La Custodia della Vita e della Libertà
1 Ottobre 2015 Share

La Custodia della Vita e della Libertà

Con il libro della Genesi, il mese scorso, abbiamo cominciato a dare uno sguardo veloce, ma non superficiale, ai 73 libri che compongono la bibbia. Non la si può ignorare perché, oltre ad essere un meraviglioso libro di fede per i credenti, in essa affondano anche le radici della nostra cultura.

“…le levatrici temettero Dio: non fecero come aveva loro ordinato il re d’Egitto e lasciarono vivere i bambini” (Es 1,17).

L’Esodo si presenta come il vangelo del Primo Testamento perché proclama la gioiosa notizia della salvezza che fonda la fede d’Israele. Esso tratta l’uscita dall’ Egitto, la marcia nel deserto e il soggiorno al Sinai e presenta Dio come colui che si rivela liberando e donando – per mezzo di Mosè figura centrale del Libro e di tutto il Pentateuco – la Legge che permette al popolo di vivere una relazione di alleanza con lui e di passare dall’essere schiavo dell’Egitto all’essere a servizio del Signore.

L’Esodo si apre richiamando la figura di Giuseppe, la cui generazione si è ormai estinta. Dopo di essa, il numero degli Israeliti in Egitto cresce esponenzialmente e il faraone teme che possano prendere il potere. Egli non ha conosciuto Giuseppe, non ha quindi consapevolezza dell’ospitalità di cui al tempo della carestia era stato capace l’Egitto. La terra che era stata grembo per molti popoli affamati ora il faraone vuol renderla una tomba. Per questo incarica le levatrici, Sifra e Pua, di far morire i maschi degli ebrei e di lasciar vivere le femmine. Ma è proprio nel “sesso debole” che si cela la minaccia. Le due donne fanno obiezione di coscienza e il “sesso debole” afferma così la sua vera forza: un’alleanza inossidabile con la vita!

Bellezza e splendore – tale è il significato del nome di queste donne – disperdono con astuzia i pensieri dell’ oppressore, compromettendo la loro vita per amore dell’altrui vita. Parte così questa cordata di donne – vero “sesso forte” nei momenti cruciali della storia – cui fanno seguito nel libro la madre di Mosè, la sorella, la figlia del faraone, che custodiscono la vita di Israele e dell’alleato di Dio, Mosè. Donne pasquali, capaci di far passare il popolo dall’ obbedienza servile ai prepotenti all’obbedienza (liberante) alla coscienza, al cuore, all’amore per la vita. Perché la vita è sempre più grande e amarla permette a ogni popolo di accogliere la sua Pasqua, la sua personale liberazione da chi vuole che l’uomo sia schiavo del male e non servo del bene.

La libertà non è un dato scontato… non la si acquista a poco prezzo. Essa è un bene che costa caro: costa la capacità di intuire le trame distruttive di chi architetta scenari di morte e di coinvolgersi personalmente rimettendo in circolo la passione per la vita, proprio in forza di scelte e decisioni concrete a favore della vita.

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