incendio di libertà  di Antonio De Lellis
30 Ottobre 2013 Share

incendio di libertà di Antonio De Lellis

 

Il potere del popolo è più forte del popolo al potere. Questa la scritta dello striscione che scendeva dal grattacielo ove risiedevano molti migranti che applaudivano agli oltre 100.000 manifestanti accorsi a Roma il 19 ottobre per il grande assedio. A partecipare non i nomi altisonanti, ma la gente vera senza casa e senza reddito, per la difesa dei beni comuni (acqua, territorio, lavoro ingiusto quando c’è, grandi opere inutili). Un bagno di folla che mi ha rigenerato ed emozionato. La città sembrava sott’assedio per il gran numero di misure di sicurezza a presidio del Ministero dell’Economia, delle infrastrutture e trasporti e della Cassa Depositi e Prestiti. Momenti di tensione, con lo Stato presente attraverso i suoi impiegati anch’essi tartassati nella gestione di un’insicurezza generalizzata.

Per noi del Molise e di Termoli è stato importante esserci per dire che anche da noi il territorio è sotto scacco, svenduto come merce alla voracità del capitale privato e dei costruttori che costruiscono case laddove ci sarebbe bisogno di utilizzare le tante case sfitte per darle in qualche modo ai senza casa e senza reddito. I tanti immigrati erano, con i loro famigliari e bambini, a gridare la loro voglia di vivere e di lottare per un futuro possibile. Era una vera manifestazione dal basso, senza poteri e senza leader. Era una Rivoluzione democratica, non un momento o una singola sollevazione, ma una tappa di un sommovimento popolare già in atto da tempo. Il popolo si organizza, difende i diritti, lotta per la vita e non vuole morire. Non conta quanti molisani c’erano, ma ciò che conta è che il fuoco di quel corteo incendi di libertà e diritti tutta l’Italia. Questa è la grande opera: casa e reddito per tutti.☺

adelellis@clio.it

 

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