Il futuro dell’acqua
13 Dicembre 2025
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Il futuro dell’acqua

L’acqua rappresenta un bene comune e un diritto universale, fondamentale per la vita e per l’equilibrio delle società, come ricorda Jeremy Rifkin. Tuttavia il pianeta sta affrontando una grave crisi idrica globale, dovuta a cambiamenti climatici, inquinamento e sfruttamento eccessivo delle falde, che rende urgente ripensare la gestione delle risorse. In questo quadro, l’European Landscape Convention sottolinea l’importanza del paesaggio come risultato dell’interazione tra uomo e natura, richiedendo un impegno collettivo nella tutela soprattutto dei territori più fragili.
Le aree interne, come la Valle del Fortore, possono divenire laboratori privilegiati per comprendere e affrontare le sfide dello spopolamento, della crisi economica e della crescente vulnerabilità idrica. Il Lago di Occhito, tra Molise e Puglia, è un esempio emblematico: una risorsa idrica strategica e un ecosistema di grande valore, oggi minacciato da pressione antropica, scarsità d’acqua e cambiamenti climatici. In questo contesto, amministrazioni locali e stakeholder svolgono un ruolo fondamentale attraverso attività di monitoraggio, campagne di sensibilizzazione e strumenti di programmazione come il Contratto di Lago, che mira alla riqualificazione e alla gestione sostenibile del bacino.
La salvaguardia dell’area richiede un’integrazione tra conservazione degli habitat, promozione del turismo responsabile e adozione di pratiche agricole ecologiche, in grado di sostenere lo sviluppo locale senza compromettere gli equilibri naturali. È inoltre indispensabile considerare che le aree naturali protette costituiscono serbatoi fondamentali di biodiversità e necessitano di una tutela coordinata, nella quale il diritto svolge una funzione di prevenzione e garanzia. Le politiche europee, come la Direttiva Acque e il Green Deal, hanno tracciato un percorso chiaro verso la protezione degli ecosistemi e della biodiversità, imponendo agli Stati membri piani di gestione e strategie condivise.
Per affrontare il futuro è necessario comprendere che la gestione dell’acqua non può essere separata dalle dinamiche energetiche ed economiche: modelli di sviluppo insostenibili generano instabilità ambientale e sociale. Diventa quindi essenziale costruire una governance condivisa, partecipata e decentrata, fondata sulla responsabilità collettiva e sulla trasparenza. La transizione ecologica, sostenuta da innovazione tecnologica, efficienza idrica ed economia circolare, rappresenta la via maestra per garantire un futuro sostenibile e prevenire i conflitti legati all’uso dell’acqua.
Vi lascio come riflessione una frase di Amitav Ghosh. “Penso che se non ci occupiamo di questi problemi loro si occuperanno di noi. Guerre, instabilità, sopraffazioni, riscaldamento globale: possiamo benissimo ignorare le grandi questioni, ma loro non ignoreranno noi”.☺
*Sindaco di Pietracatella

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