Identità,bellezza e valore nell’arte
I mutamenti storici, culturali, sociali e religiosi richiedono un cambiamento forte ed efficace nella maniera di intendere l’arte come via di comunicazione e dialogo tra le culture. Si è passati da una cultura cosmocentrica, nella quale tutto parlava della presenza di Dio – Romanico, Gotico, Rinascimento, Barocco sono state correnti che esaltavano la bellezza come incarnazione dell’ideale trascendente, – ad una cultura antropocentrica, in cui l’uomo appare responsabile della storia e delle sue scelte. Da una visione religiosa, che vedeva la presenza di Dio in ogni forma artistica, si è giunti ad una visione profana, in cui il mondo si può conoscere, trasformare, manipolare, sfruttare con la tecnica e la scienza. Scompaiono le orme di Dio e rimangono quelle dell’uomo. Prevalgono come misura e criterio di verità il soggettivismo e il relativismo.
La via della bellezza
La risposta agli interrogativi dell’oggi è la via della bellezza, itinerario per raggiungere la persona nella sua identità profonda, saziando fame e sete di bello, e del buono custodito nella natura e nella creatura. Quale bellezza? Platone scriveva: “La bellezza è lo splendore del vero”, radice delle cose che esistono. Oggi la bellezza è svuotata dell’essere e ridotta ad un oggetto, intesa come bene di consumo oggettivo: una persona, un paesaggio o un oggetto artistico. La bellezza è legata al successo, al piacere, di norma alla sessualità o al massimo benessere. Ne deriva una bellezza muta, sfuggevole, che genera solitudine, appiattimento, creando una separazione tra estetica ed etica, assegnando alla prima motivazioni e scopi universali e alla seconda contenuti relativi e personali. La storia ci insegna il contrario e i grandi complessi monumentali e artistici lo dimostrano. Senza una ispirazione religiosa le opere rimangono prive di finalità e significato.
La bellezza realizza il bene del mondo
“La bellezza salverà il mondo”, scriveva Fyodor Dostoevskij, per il quale la bellezza è l’unica forza che non può essere assoggettata da alcun potere o ideologia, da alcuna violenza, da alcuna guerra. Un altro pensatore e filosofo russo, Vladimir Sergeevič Solov’ëv scriveva: “La bellezza è necessaria alla prima realizzazione del bene nel mondo, perché solo essa illumina le tenebre del nostro mondo”.
L’arte in tutte le sue forme aiuta a cercare ed andare verso un “oltre”, perché l’arte non è manifestazione di se stessa. L’arte introduce l’anima in un ordine spirituale più elevato che esprime e in un certo modo spiega il mistero dell’Assoluto. Quello delle arti è un linguaggio efficace, perché non intende dimostrare qualcosa, ma mostrare in modo convincente le verità in esse contenute.☺
