La forza dell’amore
12 Aprile 2026
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La forza dell’amore

Mala tempora currunt dicevano i latini. Ed è vero. Stiamo vivendo un periodo storico veramente difficile e preoccupante in balìa di folli predatori. Esisterà una via d’uscita? In questi ultimi anni a dominare il mondo è stata la legge del più forte. Guerre, riarmo, vittime innocenti e infinite macerie. Il più potente prende ciò che più gli serve senza pensare alle conseguenze sull’umanità del mondo intero.
Quando abbraccio le mie figlie, bimbi a me cari, quando mi arrivano le foto dei miei due bellissimi pronipoti o quando con i nostri ragazzi progettiamo nuovi viaggi e nuove proposte, il mio cuore si riempie di gioia e quella latente malinconia e paura per ciò che sta accadendo intorno a me scompare… basta leggere le notizie, ascoltare il telegiornale e tutta l’incertezza riappare. Ma cosa potrei fare io? Me lo chiedo spesso in questi giorni. Come posso avere fiducia e sperare concretamente per il futuro che verrà? Se resto inerme facendo finta che tutto quello che sta succedendo intorno a me sia lontano da me, ho perso anche io la mia battaglia. Come posso iniziare a dire “no” a tutte le prepotenze e i soprusi che stiamo vivendo?
Sabato 14 marzo, con la diocesi di Termoli-Larino, si è svolto un pellegrinaggio giubilare ad Assisi. Anche io ho partecipato a questo pellegrinaggio facendo esperienza di una verità molto semplice ma tanto impegnativa!
C’erano tantissime persone – e noi con loro – ad aspettare per arrivare alle spoglie di san Francesco. Tutti in fila, in silenzio, in attesa di arrivare dal santo. In quel momento mi sembrava che tutto quello che c’era fuori non ci fosse. C’era solo la vita di san Francesco a testimoniare quanto l’amore sia più forte di tutto. Che l’amore e non la violenza possono davvero cambiare il proprio cuore e quello degli altri. Francesco ha lasciato tutto. Si è spogliato di tutte le sue ricchezze per seguire la strada dell’amore. Nel suo testamento scrive: “Chi veniva a vivere con noi dava ai poveri tutto quello che possedeva. Eravamo contenti di avere una sola tunica semplice e rattoppata, una cintura e dei pantaloni. Non volevamo possedere altro, perché volevamo vivere nella povertà e nella semplicità”.
E come si fa a fare tutto questo? Sarei io per prima capace di fare tanto? Non avevo mai pensato ad una forza d’amore così grande da far bastare una tunica rattoppata e dei pantaloni… eppure san Francesco ci ha detto con la sua vita, vivendo concretamente il Vangelo, che si può.
Ho pensato che tutto questo potrebbe sembrare pura follia oggi… lasciare tutto. Ma se provassimo ad avere più di una tunica e magari a condividere qualcos’altro? Se per davvero ci facessimo contagiare da “questa malattia d’amore” e provassimo ad essere folli e a vivere questa follia come “un fiore da innaffiare con le lacrime capaci di trasformare il dolore in arte”, come scriveva Alda Merini? Magari riusciremo ad essere un po’ contagiosi e questa follia di onnipotenza e di sfrenato individualismo e protagonismo, dal micro al grande strato sociale, diminuirebbe un po’? Bisogna e dobbiamo provare ad avere fiducia e concreta speranza che ancora si può. Lo dobbiamo ai nostri figli, alle future generazioni. Non possiamo abituarci e lasciarci trasportare da questa folle follia di chi ci governa.
La paura non deve prendere spazio all’amore. Se Francesco “vive”, anche noi possiamo farlo.☺

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