In caso di pasti indigesti
5 Gennaio 2026
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In caso di pasti indigesti

Il lentisco è un arbusto o piccolo albero sempreverde della famiglia delle Anacardiacee la cui altezza raramente supera i 4-5 metri. Si tratta di una specie tipica delle regioni mediterranee, dove cresce spontaneamente prediligendo terreni rocciosi e soleggiati sia di pianura che di bassa collina (non oltre i 400-600 metri). In Italia è diffuso soprattutto in Sardegna, Sicilia, Calabria e Puglia, ma può crescere anche nel Molise in zone a clima temperato. Resiste bene a condizioni prolungate di aridità e al vento marino, mentre teme le gelate. Per la sua resistenza anche agli incendi è uno degli arbusti più diffusi e rappresentativi della macchia mediterranea, spesso in associazione con l’olivastro e il mirto. Inoltre è ritenuto una specie miglioratrice del terreno, tanto da essere utilizzato, dal punto di vista ecologico, per il recupero e l’evoluzione di aree degradate.
Tutta la pianta, che emana un forte odore resinoso, si distingue per la corteccia grigio cinerina e per il colore roseo del legno. La chioma, di forma globosa, è generalmente densa per la fitta ramificazione. Le foglie sono alterne, coriacee, paripennate, composte da 6-10 foglioline lucide e di un bel verde intenso, e i fiori, rossastri, si presentano riuniti in una infiorescenza. Il frutto, una piccola drupa sferica di 4-5mm di diametro, è di un colore rosso scuro che diventa nero nel corso di una lunga maturazione che avviene fra novembre e gennaio.
Pistacialentiscus è il suo nome scientifico: quello del genere, pistacia, è un adattamento del greco pistákē, “pistacchio”, mentre quello della specie deriva direttamente dal latino lentiscus, che, oltre alla pianta, indicava, metonimicamente, anche l’olio e la resina di lentisco. Fin dall’antichità naturalisti e medici, da Dioscoride a Ippocrate e a Galeno, ne avevano infatti apprezzato le molteplici proprietà e ancora oggi il lentisco è largamente utilizzato per diversi scopi. Infatti dai suoi semi si può ottenere un olio fisso che non può essere mescolato con acqua, mentre due oli essenziali possono essere estratti dalle foglie e dai frutti.
Fino al secolo scorso, in Sardegna, l’olio di semi di lentisco era il grasso alimentare vegetale più consumato dopo l’olio di oliva. Quest’ultimo era infatti riservato alle mense dei ricchi e alle occasioni particolari, mentre quello di lentisco, sebbene apprezzato per le sue spiccate proprietà aromatiche, era destinato alle mense dei poveri, in particolare nei periodi di carestia. È verso gli anni Cinquanta che si è persa la tradizione dell’olio di lentisco, a causa della maggiore diffusione dell’ olio di oliva prima e degli altri oli di semi poi. Attualmente l’olio di lentisco può essere usato come ingrediente cosmetico per le sue proprietà idratanti e antimicrobiche. Uno studio dimostrerebbe la sua efficacia cicatrizzante su bruciature provocate dal laser.
Gli oli essenziali di lentisco possono essere impiegati nell’industria dei profumi e degli aromi. Inoltre hanno proprietà balsamiche, tonificanti e rinfrescanti, e vengono inseriti nei diffusori di essenze per purificare e profumare l’aria.
Passando alla resina del lentisco, è nota soprattutto quella dell’isola greca di Chio, dove viene prodotta su larga scala, praticando, in piena estate, delle incisioni sul fusto e sui rami, e raccogliendola dopo che si è rappresa a contatto con l’aria. La resina del lentisco è anche conosciuta come “lacrima di Chios” per il suo aspetto simile a delle goccioline liquide, che, una volta essiccate al sole, diventano dure e traslucide. Masticate si ammorbidiscono e si trasformano in una gomma bianca dal gusto rinfrescante e balsamico (la parola mastice deriva dal greco mastíchē, la cui etimologia la lega proprio all’ atto di masticare). In fitoterapia, il mastice di Chio o mastice greco inibisce la crescita di pericolosi batteri contaminanti del cibo e sembra essere in grado di arrestare la proliferazione perfino del batterio Helicobacter pylori, responsabile dell’ulcera. Più in generale, il mastice di Chio aiuta a contrastare i comuni disturbi di stomaco, grazie alla sua azione equilibrante e lenitiva sulla mucosa gastrica, calmando rapidamente i bruciori e aiutando a contrastare i sintomi da reflusso, gastrite ed esofagite. Nell’isola di Chio viene tuttora preparato un liquore aromatico derivato dalla resina, con funzioni digestive, molto apprezzato.
Anche il legno del lentisco, grazie al colore rosso venato, è molto richiesto per lavori di intarsio. Se in passato veniva usato per produrre carbone vegetale, oggi è sfruttato per alimentare i forni a legna delle pizzerie. Le foglie, ricche di tannini, venivano invece utilizzate per la concia delle pelli, e i contadini le mettevano nelle scarpe per neutralizzare i cattivi odori. I rami vengono adoperati nel mercato floricolo come verde ornamentale per le composizioni miste, non solo natalizie.☺

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