Inutilità delle guerre
13 Maggio 2025
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Inutilità delle guerre

Le guerre non sono più quelle di una volta! La tendenza diffusa a costruire l’arma atomica ne trasforma l’esito da genocidio e distruzione a catastrofe planetaria. Il riarmo, nella vecchia accezione di munirsi di carri armati, aerei, droni, intelligence, ecc., non è più un’efficace possibilità di difesa, ma peggio ancora se contrapponiamo un’arma atomica ad un’altra sarà solo un annientamento reciproco. Se mi difendo da un nemico con la guerra tradizionale, c’è la possibilità che uno dei due ne esca meno sconfitto, perché la guerra non ha né vincitori né vinti, ma se faccio esplodere un’atomica nessuno dei due ne trarrà beneficio. Tutto l’ambiente circostante sarà contaminato e inaccessibile e non potrà essere sfruttato per centinaia di anni. La distruzione atomica interesserà, irreversibilmente, gran parte di un continente, e come una sorta di auto-embargo, l’economia dei vincitori stessi.
La trasformazione del concetto di guerra peggiora la definizione di guerrafondaio. Dal vocabolario, il guerrafondaio è “il fomentatore della guerra come unico mezzo di risoluzione delle controversie internazionali, per l’opportunità di vantaggi personali che ne possono derivare sul piano ideologico o economico”. Con il ricorso all’atomica lo stesso sarà “sostenitore della distruzione totale come mezzo definitivo per l’eliminazione delle controversie internazionali, con scarsissime possibilità di trarne vantaggi personali sul piano ideologico ed economico, in quanto mette a rischio la sua stessa esistenza”.
Di contro il pacifista, è colui che “rafforza l’idea della dottrina diretta a dimostrare la possibilità, l’utilità e il dovere dell’ abolizione della guerra atomica di distruzione di massa”. Il pacifista non sarà più sostenitore di un’utopia, in quanto una guerra atomica non gli prospetterebbe nemmeno la possibilità di essere sopraffatto dal nemico e di poter agire una disobbedienza civile al sopraffattore, in quanto non esisterebbe più uno stato sopraffatto ma solo un ambiente ostile e invivibile per l’essere umano.
Il pacifista può essere costruttore di pace opponendosi, ad esempio, al riarmo sconclusionato proposto dall’Unione Europea che favorisce pericolosamente stati come la Germania. Viviamo in una UE alla quale tutti vogliamo credere e aspirare, ma che per ora è solo un insieme di egoismi nazionalisti, un’unione senza sostanza: “sotto il vestito niente!”. Le industrie di armi si arricchiscono a danno del welfare sociale, della sanità e delle popolazioni che versano sempre più in condizioni di povertà, aumentando il divario tra ricchi e poveri. Il pacifista può essere costruttore di pace opponendosi al genocidio del popolo palestinese, dove se non si è ricorsi alla bomba atomica, è solo per non “contaminare” una terra che affaccia sul mare, magari da adibire a resort turistico. A tanto genocidio e distribuzione di atomico manca solo il fungo. Il pacifista è costruttore di pace per l’Ucraina, che mal consigliata da alleati facinorosi, ha rifiutato un trattato di pace, prima ancora dell’inizio del conflitto. Semmai arriverà una tregua, sarà alle stesse condizioni rifiutate prima, ma con il sacrificio di vite umane e con il triste primato di non aver evitato la guerra più inutile di sempre.
Gli Stati d’Europa spendono singolarmente molto di più di quanto spende ad esempio la vicina Russia. I costi degli armamenti sono già eccessivi, semmai inefficaci in quanto i sistemi di difesa sono diversi da Stato a Stato e comunque non sono atomici, fatta eccezione di qualche ridicola fornitura della Francia. Per una difesa efficace bisognerebbe costruire un esercito unificato e atomico. Ma davvero crediamo che l’unica soluzione sia inseguire il riarmo atomico? Davvero vogliamo escludere qualsiasi forma di diplomazia e mediazione, unica strada pacifica per la risoluzione dei conflitti?
Oggi è un’utopia pensare che il nemico si intimorisca se ci mostriamo più armati che mai, o con un Sistema di Difesa Unificato a livello Europeo. Finché l’Europa non possiede armi atomiche di distruzione di massa non potrà mai competere con i “pre-potenti” e i “bulli” del mondo, ma se attua diplomazie credibili potrà invertire la deriva bellicista.
É un’utopia pensare che se avessimo anche una difesa atomica migliore di sempre, potremmo vivere con le rassicurazioni di una vita serena. È un’utopia affrontare una guerra atomica e pensare di uscirne vivi, certi di poterlo raccontare. Quello che oggi non è utopia è l’idea che impegnarsi per costruire la pace può scongiurare le guerre atomiche. Non è utopia manifestare il dissenso ad un riarmo inefficace. Non è utopia schierarsi per la pace.☺

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