Il maestro messore
Incontro il Maestro Guido Messore, organista, compositore e direttore di coro, nel suo studio che è di per sé un’esperienza. Vi campeggia un pianoforte, alle pareti spartiti, i diplomi dei numerosi premi vinti, scaffali ricolmi di libri di musica e, sorpresa, vedo addirittura un organo. Il Maestro mi spiega che non è stato trasportato, ma costruito in loco e con tonalità che non disturbino i vicini.
La passione per la musica nasce nel Guido bambino veicolata dalla fascinazione per i canti popolari del suo paese natale, S. Ambrogio sul Garigliano (FR), canti che in seguito ha ripescato e trasformato in forma polifonica sempre per il suo borgo. La vita del Maestro si è dipanata poi in molteplici direzioni, una poliedricità di cui qui non è possibile rendere completamente conto. Alcuni esempi: per anni ha svolto attività concertistica a livello internazionale, attualmente è il direttore del Coro polifonico femminile Samnium Concentus, protagonista di concerti sull’intero territorio nazionale e per il quale ha scritto composizioni colmando un vuoto, non esisteva, infatti, un repertorio per cori femminili. Il Maestro, inoltre, in qualità di Ispettore Onorario del Ministero, ha effettuato la catalogazione per la salvaguardia degli organi storici del Molise. Dei 150 catalogati, non tutti funzionanti, ne ha fatti restaurare una trentina tra cui quello di S. Francesco in Larino e quello della chiesa di S. Antonio Abate a Campobasso risalente al 1696.
Messore ha, inoltre, scritto madrigali su antiche liriche cinesi e mottetti per voci femminili e ha insegnato “Armonia” a lungo presso il Conservatorio di Campobasso. L’Armonia, mi dice con intensità, è una derivazione dell’ armonia del Creato, e, come dice Sant’ Agostino, cantare è pregare due volte. È stato, in aggiunta a tutto, direttore musicale del gruppo folk Zig-Zaghini per il quale ha scritto nell’arco di quaranta anni composizioni su testi in dialetto di poeti molisani.
Il Maestro Messore è un vanto per la nostra regione, è uno dei più importanti compositori di musica sacra a livello europeo, informazioni che non mi sono state date dal Maestro che, come tutti i grandi, è di estrema modestia. Vederlo dirigere il coro Samnium Concentus è un’esperienza indimenticabile che ho sperimentato più volte: grazie all’autorevolezza che scaturisce dalla sua presenza e dai suoi gesti plastici ed eleganti, il coro diventa una creatura unica in cui le voci si fondono, come lui spiega, senza che nessuno emerga, in un capolavoro di umiltà e condivisione, precisa.
L’ultima sua fatica è Canti e Inni religiosi di S. Giovanni in Galdo (edizioni Palladino, 2025) che verrà presentato a Campobasso il 24 aprile presso la Sala Celestino V. È il frutto di una ricerca sul campo iniziata nel 1980, Messore lo definisce un monumento alla memoria di un passato legato al canto delle comunità parrocchiali. Messore mi riferisce, in proposito, le parole di Benedetto XVI: “I canti di fede e di amore costituiscono un patrimonio che non deve andare perduto”.
Chiedo al Maestro cosa riserva il futuro alla musica. La biblioteca Albino, risponde con amarezza, aveva un’intera sezione dedicata ai libri di musica, e ora? La musica, prosegue, andrebbe insegnata fin dalla scuola materna e dovrebbero esserci più orchestre.
La considerazione con cui ci lasciamo è che, come dice il Maestro Riccardo Muti, vale più un’orchestra che un calciatore, ma nel secondo caso i soldi si trovano sempre.☺
