I buoi sciolti
18 Maggio 2019
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I buoi sciolti

Il trafiletto “carresi e furbate”, grande quanto un necrologio e piazzato in quarta di copertina del numero precedente, ha scosso e scatenato tutti gli appassionati di Carresi del basso Molise. L’articoletto siglato adl, grazie alla potenza del social facebook, raggiunge una vasta platea e valica, con insolita agilità, perfino i confini regionali!

Infatti con un copia/incolla approda, meglio ancora viene scodellato, nella pagina fb del gruppo “Unione Carresi” ove sono iscritti e presenti anche i tifosi pugliesi di Chieuti. Il pezzo è servito, dallo “scodellatore” di turno al gruppo, su un piatto d’argento guarnito da una aggiunta extra circa l’autore: “Questo che parla è un prete”.

Immediata è la reazione di Pasquale Di Bello, alias Corrado Sala, in qualità di “Tutore Volontario della manifestazione Le Carresi di San Martino in Pensilis, Portocannone e Ururi” che, mandato il prete a quel paese laggiù nei tropici (Cuba), chiede ed ottiene “la pagina dell’articolo” per poi ridarlo in pasto agli iscritti tramite screenshot, lo rinfresca riesumando e riscaldando le medesime chiacchiere morte utilizzate nel 2015, dando così inizio al noioso déjà vu.

La storia si ripete!

Con la stessa perizia di allora, valendosi del collaudato “metodo Boffo”, abilmente travisa il senso dello scritto, inquadra l’autore, lo dileggia e, liberando tutto l’astio accumulato nel tempo, gli “risponde per le rime”, ripetendo per iscritto quanto già detto precedentemente in tv (Millibar 08/07/2015 Carresi, quali prospettive per il futuro?).

Questa volta decide di giocare in casa, trasporta il trafiletto nel suo gruppo e con esso “volutamente” trascina, a mezzo Tag, anche l’autore affinché, come dichiara nell’incipit, possa leggere.

In verità, alla fine del post, “Tagga” anche il Vescovo (ma non lo dice!) per segnalare, lamentandosi, il lessico usato; poi, per infuocare anche gli animi più tiepidi, chiude il suo intervento con l’esortazione perentoria: “Pensi alle anime, e non alle corna”.

A questo punto i malcapitati, non attirati ma trascinati a capriccio con la forza nel mondo virtuale, si ritrovano intrappolati a subire il pesante gioco al massacro sapientemente e volutamente progettato dallo scaltro giornalista.

L’intervento intitolato: “carresi, le balle di un prete con la zimarra rossa” già dal titolo tutto “maiuscolato” rivela lo stato d’animo e le sue intenzioni belliche e, prima di passare ad una minuziosa analisi del testo, fornisce le generalità, la provenienza e la “professione” dell’autore, quali elementi necessari idonei a sminuirne i concetti espressi  (… “un sacerdote che parla e scrive con linguaggio più da cantina che da sagrestia”) e soprattutto identifica il bersaglio da colpire.

L’obiettivo viene in parte raggiunto in quanto la maggior parte dei partecipanti a questa “Sagra dell’incitamento all’ odio” (hate speech) organizzata, riversa nella pagina una valanga di giudizi critici nei confronti del prete; alcuni accaniti coraggiosi dilettanti (“… più addestrati alle risse che alla guerra”), invece, fanno la loro bella figura con insulti irripetibili e minacce atroci.

L’amministratore Sala di fronte a tutto questo non muove foglia!

Si limita soltanto a redarguire chi, dopo aver osservato il clamoroso e madornale fraintendimento, legittimamente e pacatamente interviene a difesa del sacerdote e della libertà di espressione. Irremovibile, innamorato e conquistato dalla propria tattica, il tenace Sala nel ribattere non argomenta sul punto e gli riserva la stessa sorte, questa volta però, oltre all’orientamento politico, la notevole rilevanza decisiva la regala alla foto-profilo.

A chi, invece, fa constatare che non bisogna generalizzare criminalizzando tutto il clero risponde, quale amministratore diligente, anche per gli altri, con l’interpretazione autentica di tutto quanto è stato scritto, precisando: “Il post riguarda una persona e un suo preciso scritto, non certo i preti in generale. Anche se qualcuno ha usato il plurale, il riferimento è sempre l’interessato. Se scrivo “i preti devono …” è chiaro che mi riferisco al protagonista di questo pessimo episodio e non ai preti in genere.”

È a dir poco incomprensibile e curioso come sia stata condotta la vicenda dal Tutore giornalista che, pur avendo ben compreso che trattasi di una valutazione esclusivamente di natura politica nei confronti della giunta regionale, dà luogo ad una ingiustificabile e sproporzionata reazione. Tenuto conto, inoltre, come quotidianamente va ripetendo nel suo mondo virtuale, che il lungo e duro lavoro svolto, durato un anno, ha, come si suole dire, “blindato le carresi” rendendole inattaccabil, il polveroso clamore sollevato certamente non giova alle manifestazioni che intende tutelare. O forse vuole semplicemente tutelare se stesso difendendo chi l’ha nominato (simul stabunt simul cadent)!☺

 

 

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