Il più profumato dei fiori?
Nel periodo della fioritura, in piena primavera, si coprono di migliaia di piccoli e profumatissimi fiori: sono i gelsomini, piante arbustive e rampicanti particolarmente attraenti.
Il genere Jasminum, della famiglia delle Oleacee, comprende più di 200 specie che si differenziano tra di loro per vari aspetti: il colore, che varia dal bianco al rosa al giallo; il periodo di fioritura, che va dall’inizio della primavera o dura tutta l’estate; la loro forma rampicante o arbustiva. I gelsomini rampicanti si attorcigliano a qualsiasi supporto e sono piante adatte a ricoprire muri, graticci e pergolati. Quelli arbustivi, dai quali si sviluppano rami lunghi e flessibili, possono essere invece coltivati per creare una magnifica cascata fiorita.
Il gelsomino più comune è l’ officinale: si tratta di una delle piante in assoluto più importanti per la profumeria, coltivata soprattutto in Egitto, Marocco e India, da cui si ricava una produzione annuale di 12-15 tonnellate. Quantità minori provengono da Francia, Italia e Cina. In quest’ultimo Paese l’olio di gelsomino è stato utilizzato per secoli per aiutare l’organismo a disintossicarsi e ad alleviare i disturbi respiratori e del fegato. Ma da sempre l’olio di gelsomino trova applicazione soprattutto come vellutante e rigenerante del viso e del corpo, apportando benefici a qualsiasi tipo di pelle grazie all’effetto tonificante che previene la formazione di rughe. Può essere usato anche per sciogliere il muco in caso di tosse e raffreddore, mentre per le sue proprietà sedative facilita il sonno. Noto già ai Greci e ai Romani, l’olio di gelsomino veniva offerto dai Persiani agli invitati nei banchetti. Il primo a coltivarlo in Italia fu Cosimo I de Medici, che ne aveva proibito la diffusione fuori dei giardini granducali. Nel trapanese l’infuso di gelsomino trova impiego come ingrediente di una delicata granita, inserita tra le specialità agroalimentari.
La coltivazione è abbastanza facile: oltre a un clima mite, occorre solo assicurare al gelsomino un terreno fertile e una posizione riparata. Per avere una fioritura abbondante e un verde rigoglioso gioca un ruolo importante la potatura. È utile perciò sapere che ogni specie ha le sue peculiarità e quindi dei bisogni specifici in termini di potatura, che va eseguita al momento giusto. In generale, potare dopo la fioritura permette comunque alla pianta di produrre più fiori l’anno successivo.
Nelle località in cui l’inverno è rigido, dove i gelsomini difficilmente sopravvivono ai rigori della brutta stagione, si consiglia di mettere a dimora il cosiddetto falso gelsomino, conosciuto anche come rincospermo, il cui nome scientifico è Trachelospermum jasminoides. Della famiglia delle Apocynacee, è una specie rampicante sempreverde originaria dell’Asia orientale. Rustico e assai facile da coltivare, si sviluppa rapidamente emettendo numerosi rami che possono raggiungere facilmente anche gli 8-10 metri di lunghezza e che si attorcigliano spontaneamente attorno a qualsiasi tipo di sostegno. Le foglie sono ovali-ap- piattite, coriacee e di un bel verde intenso. La fioritura, che avviene tra il finire della primavera e l’inizio dell’estate, è così abbondante che la vegetazione viene letteralmente e fittamente ricoperta da una miriade di inebrianti fiorellini.
Il gelsomino riveste un ruolo importante anche nel linguaggio dei fiori e in Italia indica buona fortuna nel matrimonio. Scegliere un bouquet di gelsomini è un’ottima idea per una sposa romantica e raffinata. Altri significati sono legati al colore del fiore: quello bianco esprime il sentimento dell’amabilità e del candore d’animo; il giallo esprime un augurio di felicità e rappresenta l’eleganza e la grazia.☺

