopo aver raschiato il fondo del barile degli interventi per la ricostruzione post-sisma, va a sguazzare nella botte del risanamento debiti accumulati dalla sanità molisana. Se le falle si sono aperte sotto la sua costante supervisione due sono le ragioni: o non era in grado di arginare il danno, oppure, non oso pensarlo, era complice. In entrambi i casi la sanità non potrà avere sorte migliore della ricostruzione e il ruolo del commissario gli sarà ritirato per scadenza di termini, non per incapacità, stante l’opposizione ospite permanente di chi l’ha visto!

Anzitutto è stato bugiardo, mi duole dirlo perché simile epiteto lo ritengo gravissimo, pur non essendo di scuola anglosassone, e nonostante i professionisti della politica smentiscano se stessi un giorno sì e l’altro pure. Durante il precedente governo Berlusconi, il commissario asseriva che i fondi c’erano e non si riusciva a spenderli. Nell’intervallo Prodi, cominciò a bussare a denari per mettere in difficoltà il governo che lo pagava come commissario; tornato Berlusconi, si tappò la bocca fino a qualche giorno fa, quando ha osato profferire che il denaro scarseggia. Non può immaginare che gli siamo accanto in questa richiesta perché non è la logica degli schieramenti, ma l’interesse dei terremotati che ci muove.

Per la ricostruzione della classe A nei comuni del cratere aveva diffuso una graduatoria di accesso ai fondi, poi si è reso conto che era controproducente perché i non ammessi subito alla ricostruzione si sarebbero rivoltati contro di lui; perciò nella primavera del 2006 abrogò le classifiche all’insegna dell’arrembaggio. Modificando più volte, con circolari esplicative, le richieste di documentazione ai tecnici ha ritardato finché ha potuto l’approvazione dei progetti esecutivi, fino a quando nel settembre 2007 si è inventata la commissione sismica con il compito di esprimere il parere preventivo, ma di fatto bloccando per 8-12 mesi i progetti. L’iter è questo: i progetti si depositano nei propri comuni; questi, istruita la pratica, li passano alla commissione sismica (attualmente ne giacciono fermi 229); una volta tornati ai comuni, questi, dopo approvazione in conferenza dei servizi fanno richiesta di finanziamento al commissario, che ne tiene fermi da mesi ben 73 (cfr. riquadro in ultima pagina). Non ha soldi o non ha tempo per apporre la sua preziosa firma?

Nel depliant Breve guida alla ricostruzione post-sisma, Iorio afferma che il finanziamento dei progetti nel novembre 2005 era di 330 milioni di euro; ne sono stati dati appena 115 milioni e ora batte cassa. Mentiva allora o mente oggi? Sempre nel suddetto depliant fatto stampare da lui, non da qualche fantomatico comunista rinvenuto in qualche riserva e in vena di provocazioni, asseriva che nel luglio 2006 erano stati finanziati tutti i progetti di classe A ricadenti negli altri comuni della provincia di Campobasso, per un importo di circa 140 milioni di euro. Anche questi si sono volatilizzati?

Per anni abbiamo sentito millantare dal commissario Iorio le lodi del Modello Molise come parametro di vera ricostruzione a dispetto di quanto era accaduto in Umbria e nelle Marche. Il 15 ottobre scorso il capo della protezione civile nonché sottosegretario e quindi collega di schieramento politico del nostro commissario, a San Giuliano di Puglia contestava quanto fatto da Iorio, asserendo che in Abruzzo stavano seguendo il Modello San Giuliano da lui messo in atto. In poche battute dava dunque del millantatore al presidente della giunta regionale. E non sono seguite querele!

Purtroppo non si vergognano di vendere fumo mentre interi nuclei familiari continuano a soggiornare nelle strutture di legno segnati ora, soprattutto anziani e bambini, dal tempo inclemente, mentre la speranza di venirne fuori comincia a scemare.

Il 31 ottobre politici coccodrilli e cainani, pronti a spremere lacrime di circostanza, faranno a gara per farsi inquadrare da qualche televisione. Noi continueremo a tormentare con incubi i loro sonni, a tempestare di parole dure come pietre le loro veglie, a snidare ogni tentativo di rifugiarsi in leggi accomodanti, finché giustizia non verrà fatta, certi che la nostra impazienza alla fine travolgerà la loro ipocrisia. È tempo di risvegliare la coscienza collettiva, basta una goccia per far traboccare il vaso, un fiocco di neve per avviare una valanga, un granello di sabbia per bloccare meccanismi sofisticatissimi. Ognuno di noi è determinante perché la ricostruzione non sia una favola senza lieto fine. Intanto è tempo che chi ha sbagliato cominci a pagare. ☺

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