Sogno una larino in piedi
19 Aprile 2018
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Sogno una larino in piedi

Nell’ultimo articolo mi ero impegnato a parlare di concimazione dell’olivo perché anche gli olivi mangiano e il loro benessere passa attraverso un’equilibrata alimentazione. Ahimè, il mio pensiero oggi scivola verso la situazione politica che si sta delineando nella mia comunità. Troppo olio? Ma Larino è città dell’olio, io professionalmente mi occupo principalmente di olio ed è facile scivolare… Mi fa specie sapere che la nostra Larino ha delle potenzialità straordinarie in termini di cultura, agricoltura, turismo, ma anziché dialogare su come valorizzare le nostre risorse ci si perde a rincorrere i manovratori di fili più o meno occulti. La nostra apatia politica ormai, più che datata, ci ha portato a subire le decisioni di pochi e soprattutto le decisioni di chi Larino non la tiene nel cuore. Una comunità “scivolosa” che mostra sempre più una litigiosità degna della peggiore politica italiana e regionale!

Il larinese ha il coraggio di cambiare ma non ha mai avuto il buon senso di cambiare in meglio! Infatti, mai un’amministrazione, almeno a mia memoria, ha bissato il proprio mandato. Questo atteggiamento, e le scelte sempre più superficiali, ci hanno portato ad un degrado sociale non più sostenibile. La strada intrapresa, anche per questa tornata elettorale, è la stessa di sempre: scivolosa e piena di buche. Ci sarà qualcuno che ci prenderà per mano e che ci farà rialzare? All’orizzonte si intravedono alcuni Deus ex machina che, animati da tanto amore per Larino e forti delle esperienze maturate negli anni delle vacche grasse, si propongono per dipanare le situazioni caotiche che si trovano nel palazzo ducale e non solo. Arroganza, presunzione, senso del potere (ma poi potere di che?), atteggiamenti che fanno lavorare gruppi di persone in modo isolato e quantomeno improduttivo per la nostra comunità. Tutti voi che leggete (almeno i larinesi), probabilmente siete stati contattati dal candidato sindaco di turno, o peggio ancora dall’organizzatore della lista fantomatica, per essere corteggiati a far parte di una squadra che tiene al “bene comune”! A Larino funziona così: prima s’individua il candidato sindaco e poi si lavora su progetti che chissà se mai verranno realizzati. Invece, pensare a progetti, partendo dalle risorse che abbiamo (carnevale, san Pardo, fiera di ottobre, ospedale, tribunale, scuole superiori, scuola di musica, risorse naturali come le tante fonti del nostro territorio, ecc.) per poi individuare chi meglio può incarnare la figura di responsabile di una tale amministrazione, è troppo difficile da realizzare? Risultato? Incertezze, caos, tanti salvatori della patria, tutti che hanno una ricetta efficace per risollevare le sorti della città, della regione e della nazione. Sì, perché questo modo di operare non è solo una nostra prerogativa ma appartiene all’Italia intera. Intanto i nostri ragazzi scelgono di andare a “scivolare” lontano da Larino.

Ritorniamo, però, a parlare di personaggi che si vogliono prestare al bene comune della propria comunità: a Larino abbiamo un senso civico che non ha eguali, a volte si parla di 11 candidati sindaci, a volte ci si ridimensiona a 7, poi, nell’andare a fondo di ogni lista ipotetica, ci si accorge che il gruppo è costituito sì e no da 5/6 probabili candidati (per ogni lista ne occorrono ben 12 più il candidato sindaco). Voi come interpretate questo fenomeno? Io la mia idea me la sono fatta anche perché ci conosciamo, bene o male, tutti! Se andassimo a vedere i componenti delle suddette liste ci accorgeremmo che sono, più o meno, sempre le stesse persone che, probabilmente, hanno avuto mandato dal proprio medico curante! Ci sono giovani rampanti, ci sono donne volenterose, ci sono professionisti di ogni genere ma, ahimè, non ci sono quelle persone che negli anni hanno sempre lavorato per il bene comune coinvolte nelle varie associazioni che hanno dimostrato di saper operare a costo zero e hanno tenuto a galla la comunità intera.

È un riconoscere le capacità altrui oppure è semplice strategia elettorale? Con quale spirito presenteremo le liste fra qualche settimana? Che tipo di messaggio lanceremo ai nostri concittadini? Cosa avremo di diverso da offrire a questa comunità, presupposto che non abbiamo bisogno di straordinarietà ma necessitiamo di tanta ordinarietà? Larino ha bisogno di una squadra di uomini e donne innamorati della comunità, non di 12 sindaci più un sindaco generale che, a sua volta, deve rendere conto al manovratore di turno. Nella notte dei “lunghi coltelli”, quella che precede la presentazione delle liste, accadrà quello che è sempre accaduto a Larino: i poteri “forti” spargeranno tanto olio da far scivolare anche i più equilibristi/equilibrati e andranno a determinare chi sarà il futuro sindaco di Larino, con una squadra che sarà espressione di più entità politiche e che difficilmente amministrerà con lo spirito giusto una comunità che deve riprendersi, in questo territorio, il ruolo che le compete. Personalmente faccio fatica a ritrovarmi nella suddetta foto politica! Allora? Non mi resta che sognare!

Sogno una Larino che sappia stare “in piedi” a fronteggiare le emergenze che si sono create negli anni bui della politica locale. Sogno una Larino che sappia scegliere cosa è bene fare per risollevare una comunità in ginocchio. Sogno una Larino che sappia camminare insieme senza distinzione tra Centro Storico e San Leonardo. Sogno una Larino che sappia dare le opportunità ai propri figli per non disperdere i talenti che essi hanno coltivato negli anni di formazione. Sogno di svegliarmi il 4 giugno con un’amministrazione che stia già al lavoro per programmare la speranza di cui tutti abbiamo bisogno. Sogno che la politica sia davvero un atto di servizio per la comunità. Sogno di non sognare ma di vivere realmente una comunità diversa da quella che fino ad oggi abbiamo vissuto.☺

 

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