I conti non tornano
Da alcuni giorni si è conclusa, con successo, al Teatro regionale di Via XXIV Maggio, a Campobasso, la sessione di bilancio relativa all’esercizio finanziario 2026. Il bilancio di previsione andrebbe approvato entro il 31/12/ 2025, ma con la legge 20/2025 il predetto termine è stato differito al 30/04/2026 consentendo all’Ente regionale di procedere, nei successivi quattro mesi, in regime di esercizio provvisorio la qualcosa ha comportato la riduzione della spesa mensile limitata a un dodicesimo delle somme impiegate nell’anno precedente, trascorso il quale, senza l’approvazione del predetto provvedimento, entra in vigore la gestione provvisoria nel quale è consentito soltanto il saldo delle spese obbligatorio: amici de la fonte non preoccupatevi, la situazione è grave ma non è seria, non lo hanno fatto i nostri governanti, perché dovreste farlo voi?
In sintesi, al Teatro di via XXIV Maggio, in questi ultimi giorni – sono trascorsi solo quattro mesi e 22 giorni dalla fine dell’ anno – sono stati approvati con grande fatica il DEF, il Bilancio di previsione per il 2026, la legge di stabilità, le migliori degli ultimi anni, a detta dell’assessore al Bilancio e così “niente tenevamo prima e niente teniamo anche oggi”. l’assessore al Bilancio, al quale tutti, maggioranza e minoranza, hanno riconosciuto l’ impegno profuso per la predisposizione di questi atti di finanza pubblica, ci assicura che tutti gli obiettivi prefissati nelle precedenti manovre finanziarie sono stati raggiunti e quindi, come si dice da noi “carta canta e catarrine sona” che tradotto significa: quando le carte stanno a posto la festa può iniziare.
Anche noi siamo certi dell’ esperienza dell’assessore Cefaratti nel far tornare i conti ma, perché inizi la festa, oltre ai conti vorremmo avere anche qualche riscontro, diciamo così, più concreto. E quindi iniziamo con il Documento di Economia e Finanza, strumento di programmazione della politica economica e di bilancio della Regione, il quale delinea gli obiettivi di crescita, l’andamento dei conti pubblici e le riforme strutturali, fungendo da base per la successiva Legge di Bilancio, redatto a detta degli autori con l’aiuto dell’intelligenza artificiale. Un lavoro obiettivamente ben confezionato, uno storytellyng da campagna elettorale, tutta narrazione, peccato che le notizie richieste all’IA si riferissero ad altre regioni: povero presidente Di Pardo, curatore del documento, si sentiva lontano un miglio il tanfo delle balle, peraltro non comunicate al collega del Bilancio il quale, pur impegnandosi strenuamente come un soldato ucraino, è stato costretto a lavorare unicamente per ridurre la spesa: dei sogni del presidente Di Pardo neanche l’ombra nella legge di Bilancio. Tutti sappiamo, compreso l’ assessore Cefaratti, quali siano i problemi che affliggono la nostra Regione da un quarto di secolo: lo spopolamento, la viabilità, l’ agricoltura e la pesca, la gestione idrica, il declino industriale, l’energia a costi accessibili, la sanità, il lavoro, le opere pubbliche, la frana di Petacciato.
Prima di entrare nel merito di queste questioni è indispensabile parlare del metodo usato da lor signori: la filiera istituzionale anche a costo di mortificare l’identità territoriale e l’ autonomia regionale tanto cara alle Destre. Anche Iorio, nei suoi anni di “gloria”, si affidava a questo modello politico ma il suo riferimento era Berlusconi. Questi di oggi si affidano al vicepresidente della commissione Bilancio, senatore Morfeo, che quando non dorme, combina pasticci a causa dei quali i 90 milioni di euro destinati alla Sanità, se prima del suo interessamento risultavano solo improbabili, oggi che si è svegliato, c’è la quasi certezza che a fronte di quel finanziamento si scelga la soppressione di due reparti negli ospedali di Termoli e Isernia, che obbliga in tal modo le donne dell’isernino e dell’altissimo Molise a recarsi a Cassino per partorire e gli infartuati del basso Molise all’ospedale di Vasto se ci arrivano vivi: altro che filiera amica, qui si tratta di rimediare schiaffoni per il Governatore e calci in culo per il sindaco Castrataro che, indomito, continua a dormire in tenda per protesta.
E veniamo al merito: ma veramente vogliono affrontare il tema dello spopolamento (un saldo passivo di 1.500 persone ogni anno) con le castronerie scritte nel DEF dal presidente Di Pardo e con la messa a terra del Piano Strategico Nazionale delle Aree Interne? Pare che il ministro Foti, titolare di questo dossier, dopo averlo illustrato nella cabina di regia, (un espediente per evitare il Parlamento), senza tuttavia averlo letto, abbia perso il dono della parola e non se ne ha più traccia né del Piano e neanche del ministro.
L’ultima strada finanziata dal Governo, la SS 647, Bifernina, risale agli anni Settanta e nonostante i fondi del PNRR e la filiera amica, pare non ci sia trippa per gatti, anche se il ministro Salvini, a chiacchiere, aveva promesso di occuparsene. Per quanto riguarda l’ agricoltura, checché se ne dica nella Coldiretti, il loro ministro, anche lui amico di filiera non sa né dove sia il Molise ma neanche cosa sia l’agricoltura. Nell’ ultima campagna elettorale per le regionali questa rivista invitò i candidati presidenti a esprimere le loro posizioni su tre argomenti sensibili, l’acqua alla Puglia, la Gigafactory e il parco eolico al largo della costa termolese. In quella occasione, l’allora sindaco di Termoli, Francesco Roberti, invitò anche gli altri candidati a sottoscrivere il documento conclusivo che custodiamo in redazione. Sapete tutti come si è conclusa questa vicenda: il tubone porterà acqua alla Puglia senza ma e senza se, la Gigafactory si realizzerà in Spagna e il parco eolico forse lo realizzeranno a Vasto, dove il vento spira dalla parte giusta.
Ma cosa fa nel frattempo l’ opposizione progressista e di centrosinistra? C’è l’ ottimo consigliere Romano che studia da anni per diventare governatore, sia di qua che di là, è un bravo avvocato ma non ha mai espresso una sua visione organica su quale futuro immagini per la nostra Regione, non perché non ne abbia una ma perché ancora deve scegliere cosa fare da grande: potrebbe sì far carriera ma solo nel centrodestra, loro riescono a governare anche così; nel PD ci sono gli eterni rivali che da sempre sognano di salire al soglio di Pietro ma anche questa volta resterà soltanto un sogno per entrambi; c’è poi Alice nel paese delle meraviglie che crede veramente in ciò che dice, peccato che le sue amicizie politiche sia al Comune che fuori non le giovino; i 5S, in cerca d’autore per la prossima legislatura, litigano col PD per l’approvazione della legge che ha consentito ai primi dei non eletti di entrare in Consiglio in qualità di supplenti dei consiglieri nominati assessori, una legge giuridicamente corretta ma indecente dal punto di vista etico e politico in una regione così disastrata. Il PD litiga con i 5S per l’abrogazione della predetta legge con effetto retroattivo perché giustamente non si cambiano le regole del gioco a partita iniziata anche se tutti sanno che le ragioni di quella norma non risiedono nell’economia del bilancio ma nell’esistenza in vita di quella giunta e di quel presidente che l’ha promossa, mentre i 5 S si sono distratti.☺
